Quel paese là – Il Fatto Quotidiano

Anche stavolta, come nel 2016 quando descrisse un intero Paese in festa per la grande riforma Renzi-Verdini, l’intera stampa italiana ha azzeccato le previsioni su un intero Paese schifato o indifferente sul taglio dei parlamentari voluto dai putribondi grillini (e dagli altri partiti che se lo sono rimangiato). Il Paese dei giornaloni è sempre lo stesso: solo che non è l’Italia.

Disastro. “Il Pd e il pasticcio del referendum… Disastro incombente” (Stefano Folli, Repubblica, 4.8). Come no.

Traballa. “Il fronte del No fa traballare Conte” (Claudia Fusani, Riformista, 7.8). Brrr che paura.

Trionfo. “Chi lo dice che vince il Sì? Nelle Regioni al voto può trionfare il No” (Rif, 13.8). Sicuro.

La voglia matta. “C’è una strana voglia di No nell’aria” (Francesco Damato, Dubbio, 22.8). Ma proprio da arraparsi.

Tentazione. “Nasce la tentazione del No che può distruggere i grillini” (Giornale, 22.8). Sarà fatto.

Solo soletto. “Di Maio in tour per votare Sì. Ma è una traversata solitaria” (Stampa, 24.8). Da solo col 70%.

Galassia. “Il fronte del No a sinistra dà il via alla mobilitazione. Un’ampia galassia lavora a una mascherina con il logo” (Rep, 24.8). Per nascondersi meglio.

Tiresia. “Vincerà il Sì ma senza grande distacco. Bassa affluenza” (Roberto D’Alimonte, Stampa, 28.8). Ammazza che genio.

Onda lunga. “Nel Paese cresce il fronte del No. L’onda lunga del No. Costituzionalisti. Nomi storici della sinistra. Intellettuali. Amministratori locali. Così cresce l’opposizione contro il taglio” (Espresso, 30.8). Fuochisti, macchinisti, frenatori, uomini di fatica!

Il mini-indovino. “Brunetta: ‘La sconfitta a settembre manderà a casa il governo’” (Giorn, 31.8). Mo’ me lo segno.

Kamikaze. “Di Maio kamikaze per il Sì” (Giorn, 31.8). Se diceva No faceva un figurone.

Flop. “Paura contagio ai seggi, affluenza in caduta libera. Referendum verso il flop. Partecipazione stimata al 30% ma solo per le Amministrative” (Messaggero, 31.8). Ovvio.

Inferno. “Prevedo l’autunno più infernale di sempre. Sento aria di elezioni” (Paolo Mieli, Verità, 31.8). Pure io.

Incubo. “L’incubo al Nazareno: il replay del 2009, quando Veltroni si dimise dopo la sconfitta in Sardegna” (manifesto, 2.9). Te credo.

Paura. “Il fronte del No fa paura. Da Malan a Orfini, da Giachetti ai dissidenti grillini: ‘La gente ha capito’” (Rif, 2.9). Già, l’ha capito.

Corpo. “Come evidenzia il sondaggio Demos per Repubblica, il fronte del No prende corpo” (Rep, 2.9). E anima.

Via subito. “Berlusconi archivia già Conte: dimettiti prima delle Regionali” (Gior, 2.9). Così anticipi.

Pari e patta. “Il pasticcio referendum senza vinti né vincitori” (Carlo Nordio, Mess, 7.9). Ti piacerebbe.

L’oracolo di Delfi. “Il prof D’Alimonte prevede un vantaggio del No in Toscana del 52% contro 48. E descrive una crescente rimonta del No nazionale” (Folli, Rep, 8.9). Mejo de Nostradamus.

Choc. “Referendum: sondaggio choc, rimonta del No”. “D’Alimonte: impennata dei contrari. Anche Mannheimer registra il trend: ‘Partita aperta’. Ghisleri: recuperati 10 punti in 1 mese” (Gior, 8.9). È solo l’inizio.

Rimonta. “Cosa significa la rimonta del No” (Folli, Rep, 9.9). Che è una cazzata?

Stato d’animo. “Colpisce la costante ripresa del No, testimoniata da autorevoli sondaggisti e soprattutto da uno stato d’animo indefinibile che si coglie in giro per il Paese” (Folli, ibidem). Colpisce alla testa.

Contagio. “Il Pd rischia l’isolamento”. “Sembra che il No sia contagiosissimo” (Ellekappa, Rep, 10.9). Una strage.

Calvario. “…quale calvario attende la maggioranza nel caso, un po’ meno probabile dopo la rimonta del No, di approvazione del taglio” (Sorgi, Stam, 11.9). Ah saperlo.

Saviano scuote. “Saviano scuote il Pd. Dubbi anche tra gli elettori del Sì. La rimonta del No c’è ed è palpabile, viaggia nelle parole degli analisti più che sui numeri” (Rep, 11.9). Palpa, palpa.

Il fenomeno. “Referendum, nel No un Paese che cambia… La differenza fra la vivacità del fronte del No e la staticità del partito del Sì: è la cartina al tornasole di un’Italia politica che sta cambiando perché il populismo è in calo… È questo cambiamento di umore e sentimento nel Paese la significativa novità con cui tutti i leader e partiti dovranno fare i conti” (Maurizio Molinari, Rep, 13.9). Ecco, bravo, fai i conti.

Fuori mercato. “Doveva passare come un plebiscito… Invece contro il taglio dei parlamentari è cresciuta la mobilitazione nella società. Antipolitica fuori mercato. Dove il M5S trionfò vince una rabbiosa indifferenza. Più della metà delle persone non sa neppure che si voterà” (Espr, 13.9). Invece ha votato con rabbiosa indifferenza per i giornali del No.

Spallata. “Il No tenta il centrodestra. Dai militanti l’invito a dare la spallata al governo” (Francesco Verderami, Corr, 15.9). È fatta.

La sensitiva. “Colgo segnali di risveglio in chi è contrario al taglio dei parlamentari. Il risultato sarà molto più sorprendente di quanto si poteva attendere” (Emma Bonino, Stam,18.9). Cucù! Sorpresona!

Sorgente: Quel paese là – Il Fatto Quotidiano

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