Ma mi faccia il piacere – Il Fatto Quotidiano

Dementi Pirla Cretini Minchioni. “Sul Covid Conte e i suoi litigano. Tra riunioni e scontri il dpcm balla ancora” (Verità, 18.10). “Nuovo rinvio per le misure anti-Covid” (Giornale, 18.10). Quando arriva il Dpcm, protestano. Quando non arriva, invece, protestano.

Coprimi ‘sto fuoco.“Su i cointagi, verso il coprifuoco” (Corriere della sera, 16.10). “Più coprifuoco per tutti” (Foglio, 16.10). “Aria di coprifuoco” (Giornale, 16.10). “L’Italia chiude alle 22” (Repubblica, 17.10). “Arriva il coprifuoco. Il governo prepara la serrata dopo le 22” (Stampa, 17.10). “Conte prepara il coprifuoco: locali chiusi alle 22. Stop per parrucchieri, centri estetici, cinema, teatri” (Libero, 17.10), “Ci chiudono in casa”, “Serrata per parrucchieri e palestre, Conte vuol chiudere i locali alle 22” (Verità, 17.10). “Coprifuoco: oggi si decide” (Giornale, 17.10). Ne avessero azzeccata una.

Il vero problema. “Il centrodestra alza la voce: follia tassare la prima casa” (Giornale, 18.10). É il loro contributo scientifico contro la pandemia.

Er Pomata. “Provo a restare umano, malgrado il virus” (Enrico Montesano appena beccato senza mascherina dalla polizia, Verità, 17.10). Enri’, però prova pure a restare vivo.

Il portafortuna. “Col Pd a Roma Calenda può farcela” (Piero Fassino, deputato Pd, Foglio, 16.10). E anche Calenda ce lo siamo tolto dai piedi.

Sfiducia distruttiva. “Ogni contagio è un voto di sfiducia verso il governo” (Domani, 17.10). L’altroieri, per dire, Angela Merkel ha avuto 7.830 voti di sfiducia. Eppure, chissà come e perchè, è popolarissima.

Prenderla con filosofia. “Siamo in un regime. Hanno reintrodotto la Gestapo, che può piombarvi in casa per verificare quante persone vi siano all’interno. Sembra davvero il regime di Franco in Spagna o di Salazar in Portogallo” (Diego Fusaro, filosofo, 12.10). Mi sa che gli son tornati in casa i testimoni di Geova.

L’onorevole. “L’obbligo di mascherina in casa? Conte deve andare a dar via il culo, probabilmente come ha fatto in altri momenti della sua vita: a casa ognuno fa il cazzo che vuole. Effettivamente potrebbero fare anche i pompini con la mascherina e mettersi il preservativo quando dormono da soli! Conte può pure mettersi un mattarello in culo, se vuole” (Vittorio Sgarbi, deputato FI, Radio Radio, 13.10). Sempre bello avere un intellettuale in Parlamento.

Il partigiano Roby. “Tornano i decreti dittatoriali sempre a spese dei cittadini” (Roberto Formigoni, pregiudicato per corruzione, Libero, 18.10). Ma il vero dramma resta il settimo comandamento.

Paragoni. “Travaglio nasconde la condanna di Profumo per non imbarazzare Giuseppe Conte e Rocco Casalino” (Gianluigi Paragone, senatore ex M5S, ora leader di Italexit, Facebook, 16.10). Naturalmente la condanna di Profumo era sulla prima pagina del Fatto, unico giornale italiano ad averle dedicato il terzo titolo in ordine di importanza con tanto di foto del manager condannato. Che Paragone non sapesse scrivere era noto. Ora si scopre che non sa neppure leggere.

Profumo di Conte/1. “La strana condanna di Profumo scatena la corrida delle nomine. Le manovre di Conte su Leonardo-Finmeccanica”, “La procura di Milano ha chiesto ripetutamente l’archiviazione, il proscioglimento e l’assoluzione” (Domani, 17.10). È un vero peccato che le sentenze le facciano i giudici, anziché le procure. E che Conte non fosse imputato.

Profumo di Conte/2. “Il dramma contemporaneo è che, anziché leggere le sentenze, gli uomini di governo si preoccupano di proteggere l’amico imputato o di acchiappare per un amico la poltrona del manager azzoppato dalla giustizia” (ibidem). Vero, le sentenze bisogna leggerle: ma siccome questa verrà depositata fra 90 giorni, bisogna prima scriverle.

Prontoboss. “Niente telefono, non siamo inglesi (e abbiamo Bonafede). I cellulare rinvenuti nei penitenziari? In UK hanno risposto mettendo il telefono in ogni cella. Da noi solo repressione” (Rita Bernardini, Riformista, 9.10). Giusto. E, siccome ogni tanto qualcuno tenta di evadere, in cella diamogli pure una lima.

Il titolo della settimana/1. “Raggi rinunci a Roma per non lasciarla alla destra” (Corrado Augias, Repubblica, 15.10). Geniale: così, se rinunciano tutti, la destra vince pure con un paracarro.

Il titolo della settimana/2. “Appendino furbetta: non mi ricandido” (Giornale, 14.10). Ma, in caso contrario, era pronto il titolo opposto: “Appendino furbetta: mi ricandido”.

Il titolo della settimana/3. “Dell’Utri, ‘fanciullo’ sognatore e la casa (demolita) sull’albero” (Teresa Ciabatti, Sette-Corriere, 16.10). Povera stella.

Il titolo della settimana/4. “Alessandro Meluzzi: ‘Sono un profeta incompreso” (Libero, 12.10). Ogni tanto ne va bene una anche a noi.

Il titolo della settimana/5. “Andrea Marcucci (Pd): ‘FI nella coalizione? Se son rose fioriranno…’” (Dubbio, 16.10). Già ci pare di sentire il profumo.

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