Roseto, incendio doloso nella riserva del Borsacchio – ABR24 NEWS

ROSETO, 12 settembre – Potrebbe essere doloso l’incendio divampato questa mattina che ha devastato un’area boschiva all’interno della riserva del Borsacchio. Le fiamme, che hanno interessato anche un canneto, sono divampate intorno alle 9 del mattino e aggredendo molto rapidamente la vegetazione, soprattutto sottobosco. I Vigili del Fuoco sono intervenuti con squadre da Roseto, Nereto e Teramo, ma il rapido diffondersi dell’incendio ha reso necessario l’intervento dell’elicottero. Sul posto anche Polizia e Carabinieri. Alcuni testimoni hanno riferito di aver sentito il rumore di esplosione di petardi prima che le fiamme divampassero.

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Ibrahimovic torna e fa gol, il Milan batte la Lazio e va al comando della Serie A

Il Milan batte 2-0 la Lazio e aggancia il Napoli, entrambe hanno 9 punti. Pioli vince nettamente contro Sarri. L’incontro è stato deciso dai gol di Leao e di Zlatan Ibrahimovic, che è tornato in campo dopo quattro mesi ed ha subito segnato. Kessié ha fallito un calcio di rigore.

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Salernitana travolta dal Toro, Genoa di rimonta con Fares. Vola l’Udinese

Terzo ko per Castori, a cui non basta l’ingresso di Ribery nella ripresa, mentre l’ex laziale fa doppietta nel 3-2 dei liguri a Cagliari. I friulani intanto passano sul campo dello Spezia e agganciano l’Inter a -2 dalla vetta

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Colti sul Fatto – Il Fatto Quotidiano

Noi giornalisti, si sa, siamo capaci di tutto. Infatti ieri ho letto l’anticipazione sul Corriere del prossimo libro di Sabino Cassese (ma me la pagherà). La prima reazione è stata domandarmi perché gli americani a Guantanamo, tra le varie forme di tortura per far cantare i loro prigionieri, non abbiano mai provato a leggergli qualche brano scelto di Cassese: quelli confesserebbero pure la Shoah. La seconda attiene alla tesi del libro, davvero sorprendente, per non dire sconvolgente, tanto è originale. Si domanda Cassese: se “gli intellettuali nutrono la democrazia”, e io modestamente lo nacqui, perché non mi si fila più nessuno? Si risponde Cassese: colpa dell’“epidemia dell’ignoranza” e del “trionfo dei populisti” che “pensano di poter fare a meno degli esperti”. Conclude Cassese: se la gente non mi dà retta, sfido che poi si sbaglia a votare; insomma “tempi bui, sia per gli intellettuali sia per i mezzi di cui si valgono”; dove andremo a finire, signora mia. Noi, pur notoriamente populisti e dunque ignoranti, siamo vicini al prof. Cassese nell’ora della prova. Ma segnaliamo sommessamente un piccolo equivoco sul concetto di intellettuale: che, da che mondo è mondo (e non Italia), è persona abbastanza colta da mettere in crisi le imposture del potere. Se invece è sempre dalla parte del potere per certificarne le bugie, è un giullare di corte, al massimo un servo erudito.

Se il prof. Cassese siede nel Cda di Atlantia (Benetton, Autostrade), ne esce con 700mila euro in saccoccia e poi scrive soffietti ai concessionari autostradali a edicole unificate, anche dopo i 43 morti sotto il ponte di Genova, ridergli in faccia non è ignoranza o populismo: è il minimo sindacale. Se il prof. Cassese paragona Conte a Orbán perché proroga lo stato d’emergenza Covid, paventando la dittatura sanitaria perché “senza emergenza non c’è stato di emergenza” e poi, quando lo proroga e riproroga Draghi, lo esalta come un sincero democratico e lo sprona financo a imporre l’obbligo vaccinale, che è un Tso per 5 milioni di persone, cosa deve pensare la gente, colta o ignorante che sia: che è un intellettuale o che è un voltagabbana un filo meno autorevole del divino Otelma? Si dirà: ma è un giudice emerito della Consulta! Sì, ma non è un’attenuante: è un’aggravante. È grazie a presunti intellettuali come lui che la gente preferisce i “populisti”. Fossero vivi Flaiano, Montanelli, Pasolini e Carmelo Bene, per citarne alcuni fra i più geniali e disparati, la categoria non sarebbe così sputtanata: il guaio è che sono rimasti i Cassese, talmente abituati a dividere il mondo fra chi dà retta ai Cassese e chi no, da non vedere che nessuno si fila più gli intellettuali da quando gli intellettuali sono loro. Per carità, tutta gente colta. Sul fatto.

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Rimonta super del Genoa: da 2-0 a 2-3 sul Cagliari. Poker del Torino, colpaccio Udinese

Le gare giocate oggi alle 15.00 in questa terza giornata del campionato di Serie A 2021/2022, hanno regalato diverse emozioni. Cagliari-Genoa termina con il punteggio di 2-3: i liguri vincono in rimonta. Il Torino cala invece il poker alla Salernitana mentre l’Udinese fa il colpo grosso sul campo dello Spezia.

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