A che punto è la notte – Il Fatto Quotidiano

Lo stupore per il record di ascolti di Mattarella è ampiamente esagerato, visto che eravamo tutti chiusi in casa. Ma accanto a chi cercava un po’ di compagnia almeno in tv o attendeva i televeglioni, c’era anche chi sperava di capire qualcosa sulle sorti del governo. A parte l’Innominabile e la sua masnada di irresponsabili, infatti, anche il leghista o il meloniano più sfegatato trasecola all’idea che il governo cada ora, coi vaccini da fare e il Recovery plan da presentare, o che si ipotizzi un assembramento generale alle urne con la terza ondata di Covid alle porte. Il capo dello Stato non poteva sostituirsi al Parlamento nemmeno ora che siamo sospesi fra “angoscia e speranza”. Ma qualcosina più dei messaggi sottovuotospinto degli anni scorsi l’ha detta. Non quando ha confermato che si vaccinerà (e che doveva fare: iscriversi ai No Vax?). Ma quando ha respinto i catastrofismi da “Covid governo ladro” (“Ho ricevuto in questi mesi attestazioni di apprezzamento e di fiducia per il nostro Paese da tanti capi di Stato di paesi amici”). E quando ha ricordato che “i prossimi mesi sono un passaggio decisivo per uscire dall’emergenza e porre le basi di una stagione nuova. Non sono ammesse distrazioni” e quindi guai a “perdere tempo”, a “sprecare energie e opportunità per inseguire illusori vantaggi di parte”.

Indovina indovinello: chi è che spreca energie per inseguire illusori vantaggi di parte? Naturalmente il destinatario ha subito finto di non sentire e c’è da aspettarsi che presto mandi il governo a gambe all’aria, o almeno ci provi. Non perché, come dice chi la sa lunga, “si è spinto troppo oltre e rischia di perdere la faccia” (quella rischia di perderla solo chi ne ha una). Ma perché, anche a volerne pensar bene, è della stessa specie dello scorpione che si suicida pungendo la rana che lo traghetta sul fiume e confessa: “È la mia natura”. Non sarà un monito d’inizio anno a fermarlo. E nemmeno le eventuali concessioni dell’ennesima bozza di Recovery che Conte, Gualtieri e Amendola stanno preparando dopo gli incontri con i partiti giallorosa. Il premier fa bene a levargli ogni alibi, perché sia chiaro a tutti chi avrà scatenato la crisi. Ma la crisi ci sarà, anzi c’è già. Se Messer Due Per Cento non avrà il coraggio di ufficializzarla, dovrà farlo Conte, se è vero che non vuole “galleggiare” tra un ricatto e un penultimatum, portando subito il Recovery in Parlamento. E dovranno farlo M5S, Pd e LeU, presentando una mozione di fiducia per stanare gli irresponsabili di Iv e gli eventuali “responsabili”. Cioè quanti preferiscono questo governo alle elezioni o al caos, purché non chiedano in cambio null’altro che conservare il seggio sino alla scadenza della legislatura. Cioè lo facciano gratis.

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