Squadra che perde – Il Fatto Quotidiano

Da quando il procuratore Giuseppe Pignatone ha raggiunto la meritata pensione, non si fa che invocare per la Procura di Roma la massima “continuità” con la sua mirabolante gestione, dipinta come una marcia trionfale da un successo all’altro. Tant’è che Marcello Viola, il successore più votato dal Csm, è stato impallinato da una campagna mediatico-giudiziaria sullo scandalo Palamara (capo di Unicost, che aveva votato un altro) per annullare la votazione, troppo “discontinua” per essere valida. Così ora è favorito Michele Prestipino, l’aggiunto prediletto di Pignatone. Noi ci siamo sempre domandati quali sarebbero gli strepitosi successi di Pignatone. Virginia Raggi, indagata dozzine di volte e sempre archiviata, finisce imputata per falso: purtroppo viene assolta. E vabbè, dài, capita. Paola Muraro viene indagata per 15 anni di consulenze all’Ama appena diventa assessore della Raggi. Il tempo di dimettersi e viene archiviata. E vabbè, dài, capita. Arrestato per corruzione Marcello De Vito, presidente 5S del Campidoglio: poi, dopo quattro mesi, la Cassazione dice che erano “solo congetture”.

De Benedetti chiama il broker Bolengo per ordinargli di investire nelle banche popolari, perché il premier Renzi gli ha confidato che sta per varare un decreto che ne farà volare le azioni: la Procura non indaga né Renzi né De Benedetti, ma solo il povero Bolengo, poi chiede di archiviare anche lui. Il gip lo manda a giudizio e ordina nuove indagini sull’ex premier e l’Ingegnere. E vabbè, dài, capita. La Procura di Napoli scopre che Alfredo Romeo, interessato ai mega-appalti Consip, incontra Tiziano Renzi e più spesso il fido Carlo Russo, a cui promette soldi per entrambi, poi tutto si blocca per fughe di notizie dal Giglio magico. Roma eredita il fascicolo e chiede di archiviare Tiziano e Romeo e processare Russo come millantatore e il capitano Scafarto come falsario. I gip invece prosciolgono Scafarto e rifiutano di archiviare Tiziano e Romeo. E vabbè, dài, capita. I giornaloni inventano un mega-complotto putinian-grillesco a colpi di tweet russi per far fuori Mattarella: la Procura mobilita l’Antiterrorismo, poi tutto finisce in fumo. E vabbè, dài, capita. Tanto c’è sempre Mafia Capitale, orgoglio e vanto di Pignatone&C: quelli che la lotta alla mafia sanno farla davvero. Purtroppo la Cassazione, come già la Corte d’assise, cancella la mafia. Ora Pignatone presiede il tribunale del Vaticano (auguri). Resta Prestipino, che giura: “La mafia a Roma esiste”. Certo, solo che non era quella lì. Noi restiamo curiosi: dov’è scritto che squadra che perde non si cambia? E continuità per continuare cosa?

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