Dalla riforma Cartabia alle tangenti di Fca, così spariscono le notizie. Su FQ MillenniuM in edicola storie di censure e autocensure – Il Fatto Quotidiano

Davvero l’Unione europea ha promosso la riforma della giustizia di Marta Cartabia, come hanno sostenuto Repubblica, Il Sole 24 Ore e il Giornale? E davvero ha mai lanciato un allarme sul ritardo del governo Conte nel presentare i suoi progetti per il Recovery Plan, come ha titolato in prima pagina Repubblica? Notizie false tengono banco […]

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“La stampa è libera, i giornalisti no”, Peter Gomez presenta Fq Millennium: “Perché in Italia tante notizie non vengono pubblicate?” – Il Fatto Quotidiano

Ecco perché in Italia vince l’autocensura. La Fiat corrompeva i sindacati? Non scriviamolo. Sulla scuola è impantanato anche Draghi? Nessun titolone. Spariscono le notizie e non solo: vent’anni dopo l’editto bulgaro, Luttazzi parla della sua vita da epurato e la Rai è ancora asfissiata dai partiti. I pareri di Ranucci e Mieli. Inchiesta: come funzionano […]

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Coronavirus, i dati: 5.621 nuovi casi e 62 morti. Positività all’1,96%. In leggero calo le intensive e i ricoveri ordinari – Il Fatto Quotidiano

Sono 5.621 i nuovi contagi da Covid in Italia (ieri 5522), secondo i DATI del ministero della Salute. Da ieri sono stati registrati altri 62 morti (ieri 59) che portano a 129.828 il totale delle vittime da inizio emergenza. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 286.028 tamponi, con un tasso positività che sale all’1,96 […]

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Bianchi a rotelle – Il Fatto Quotidiano

Mercoledì Draghi ha esautorato Andrea De Pasquale, neo-sovrintendente dell’Archivio di Stato, dalla guida del comitato per la desecretazione degli atti sulle stragi. L’ha fatto dopo la campagna dei familiari delle vittime, di intellettuali come Tomaso Montanari e del Fatto, contro l’ex presiedente di quella Biblioteca nazionale che aveva tessuto le lodi del neofascista Pino Rauti. In due mesi è il terzo “impresentabile” segnalato dal nostro giornale, dopo Farina e Durigon, che perde il posto per indegnità. La decisione fa onore a Draghi, anche se queste improvvise sparizioni meriterebbero una parola di motivazione. Ma dimostra anche che una stampa libera e dunque critica aiuta i governi a sbagliare meno e, ogni tanto, a rimediare ai loro errori. Ai governi Conte la stampa non perdonava nulla (neppure i meriti), dunque i ministri si sentivano ogni minuto sotto esame. Al governo Draghi perdona tutto, dipingendolo apoditticamente come una covata di fenomeni, di cui peraltro sfuggono le imprese memorabili. Così i ministri, a furia di sbagliare senza l’ombra di una critica, si credono infallibili. E sbagliano ancor di più.

Oltre agli imbarazzanti Cartabia, Cingolani e Brunetta, c’è il catastrofico Bianchi, l’ectoplasma che chiamiamo “ministro dell’Istruzione”. Quello che “la scuola sarà la prima a riaprire” (invece è la prima a richiudere). Quello che “l’anno scolastico durerà di più per recuperare” (invece è durato meno). Quello che “scuole aperte tutta l’estate” (sì, buonanotte). Quello che “non faremo sanatorie” (ha fatto quella dei precari). Quello che “ho immesso 59mila nuovi insegnanti” (ma 53mila sono merito della Azzolina). Quello che “nelle classi con tutti vaccinati si possono togliere le mascherine” (ma il vaccino non esclude il contagio). Quello che “abbiamo fatto un lavoro titanico per far ripartire la scuola in sicurezza”. E invece ha fatto poco o nulla: le aule sono più o meno le stesse di un anno fa, quando l’Azzolina in pochi mesi ne trovò 40mila in più e non bastavano ancora per evitare l’effetto “pollaio” e garantire il distanziamento di un metro. Ma la Azzolina, essendo 5Stelle, era pessima per definizione: una “ministra a rotelle” a causa dei 400mila banchi a seduta innovativa (su 2,4 milioni) ordinati non da lei, ma dai dirigenti scolastici. Ora si scopre che, dopo un anno, le classi-pollaio sono ancora una su dieci, anche se Bianchi le chiama “soprannumerarie” (non riuscendo a cambiare le cose, cambia i nomi). Infatti la sua inerzia ha costretto il Cts a imporre comicamente la “distanza interpersonale di almeno un metro” solo “qualora logisticamente possibile”. La scuola come la Casa delle Libertà di Corrado Guzzanti: “Fate un po’ come cazzo vi pare”.

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