Ma mi faccia il piacere – Il Fatto Quotidiano

Il Verano Illustrato. “La grande rimozione. La pandemia negata. I morti dimenticati… L’emergenza sociale, i rischi per l’ordine pubblico, il caos sul ritorno a scuola. Le istituzioni sotto assedio”. “Prima che si apra la voragine. L’emergenza economico-sociale, i cittadini nell’incertezza, i partiti in disarmo. E il voto del 20 settembre: una breccia che può portare le istituzioni nel baratro… Una crisi di sistema”. “Rientro da paura. Arriva la resa dei conti. E crescono i timori per l’ordine pubblico… malcontento e tensione”. “Una minaccia chiamata Recovery”. “Fase tre: si muore in fabbrica”. “Sparatorie a New York: +72 per cento”. “La morte di Sarah Scazzi è ancora una giungla di verità” (titoli dall’ultimo numero de l’Espresso, 23.8). Allegria: quando c’è la salute, c’è tutto.

Testa o croce. “In Toscana la sinistra si gioca la testa” (Susanna Ceccardi, Lega, candidata a presidente della Toscana, Verità, 17.8). Lei per fortuna non ha di questi problemi.

Polifonia. “Referendum truffa a cui dire No” (Marco Damilano, direttore Espresso, 28.6). “Non c’é una riforma sistemica, complessiva, nessuna idea per adeguare ai tempi il funzionamento della macchina legislativa” (Mattia Feltri, direttore Huffington Post, 8.8). “Votare No al referendum” (Maurizio Molinari, direttore Repubblica, 20.8). “Il referendum e la deriva confusionaria.”, “Saremo costretti a scrivere un altro ‘no’…” (Massimo Giannini, direttore La Stampa, 23.8). Tutto si può dire del gruppo Fca-Elkann, tranne che al suo interno manchi un ampio e articolato dibattito.

Fiat Dux. “Il Meeting di Rimini nel segno di Draghi: ‘Può indicarci la via’” (Repubblica, 18.8). Duce, tu sei la luce.

Congiuntivite. “Non possiamo tollerare che arrivano dei migranti positivi e vadino in giro liberamente” (Giuseppe Conte, presidente del Consiglio, 9.8). Fantocci, batti lei!

Fate con comodo. “Mai con Raggi. Il Pd avrà un suo candidato, ma senza fretta” (Giulio Pelonzi, capogruppo Pd in consiglio comunale a Roma, Foglio, 19.8). Diciamo, per le comunali del 2025.

Fermate le rotative. “Treu (Cnel): ‘Sto con Draghi’” (Messaggero, 21.8). Mo’ me lo segno.

Chi può e chi non può. “Zingaretti a Raggi: ‘Sei il problema principale della città’” (Repubblica, 21.8). Io invece di tutta la regione, tiè!

L’elogio funebre. “Lo dice la sinistra: ‘Il meglio a destra è Berlusconi’” (Giornale, 21.8). Pensa gli altri.

Fantacronache. “La magistratura accusa Romiti di aver truccato i bilanci per creare fondi neri e finanziare la politica. Romiti viene condannato in via definitiva in Cassazione nel 2000. La sentenza verrà modificata tre anni dopo perché nel frattempo la legge era cambiata e le somme che il manager era stato accusato di non aver messo a bilancio erano troppo basse per configurare il reato” (Paolo Griseri, neo-vicedirettore La Stampa, 19.8). Mamma mia quanta vaselina. Romiti fu condannato per falso in bilancio e finanziamento illecito ai partiti, poi B. depenalizzò i falsi in bilancio, compresi quelli di Romiti. Per ulteriori informazioni, lo smemorato autore può consultare il libro Il processo (Editori Riuniti, 1997) di Paolo Griseri, Massimo Novelli e Marco Travaglio.

Esercitazioni. “La domanda è partita per errore. Ho un’attività, la mia fidanzata è una consulente fiscale. Da sempre si occupa lei della mia contabilità e in quei giorni ha utilizzato sia la mia partita Iva sia la sua per esercitarsi nella richiesta di rimborsi” (Diego Sarno, consigliere regionale Pd in Piemonte, Repubblica, 12.8). Suvvia, chi non ha una fidanzata che si esercita?
Delitto di cronaca. “Dal popolo dei fax ai 25mila del Fatto che gridano ‘fuori i nomi’. Storia di una marea nera che ha distrutto diritto e politica” (Maurizio Crippa, Foglio, 13.8). Incredibile: 28 anni dopo, c’è ancora gente che vuol sapere la verità.

Magari. “Terremoto bonus, clima da monetine… Vincono loro, i ragazzi di Travaglio. E’ peggio del ’93, l’anno delle monetine a Craxi” (Piero Sansonetti, Riformista, 12.8). Lo prendiamo come un augurio, benchè troppo ottimistico: questi le monetine si chinerebbero subito a raccoglierle.

Giorgio Covid. “Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori si rivolge al suo partito: ‘Ma al Pd interessa il Nord? Siamo attestati solo sulla difesa di pensionati e dipendenti pubblici invece di rappresentare i ceti produttivi’” (Foglio, 13.8). Quelli che “Bergamo non si ferma” e “Bergamo is running”. Praticamente, le pompe funebri.

Vittorio virgola Feltri. “Travaglio mi dà dell’ignorante perchè ho scritto questa frase; chi di spada ferisce, di spada perisce. Che è esatta. Ma lui non lo sa al punto che segnala: la virgola tra il soggetto e il verbo non ci va. Ma chi ce l’ha messa la virgola tra il soggetto e il verbo? Lui pensa che ferisce non sia un verbo” (Vittorio Feltri, Libero, 18.8). No, stellina: il soggetto di “perisce” è “chi di spada ferisce”, dunque la virgola non ci va. Punto.

Il titolo della settimana. “Se i guai di Grillo ce l’avesse Berlusconi, sai quanti titoli…” (Riformista, 18.8).
Uahahahahahahahah.

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