Chiamate la neuro – Il Fatto Quotidiano

Brutalmente violentata dai Briatore Boys nella saga estiva della Prostata Smeralda, la Logica cercava un po’ di ristoro su una questione puramente matematica: la riduzione dei membri del Parlamento italiano, fra i più pletorici del mondo, che ora rischia di diventare un po’ più moderno ed efficiente. Purtroppo anche lì la Logica prende botte da orbi dai fronti del No e del Ni, che paiono usciti dalle serate più alcoliche del Billionaire. Per dimostrare il falso, e cioè che col Sì avremmo il Parlamento meno rappresentativo al mondo, si sommano le mele alle pere: si paragona il nostro Senato (elettivo e paritario con la Camera) alle Camere alte di altri Paesi (non elette e con meno poteri). Chi poi nel 2016 contestava – giustamente – la controriforma Renzi-Boschi perché sfasciava un terzo della Costituzione e pretendeva un Sì o un No secco a un blocco di misure eterogenee, poche sagge (meno senatori, via il Cnel) e molte demenziali (l’abolizione dell’elettività dei senatori, un iter legislativo vieppiù complicato e un combinato disposto con l’Italicum che premiava il governo a scapito del Parlamento), ora contesta il Sì per la ragione opposta: per tagliare i parlamentari, si tagliano solo i parlamentari, cambiando solo 2 articoli della Carta, senza “riforme organiche”. E meno male, viste le schifezze organiche in circolazione.

Poi c’è chi misura il peso dei parlamentari dal numero: più sono, più contano. Una barzelletta: l’eletto è tanto più autorevole e autonomo quanti più elettori rappresenta. E chi teme che il Parlamento esca screditato dovrebbe spiegare come ne uscirebbe dalla bocciatura popolare di un’autoriforma da esso stesso votata 4 volte con maggioranze oceaniche: rilegittimato o delegittimato? La comica finale è l’appello di Zingaretti a Conte perché si schieri sulla riforma elettorale e alla maggioranza perché la voti almeno in una Camera prima del referendum. Oh bella: non s’era detto, quando B. cambiò la legge elettorale ad personam e a colpi di maggioranza (Porcellum), che quella è materia parlamentare e il governo non deve impicciarsi perché le regole del gioco si decidono insieme e il Parlamento è sovrano? E come si fa a votare la legge elettorale prima di sapere quanti saranno gli eletti? Si lasciano in bianco le caselle col numero dei collegi di Camera e Senato e si riempiono dopo il 21? O si dà per approvata la legge costituzionale prima che i cittadini la votino? Si fa come l’Innominabile che nel 2015 varò l’Italicum per la sola Camera nella speranza che il referendum del 2016 abolisse l’elettività dei senatori e, dopo la vittoria del No, lasciò scoperto il Senato finché la Consulta rase al suolo la porcata? Ma soprattutto: quando arriva l’ambulanza?

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Per Autostrade si mette male. Sapeva del ponte Morandi a rischio. La Procura di Genova prosegue l’audizioni dei testi. Sei manager ammettono che i pericoli erano noti

Sembra incredibile ma a distanza di due anni, l’inchiesta sul crollo del ponte Morandi continua a regalare sorprese. L’ultima è quella […]

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Coronavirus, i dati: 1.462 nuovi casi con 97.065 tamponi nelle ultime 24 ore. Nove morti – Il Fatto Quotidiano

Sono 1.462 i nuovi casi di coronavirus individuati in Italia nelle ultime 24 ore con 97.065 tamponi effettuati, +3.041 rispetto a ieri e terzo giorno consecutivo di record. Nove i morti. Le Regioni con il maggior incremento sono la Lombardia (316), Campania (183), Lazio (166), Emilia-Romagna (164) e Veneto (135). Per il secondo giorno consecutivo […]

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Inchiesta camici, presentata mozione di sfiducia a Fontana: solo Italia Viva non l’appoggia

Sarà presentata ufficialmente oggi, all’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Lombardia, la mozione di sfiducia nei confronti del governatore della Lombardia Attilio Fontana. Le opposizioni ne chiedono le dimissioni dopo l’inchiesta sul ‘caso camici’ che lo vede indagato per frode in pubbliche forniture. Unica consigliera d’opposizione a non sostenere la mozione è Patrizia Baffi, di Italia viva.

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Aperte le autostrade digitali. Senza fibra non c’è ripartenza. Parla la sottosegretaria pentastellata al Mise, Liuzzi: “Approvato un piano di voucher per famiglie e imprese”

Quella di ieri è considerata una svolta epocale per il Paese. Non si contano più gli allarmi lanciati nel corso degli anni sui ritardi […]

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