Ma mi faccia il piacere – Il Fatto Quotidiano

Cifre. “Quando si voterà tra tre anni saremo sicuramente in doppia cifra” (Matteo Renzi, senatore e leader Italia Viva, Corriere della sera, 24.10). Zero virgola quanto?

Un partito senza “Saremo competitor del Pd. Noi vogliamo fare quel che ha fatto Macron senza il consenso dei socialisti francesi” (Matteo Renzi, senatore e leader Italia Viva, La Stampa, 21.10). Più che altro, senza il consenso. Punto.

La pulce e l’elefante. “L’opa renziana su Pd e Forza Italia. La rottamazione non è finita. ‘Presto Italia Viva arriverà al 10%” (Repubblica, 21.10). L’idea che un partitucolo del 3% possa annetterne due che insieme superano il 25 ricorda la storiella di Achille Campanile sul soldato che esce dalla sua trincea e poco dopo grida al superiore: “Signor tenente, ho fatto 25 prigionieri”. “Bravo, portali qua!”. “Ma non mi lasciano venire!”.

Caso per caso. “La Consulta sull’ergastolo ostativo. Un atto di fiducia nei giudici. Non è vero che qualcuno ha riammazzato Falcone e Borsellino… Nessun mafioso e nessun terrorista tornerà in libertà. Spetterà al magistrato giudicare caso per caso” (Luigi Manconi, Repubblica, 24.10). Il caso che il mafioso, se nega il permesso premio, gli faccia saltare la casa e il caso che gli sciolga il figlio nell’acido.

C’era un ragazzo. “Dieci anni fa un ragazzo di Rignano ci ha insegnato che c’era una generazione pronta a prendersi il futuro senza chiedere il permesso a nessuno. Ce l’ha insegnato quel ragazzo di Rignano, ce lo insegna ancora e continuerà a insegnarcelo per molto tempo!” (Luigi Marattin, deputato Italia Viva, alla Leopolda, 20.10). Slurp.

Tale e quale show. “Se ci fosse veramente la voglia e la necessità di fare qualcosa di utile per gli italiani, lo farei con un mio movimento. Io piaccio perché non uso filtri tra me e il pubblico: quello che vedete, sono” (Emanuele Filiberto di Savoia, Tg5, 22.10). Il guaio è che è vero.

Buona questa. “Beppe Grillo non fu mai scritturato da Mediaset per l’abitudine, disse Silvio Berlusconi, di essere pagato senza fattura” (Mattia Feltri, La Stampa, 23.10). Il fatto che qualcuno prenda ancora sul serio una qualsiasi frase di B. è esilarante. Però questa dev’essere vera: B. ne avrà fatte di tutti i colori, ma che avesse dei fondi neri è da escludere al Mills per Mills.

La lingua batte. “Più che un governo pare una latrina. Dal letame nascono le tasse”, “La Raggi regina della monnezza”, “Il water d’oro prima stupisce, infine stanca”, “Un cesso di governo” (Libero, 23.10). Autobiografia di un giornale.

Colpa di Virginia. “Non mi parli di questi grillini, per carità: sono un branco di improvvisatori, incolti e ignoranti, non conoscono la storia. Ho visto che questa Raggi si è presentata in aula in Cassazione, probabilmente immaginava un verdetto diverso e non vedeva l’ora di esultare davanti alle telecamere. Le consiglierei di starsene in ufficio a governare una città senza governo” (Emanuele Macaluso, Il Foglio, 25.10). Macaluso ignora che il Comune di Roma era parte civile nel processo “Mondo di Mezzo” in quanto vittima della banda che l’aveva depredato, dunque la sindaca era in aula in veste ufficiale: che sia pure lui un improvvisatore, incolto e ignorante?

Il titolo della settimana/1. “Il giorno delle manette. Deriva giustizialista. Oggi la legge-tagliola per mettere in galera tutti quelli che evadono” (il Giornale, 21.10). Paura eh?

Il titolo della settimana/2. “Manette agli evasori, rischio carcere per le nuove soglie e sanzioni più alte” (Il Sole 24 ore, organo di Confindustria, 24.10). In effetti è bizzarro che una legge per le manette agli evasori comporti il rischio carcere per gli evasori.

Il titolo della settimana/3. “La stagione dei populisti fiscali” (Massimiliano Panarari, La Stampa, 21.10). Ieri i populisti fiscali erano quelli dei condoni agli evasori, oggi sono quelli delle manette agli evasori. Ma questi geni rileggono mai quello che scrivono?

Il titolo della settimana/4. “Credo che la sentenza vada nella giusta direzione” (Silvio Berlusconi, eurodeputato e presidente FI, sulla sentenza della Consulta che boccia come incostituzionale l’ergastolo ostativo ai permessi premio per gli stragisti mafiosi, 23.10). “Vince la mafia” (Alessandro Sallusti, il Giornale, 24.10). E fu così che il povero Sallusti si ritrovò una testa di cavallo nel letto.

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