Consip, ora Renzi sr. è accusato di 4 reati – Il Fatto Quotidiano

Le cose per Tiziano Renzi non si sono messe troppo bene a Roma. La sua posizione nell’ambito dell’inchiesta Consip si è aggravata. Dopo le ulteriori indagini volute dal gip Gaspare Sturzo, che ha rigettato in parte la richiesta di archiviazione nei suoi confronti, il padre di Matteo Renzi adesso si ritrova indagato per quattro reati. La Procura di Roma contesta infatti il traffico di influenze e la turbativa d’asta in relazione a due gare: da una parte l’appalto Fm4 indetto da Consip (del valore 2,7 miliardi di euro), dall’altra la gara per i servizi di pulizia bandita da Grandi Stazioni.

I magistrati capitolini hanno chiuso, quindi, l’ultimo filone dell’inchiesta Consip, atto questo che di norma prelude a una richiesta di rinvio a giudizio. Oltre Tiziano Renzi, tra gli indagati sono finiti anche l’amico di quest’ultimo Carlo Russo, l’imprenditore napoletano Alfredo Romeo, gli ex deputati Denis Verdini e Ignazio Abrignani e pure l’ex amministratore delegato di Grandi Stazioni, Silvio Gizzi. Ma procediamo con ordine.

Fm4, le pressioni su Marroni per favorire Romeo

Per Tiziano Renzi ieri non sono arrivate buone notizie. Inizialmente indagato per traffico di influenze illecite, i pm nei suoi confronti avevano chiesto l’archiviazione, respinta in parte dal Gip Gaspare Sturzo che ha delegato nuove indagini. Alla fine di questa ulteriore attività investigativa, i reati contestati a Renzi sono cresciuti.

Partiamo dunque da Fm4, gara indetta nel 2016 e sospesa dopo l’esplosione dell’inchiesta partita a Napoli e giunta a Roma per competenza. Per Fm4, Renzi è accusato di traffico di influenze e turbativa d’asta. In sostanza, secondo le nuove accuse, l’amico Carlo Russo di faceva promettere denaro in nero dall’imprenditore campano Alfredo Romeo per se e per Renzi sr.. Dal canto suo Russo “in accordo con Tiziano Renzi” faceva pressioni sull’allora amministratore delegato di Consip, Luigi Marroni, affinché favorisse la Romeo Gestioni nella gara Fm4.

Come riporta il nuovo capo di imputazione, quindi, Russo (che è accusato di turbativa d’asta, ma non di traffico di influenze) “agiva in accordo con Tiziano Renzi” su Luigi Marroni, ex amministratore delegato di Consip. La “mediazione illecita” di Russo consisteva quindi nell’istigare “Marroni al compimento di atti contrari al proprio ufficio”, ossia sarebbe dovuto intervenire sulla commissione aggiudicatrice della gara Fm4 “e in particolare sul presidente Francesco Licci (…) per facilitare la Romeo Gestioni Spa”, società che partecipava a quell’appalto. In cambio di questa “mediazione illecita”, Russo “si faceva promettere da Alfredo Romeo”, la stipula di un contratto di lavoro per la sorella della compagna, ma anche “numerose ospitalità negli hotel di proprietà del gruppo Romeo” e si faceva promettere “denaro in nero per sé e per Tiziano Renzi”. Oltre al padre dell’ex premier, per questa gara sono accusati di traffico di influenze illecite e turbativa d’asta anche il manager Consip, allora presidente della commissione di gara di Fm4, Francesco Licci, e l’ex presidente della stazione appaltante, Domenico Casalino.

Grandi Stazioni, “convincere il numero uno Silvio Gizzi”

C’è poi la gara per i servizi di pulizia indetta da Grandi Stazioni, vicenda per la quale sono stati iscritti nel registro degli indagati Tiziano Renzi, l’ex parlamentare Italo Bocchino e Alfredo Romeo per traffico di influenze e turbativa d’asta. Reato, quest’ultimo, contestato anche a Carlo Russo e a Silvio Gizzi, ex amministratore delegato di Grandi Stazioni. Anche in questo caso, per i pm, è il solito Russo a voler favorire la Romeo Gestioni Spa. È scritto nel nuovo capo di imputazione: Russo – sfruttando le relazioni esistenti con Gizzi (“relazioni ottenute anche per il tramite di Maurizio Gentile, amministratore delegati di Rfi Spa, a sua volta sollecitato da Tiziano Renzi”) – avrebbe dovuto convincere “Gizzi a favorire la Romeo Gestioni Spa”. In cambio “si faceva promettere da Alfredo Romeo, il quale agiva in accordo con Italo Bocchino, utilità consistenti in somme di denaro periodiche”. E, anche in questo caso, per i magistrati, Russo “agiva in accordo con Renzi”.

Russo, la minaccia di licenziamento al manager

Ma oltre alla turbativa d’asta, Carlo Russo – che peraltro è già a processo per millantato credito – è indagato pure per estorsione. Secondo le accuse avrebbe minacciato l’ex numero uno di Consip, Luigi Marroni, spiegandogli che qualora non fosse intervenuto sulla gara Fm4 a favore della Romeo Gestione Spa, “sarebbero intervenuti Tiziano Renzi e Denis Verdini, persone che per relazioni e ruolo potevano farlo licenziare da Consip”. Non riuscì nell’intento, “per la resistenza dello stesso Marroni”.

Indagati anche Denis Verdini e ignazio Abrignani

Su Marroni a quei tempi però sarebbero giunte anche altre pressioni. Secondo i pm, dagli ex parlamentari Denis Verdini e Ignazio Abrignani, che nell’interno della gara Fm4 patteggiavano invece per Cofely Spa. Nei confronti dei due, quindi, la Procura contesta sia la concussione che la turbativa d’asta. Secondo le accuse, infatti, Verdini, nel 2016 parlamentare, “con abuso della sua qualità e dei suoi poteri, all’epoca sostenitore della maggioranza di governo” e quindi in grado di influire sulle nomine, “costringeva Marroni”, Ad di una “società pubblica i cui vertici vengono designati proprio dal governo”, “a erogare a Ezio Bigotti (…) l’utilità consistita nell’incontrarlo e ascoltarlo in quanto interessato a conoscere notizie riservate sulla gara FM4 e a sollecitare una minore resistenza di Consip nei contenziosi pendenti con le società riferibili al medesimo Bigotti”. Reato di concussione nel quale, secondo la Procura, avrebbe concorso Abrignani.

Gli ex parlamentari sono accusati anche di turbativa d’asta. Per i pm, con gli imprenditori Bigotti e Romeo, “agendo per conto della Cofely Spa, turbavano la gara FM4 ancora nella fase delle valutazioni delle offerte (che avrebbe visto detta società prima in graduatoria per il lotto 10), offrendo un accordo ad Alfredo Romeo – dominus della Romeo Gestioni Spa, concorrente nella medesima gara anche per lo stesso lotto – per rilevare la Conversion & Lighting srl, controllata da Bigotti, che avrebbe permesso a Romeo di ottenere un 30% dei lavori assegnati a Cofely nell’ambito del suddetto lotto”.

Tutti gli indagati ora hanno venti giorni di tempo per presentare memorie o farsi interrogare. Poi la Procura deciderà se chiedere il rinvio a giudizio o archiviare. Consip potrebbe continuare a essere la spina nel fianco di Tiziano Renzi e di tanti altri.

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