Gli abominevoli – Il Fatto Quotidiano

Non fai in tempo a criticare Conte che subito ti ritrovi accanto i due abominevoli Matteo e ti tocca difendere il governo per scrollarteli di dosso. Noi non smetteremo mai di ringraziarli per averci liberati delle loro presenze al governo con i rispettivi suicidi del 2016 e del 2019. Ma anche loro, sotto sotto, sono felicissimi di non governare più. Altrimenti ora non potrebbero starsene in poltrona, sdraiati sui loro stipendi di 15mila euro netti al mese, a giochicchiare con lo smartphone in attesa delle decisioni del governo per poter dire l’opposto un minuto dopo, senza mai precisare cosa farebbero al posto di Conte. Noi speriamo ancora che il governo corregga le norme più inutili e irrazionali dell’ultimo Dpcm, riaprendo bar e ristoranti, ma anche cinema e teatri (anche fino alle 18) che grazie ai posti distanziati hanno il record negativo di contagi: come le messe, giustamente non vietate. Ma abbiamo anche indicato l’alternativa che vari esperti giudicano più efficace (in base ai parametri fissati dal governo stesso): zone rosse temporanee nelle metropoli e province più infette, a partire da Milano, Napoli e vaste aree di Lombardia, Campania, Piemonte. E noi non siamo pagati per proporre soluzioni, diversamente dai politici. Soprattutto quelli di maggioranza come l’Innominabile, la cui capodelegazione Bellanova ha condiviso il Dpcm con gli altri colleghi. Invece chi è all’opposizione come il Cazzaro può, anzi deve criticare: ma, per essere credibile, deve proporre le sue alternative.

Quali sono quelle dell’Innominabile e del Cazzaro per piegare la curva dell’epidemia? Lo sanno che, anche se riaprono locali, cinema e teatri, i contagi in Lombardia, Campania e Piemonte restano fuori controllo e da soli valgono la metà del totale nazionale, col rischio di saturare ospedali e terapie intensive? L’Innominabile ha già mostrato la sua ribalda nullaggine il 28 marzo, in pieno lockdown, quando propose di riaprire tutto mentre l’Italia registrava i picchi di ricoveri e di morti. Ora ripete lo stesso mantra mentre il picco della seconda ondata è lontano. Il Cazzaro, dopo una primavera trascorsa a invocare chiusure nei giorni pari e riaperture nei dispari, ha passato l’estate a negare e favorire il Covid, aizzando la gente a disarmarsi. Ora è pronto a chiudere Milano e Varese? La sua unica proposta è che il Parlamento metta su un bel Cts alternativo a quello del governo, con virologi lottizzati fra M5S, Pd, Lega, FdI, FI, Leu e Iv, per replicare davanti alle Camere la batracomiomachia che va in onda ogni sera davanti alle telecamere. Se le ambulanze non fossero occupate in missioni più urgenti, verrebbe da chiamarne due per portarli via entrambi.

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