Green pacco – Il Fatto Quotidiano

Da ultramaggiorenne, ultravaccinato e greenpassmunito, m’illudo di poter sollevare qualche legittimo dubbio sul pensiero unico che ci circonda senza venire iscritto d’ufficio al partito dei Negazionisti No Vax-No Pass e trascinato con loro sulla pira dei pirla.

1. Un anno fa (con zero vaccinati) avevamo un terzo di contagi e un ottavo di morti al giorno rispetto a oggi (con 2/3 della popolazione vaccinata). Il 13 agosto 2021 sono morti in 45 e il tasso di positività (rapporto tamponi/contagiati) era al 3,28%, contro i 6 e l’1,02 del 13 agosto 2020. L’altroieri i ricoverati in terapia intensiva erano +17 e nei reparti ordinari +58, contro i +2 e i +7 di un anno fa. I dati erano molto inferiori a oggi anche il 13 settembre, dopo l’estate folle delle discoteche aperte: 7 morti, positività all’1,6%, +5 in terapia intensiva. Bastano la variante Delta e il mancato lockdown nel 2021 a spiegare il terribile paradosso? O i vaccini (che continuiamo a raccomandare perché riducono i rischi di morte e di ricovero) sono molto meno efficaci e molto più perforabili di quanto si pensasse?

2. Ancora il 13 ottobre, quando Conte varò il primo Dpcm contro la seconda ondata, i morti erano meno dell’altroieri (41 contro 45). Eppure i giornaloni accusavano il governo di inerzia e gli esperti veri o presunti invocavano il lockdown: quanti morti servono ora perché qualcuno chieda a Draghi &C. almeno una parola chiara?

3. Più che della legittimità filosofico-giuridica del Green pass, bisognerebbe discutere della sua utilità pratica. Cosa risponde il governo a Crisanti che lo accusa di mentire spacciandolo per una misura sanitaria mentre non lo è? Se anche i vaccinati possono contagiarsi (stessa carica virale dei non vaccinati: Fauci dixit), contagiare e persino morire (sia pur in misura molto inferiore ai non vaccinati), che senso ha dividere i cittadini di serie A da quelli di serie B, alimentando per giunta l’illusione che i primi non siano contagiosi e che chi li avvicina non debba mantenere le distanze e le mascherine?

4. Siccome il Green pass non è revocabile, ogni giorno aumenta il rischio di incontrare contagiati-contagiosi muniti di carta verde e dunque travestiti da immuni: non sarebbe meglio mantenerlo come incentivo ai vaccini, ma smetterla di farne un passepartout e puntare a ridurre i contagi con tamponi gratuiti e il binomio distanziamento-mascherine nei luoghi affollati? La risposta è nota: ma così si scoraggiano i vaccini. Se però questi coprono le varianti solo fino a un certo punto, anzi le scatenano, qual è lo scopo della campagna anti-Covid: comprare più vaccini o avere meno contagi?

5. Chiunque sollevi qualche dubbio passa per un fottuto No Vax: ma siamo sicuri che le bugie e le omissioni, anziché ridurre i No Vax, non li moltiplichino?

Sorgente: Green pacco – Il Fatto Quotidiano

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9 Replies to “Green pacco – Il Fatto Quotidiano”

    • Alla fine ogni essere pensante dovrà convenire sui fatti. Non siamo no bad, siamo ultra vaccinati ma non ci vuole uno scienziato per osservare i dati che dicono
      Che il sacro siero non funziona per un vasto.

  1. Evito di commentare il pezzo nella sua interezza. Se interessa, l’ho fatto qui: https://www.facebook.com/fabio.maniscalco.96/posts/4192089090898026?comment_id=4194786880628247&notif_id=1629103797644333&notif_t=feedback_reaction_generic&ref=notif
    In questa sede mi limito a rilevare che le parole di Fauci sono state estrapolate da un discorso complessivo, con una manipolazione spudorata che non si addice a una informazione rigorosa, e alla credibilità di chi la divulga. Come tagliare una foto per farle assumere un significato diverso dal reale.
    Perché Fauci ha detto che è vero, la carica virale è la stessa (per la precisione, con questa variante Delta, non con le precedenti), ma ha anche aggiunto che è molto raro che un vaccinato si contagi.
    Ecco le sue parole:
    “This is not a common event. So I don’t want people to be thinking that all kinds of vaccinated people are transmitting it. No, it’s a very unusual, rare event, but it occurs.”
    Traduzione: “Questo non è un evento comune. Quindi non voglio che la gente pensi che tutti i tipi di persone vaccinate lo stiano trasmettendo. No, è un evento molto insolito e raro, ma si verifica”.

    Per finire, tutti possono legittimamente sollevare dubbi. Ci mancherebbe. Tutti i dubbi hanno sempre diritto d’asilo. Purché però vengano portati avanti con sobrietà, senza pregiudizi e con il massimo possibile di onestà intellettuale. Perché dubbi e pregiudizi non possono andare d’accordo: il pregiudizio uccide sul nascere ogni tentativo di risposta ai dubbi.

  2. Caro direttore, finalmente! Sollevo un ulteriore quesito : una comunità scientifica tanto straordinaria da creare un vaccino (sulla cui efficacia sorvolo) in così breve tempo, come mai si limita a dire “le cure al covid non esistono”? Come mai in questi due anni nessuno a scoperto una cura? Perché magari è meno redditizio curare i malati ai primi sintomi che elargire una, due o chissà quante dosi a milioni di persone sane e non? Non bisogna essere complottisti per avere dubbi su certe decisioni, che sembrano più di materia economica che sanitaria… Perché non fa una chiacchierata con il comitato delle terapie domiciliari precoci? Se sono dei ciarlatani come dicono alcuni fa un bell’articolo di denuncia. Se invece non lo sono… magari il Fatto Quotidiano si guadagna un scoop e ricomincia a fare giornalismo serio come una volta. Saluti

  3. buongiorno direttore, ho sentito parlare di cure domiciliari precoci per il covid, di medici che con farmaci in commercio già da anni curano i loro pazienti con risultato.

    potrebbe approfondire?

    grazie

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