Mafiosi liberati, spunta lo zampino della Lega. Salvini accusa i giudici per i domiciliari concessi ai capoclan. Ma tra le toghe c’è la moglie di Cota | LA NOTIZIA

Sembra proprio che Matteo Salvini non riesca a trattenersi dal cavalcare ogni polemica pur di guadagnare consensi. Proprio come […]

Sorgente: Mafiosi liberati, spunta lo zampino della Lega. Salvini accusa i giudici per i domiciliari concessi ai capoclan. Ma tra le toghe c’è la moglie di Cota | LA NOTIZIA

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3 Replies to “Mafiosi liberati, spunta lo zampino della Lega. Salvini accusa i giudici per i domiciliari concessi ai capoclan. Ma tra le toghe c’è la moglie di Cota | LA NOTIZIA”

  1. si sa che coi mafiosi ci stanno la lega i faratelli d’italia, forza itali, e renzi i ladri i veri ladri dell’italia sono questi e mettono ogni notixia falsa x infangare i 5 stelle ma noi non ci pieghiamo volgiamo una sytampa libera e un italia piu ruicca con meno ladroni dentro alpalzzo

    • Latina, le collusioni mafiose di Lega e Fratelli d’Italia
      Nella città laziale, feudo storico della destra, i clan hanno messo le mani sulla politica. Facendo eleggere chi volevano, gestendo voti, garantendo affissioni intoccabili, muovendo galoppini. Ecco tutti i nomi
      DI ANDREA PALLADINO
      28 gennaio 2020Giorgia Meloni non ne aveva dubbi. Scandiva le parole: «A Latina possiamo contare obiettivamente su quella che è forse una delle migliori classi dirigenti di Fratelli d’Italia». Era il 2014, elezioni europee. Il cavallo di razza che appariva accoppiato con il suo nome sui manifesti elettorali era Pasquale Maietta. Un vero mito a sud di Roma. Commercialista di successo, da sempre il primo degli eletti a destra, patron del Latina, squadra che sfiorò, all’epoca, la serie A. Calcio, affari e politica. Giorgia Meloni guardava Maietta compiaciuta, scambiando sorrisi: «Lo dico da un anno, perché non ti prendi anche la Roma?». Dal 2013 era diventato un politico di primo piano a livello nazionale. Giorgia si fidava talmente tanto da affidargli il portafogli, nominandolo tesoriere del partito alla Camera dei deputati. Era l’ascesa, apparentemente inarrestabile, dell’enfant prodige della destra.

      Poi venne uno tsunami. Giudiziario, sconvolgente. Di quella classe dirigente che poco prima la leader di Fratelli d’Italia portava come esempio è rimasto poco. Maietta, terminato il mandato, è finito agli arresti, con l’accusa di essere il “perfetto stratega” di un complesso sistema di riciclaggio che partiva da Latina per arrivare a Lugano. Non in una fiduciaria svizzera qualsiasi, ma nello studio SMC Trust, il “family office” presieduto da Max Spiess, subentrato nella carica al più noto Giangiorgio Spiess, l’avvocato tutore degli interessi di Licio Gelli nel Canton Ticino. Il vero salotto che conta nel mondo finanziario internazionale, da sempre Gotha impenetrabile. Soldi, tantissimi soldi, un tesoro che passava attraverso il Latina calcio, controllato da patron Maietta, utilizzato – secondo la procura – come una enorme lavatrice di denaro “di dubbia provenienza”. L’alleanza tra l’ex tesoriere di Fratelli d’Italia e il trust svizzero, che durava, secondo le indagini, dal 2007, era consolidata e ben oliata.

  2. VORREI SAPERE, PERCHè NON VIENE TOLTA L’IMMUNITà PARLAMENTARE? COSI, SE UN POLITICO RUBA, COMPRA POLITICI, OPPURE VOTI, DEVE ESSERE GIUDICATO DAL TRIBUNALE, E NON DAL PARLAMENTO, DOVE SUOI COMPARI NON DAREBBERO MAI IL CONSENSO AGLI ARRESTI.

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