Il pistola fumante – Il Fatto Quotidiano

Nella mia lunga carriera di denunciato, ne ho viste tante. Pure la famiglia Angelucci, compresa una nidiata di figli e nipoti di 8 e 5 anni, che mi chiedevano non so quanti milioni per averli chiamati “gli Angelucci”. Poi, quando Stefano Folli mi querelò per il paragone fra il suo bel riportino e un nido di cinciallegra, pensavo di averle viste tutte. Invece l’altroieri ho aperto la rituale busta verde e ho trovato una citazione civile dell’Innominabile (la quindicesima in otto mesi) che, con l’aria di prendersela con me, denuncia un rotolo di carta igienica. Avete capito bene: il corpo del reato, di cui presto dovrà occuparsi il Tribunale di Firenze fra un processo e l’altro ai suoi cari, sono 20 piani di morbidezza. I giudici, annoiati da cause pallosissime, questa se la strapperanno di mano. Il criminoso fattaccio è del 13.2.2019, quando mi collego con Tagadà, il programma di Tiziana Panella su La7. E, siccome la sala riunioni che uso per i collegamenti è occupata, vengo ripreso alla scrivania del mio ufficio. Si parla del Tav e di Conte al Parlamento Ue. Nei giorni seguenti qualche feticista del web ingrandisce un fermo-immagine e scopre ciò che nessuno in diretta aveva notato per l’impossibilità di vederlo a occhio nudo: nella libreria alle mie spalle, fra libri e oggetti vari (un gufo e varie foto incorniciate), appare – cito dall’atto – “un rotolo di carta igienica con sopra stampato il volto del Senatore Dott. Matteo Renzi accanto a una cartolina che ritraeva anch’essa il volto del senatore insieme a un segnale di ‘pericolo generico’ e a un’immagine di feci umane ‘fumanti’”. A parte “umane” e “fumanti” (a vederle così parrebbero feci generiche, non saprei di quale animale, ma certamente né fumanti né fumatrici), è tutto vero.

Confesso di aver ricevuto da un’abbonata molto spiritosa e molto poco renziana, subito dopo la nostra battaglia vinta in difesa della Costituzione al referendum del 2016, quel gadget prodotto a Napoli e piuttosto diffuso (l’Innominabile non si monti la testa: sul web, a 3,90 euro, si vendono rotoli con altri politici stimati quanto lui, “Berlusconi vai a zappare” ecc.). E, quel che è peggio, l’ho poggiato sullo scaffale accanto al gufo e al libro Perché no sul referendum. Non solo: mi sono scordato della sua esistenza, come accade di solito per i soprammobili. Tutto immaginavo fuorché di ritrovarmi quel rotolino, invisibile a occhio nudo in tv, ingrandito sul web e poi su un atto di citazione che mi dipinge come un criminale, autore di un “comportamento gravissimo”. Un orrendo delitto, ma non di chi ha confezionato e messo in vendita il turpe oggetto nella bizzarra convinzione che i politici bugiardi abbiano la faccia come il culo.

Bensì del sottoscritto, animato dall’“evidente fine di attribuire l’epiteto offensivo di ‘PERICOLOSA’ ‘MERDA’ alla persona di Renzi, nelle diverse comuni accezioni quali ‘uomo di…’, ‘politico di…’, pericoloso perché una…’”. E qui gli avvocati s’interrompono, avendo già suggerito abbastanza. Poi tentano di dimostrare che il gadget sia opera mia, così come la sua collocazione in bella vista (anzi “in prima vista”). In effetti è molto plausibile che io, dovendo parlare di Conte e del Tav in tv, abbia strappato un rotolo dal bagno, gli abbia appiccicato la faccia del Sen. Dott. su ogni foglio, l’abbia riarrotolato e incellophanato, abbia ordinato allo stampatore la cartolina con segnale stradale di pericolo, foto della cacca non fumante e del Sen. Dott.. Del resto, questa è “una vera e propria tecnica comunicativa, studiata ad hoc dal Travaglio… abituato a inviare messaggi offendendo esponenti politici”. Come no, non faccio altro: lo dimostrano “alcuni esempi chiarificatori”.
Alla MaratonaMentana sul referendum 2016, “Travaglio espone alle sue spalle una prima pagina incorniciata di un quotidiano di fantasia, con la scritta in prima vista (ridàgli, ndr) ‘Hanno la faccia come il culo’” (si tratta di una celebre prima pagina di un settimanale vero, Cuore, con cui collaboravo, ma è del 1991, quando l’Innominabile aveva 16 anni; però è bello che ci si riconosca). E 15 anni fa “su Youtube il Travaglio esponeva una statuetta rappresentante un ‘maiale antropomorfico’ con le fattezze di Berlusconi” (si tratta del pupazzo Silviolo, che non ha nulla di suino e che B., molto più spiritoso, si guardò bene dal denunciare). “Pertanto non ci sono dubbi che, considerato il posizionamento degli oggetti e l’abitualità della modalità comunicativa – il Travaglio abbia deliberatamente e volontariamente veicolato tali immagini diffamatorie” contro lo Statista Rignanese. Ora il giudice dovrà visionare “l’immagine-ingrandimento degli oggetti diffamatori esposti” e tutti gli altri “soprammobili a sfondo e carattere diffamatorio in altre trasmissioni e video”. Manca solo un’istanza per l’invio del Nap, il Nucleo Arredatori della Polizia, per bonificare i miei uffici onde evitare la reiterazione del reato. C’è invece la richiesta di “danni morali, esistenziali, patrimoniali e non patrimoniali”, aggravati dall’“assenza di rettifica o dichiarazione correttiva” (testuale) e dalla “notevole risonanza mediatica suscitata dalla notizia”, di cui nessuno s’era accorto finché il Sen. Dott. non ha annunciato coram populo la denuncia al rotolo. Ma alla fine si contenta di poco: “la somma di euro 500.000,00”. Che poi sarebbero 250.000, se la carta igienica non fosse doppio velo.

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