Lo fanno per i gggiovani – Il Fatto Quotidiano

Basta contare le 50 (cinquanta!) auto blindate sputazzanti del corteo di Biden che da giorni sfrecciano per Roma, senza calcolare quelle degli altri 19 presunti “grandi”, delle loro first lady, più tutte le vetture e gli elicotteri delle forze dell’ordine, per capire che né questo G20 né gli altri summit faranno mai nulla contro i cambiamenti climatici. Perché chi dovrebbe risolvere il problema è esso stesso il problema. Eppure, se c’è un tema che potrebbe avvicinare i giovani alla politica, è proprio l’ambiente, vedi il successo dei Fridays For Future. Ma la postura di “quelli che contano” verso quei giovani è plasticamente effigiata dall’ultima intervista del ciarliero e inconcludente ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, secondo cui “Greta dovrà evolvere”, perché “lei fa ‘bla bla bla’”, mentre lui e il governo han “voglia di accelerare”. Sul nucleare, sull’idrogeno blu, sul gas e su tutte le energie sporche e non rinnovabili. E ovviamente sulla plastica, visto che la Plastic Tax è stata rinviata un’altra volta: un altro bel messaggio ai giovani, come se non bastassero quelli di Draghi e della sua consulente Fornero sulle pensioni (“pensiamo ai giovani, ai lavoratori di domani”).

Farà piacere, ai giovani, scoprire di essere un’arma di distrazione di massa e un oggetto contundente contro i loro padri, madri e nonni. E figurarsi la loro soddisfazione nell’apprendere che chi vuole riallungare l’età pensionabile e tornare al contributivo secco lo fa per loro. Soprattutto se a dirglielo sono i partiti di destra e di sinistra, che da 25 anni sfornano precarietà a piene mani (dalla legge Treu alla Biagi-Maroni), e i Migliori che hanno svuotato il dl Dignità, cancellato dal Pnrr il salario minimo, smantellato il cashback e il Bonus 110% (fondamentali contro l’evasione e il lavoro nero) e trasformato il Reddito di cittadinanza da incentivo ad assumere a tempo indeterminato in istigazione al precariato (d’ora in poi le 5 mensilità di Rdc per ogni assunto non andranno più solo a chi assume con contratti stabili, ma anche a chi lo fa per pochi giorni). Questo cocktail micidiale di lavori saltuari e spesso al nero, salari da fame senza tetti minimi e sistema contributivo senza deroghe per i periodi di inattività involontaria avrà un solo risultato: “il 60% di chi è entrato nel mondo del lavoro negli anni 90 avrà una pensione inferiore alla soglia di povertà” (Felice Pizzuti, docente alla Sapienza), mentre chi ci è entrato dopo ha ottime probabilità di non vederla proprio. Il tutto grazie a chi ha usato e continua a usare “la previdenza come un bancomat” (ancora Pizzuti) e i giovani come manganelli per menare gli anziani. Se chi li nomina invano dovesse pagare ogni volta una tassa, saremmo tutti miliardari.

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Coronavirus, 4.526 nuovi casi e 26 morti. Il focus sulla settimana: +32% di contagi e quasi 300 posti letto in più occupati nei reparti – Il Fatto Quotidiano

Negli ultimi sette giorni i casi sono aumentati del 32% rispetto alla settimana precedente. Con i 4.526 nuovi contagi accertati nelle ultime 24 ore, salgono a 30.792 i positivi rintracciati da lunedì fino a domenica, 7.487 in più del periodo 18-24 ottobre quando furono 23.305. Potendo confrontare due settimane con un numero simile di tamponi […]

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Troppo Fuortes – Il Fatto Quotidiano

La democrazia ritrovata dopo la buia parentesi del vulnus contiano fa passi da gigante. L’altroieri, per dire, i ministri hanno potuto leggere con ben 8 minuti d’anticipo le 94 pagine della legge di Bilancio per studiarsela nei minimi particolari (5,1 secondi a pagina) prima di approvarla. Alla fine, ha rivelato il premier Draghi, è scattato l’applauso. E pazienza se ad applaudire sono stati solo i ministri tecnici che fanno il bello e il cattivo tempo col premier, più il solito Brunetta, mentre i ministri politici sono rimasti impassibili: è comunque bello sapere dall’oste che il vino è buono. Anche alla Rai son tutte rose e fiori. Lo dice a Repubblica l’amministratore-tanguero Carlo Fuortes: il suo piano “è una rivoluzione, e non è esagerato usare questo termine”, anzi è poco, infatti “è passato all’unanimità”, “i partiti non bussano alla mia porta”, il Cda vota tutto senza fiatare in perfetta “armonia fuori da logiche di maggioranza e opposizione”, anche perché han tagliato fuori l’unico partito di opposizione (FdI) , così la Rai da “broadcaster internazionale evolve” in “media company innovativa” (qualunque cosa significhi) che “pensa anzitutto agli utenti”, dà “ai cittadini un prodotto migliore”, “mette al centro” – tenetevi Fuortes – “il prodotto e la qualità” e i nuovi direttori – ci credereste mai? – “saranno scelti in base alle competenze”. Troppo Fuortes!

Elettrizzata dal tocco magico del tanguero, l’intervistatrice s’è scordata di domandargli come gli sia venuto in mente di affidare il controllo di tutto l’approfondimento – da Porta a Porta a Report, da Cartabianca a Mezz’ora in più, da Iacona alla Sciarelli – a un direttore solo al comando (si parla del tenero virgulto multiuso Moiro Orfeo), scavalcando i direttori di rete e cancellando pure quell’ombra di pluralismo lottizzato che garantiva un minimo di polifonia. A pensarci prima, B. si sarebbe risparmiato tutte le polemiche sull’editto bulgaro contro Biagi, Luttazzi e Santoro e sulla “struttura Delta” cara alla Repubblica pre-Sambuca (quella di D’Avanzo) e Renzi avrebbe evitato di papparsi tutte e sei le direzioni di rete e di tg, concentrandosi sull’unico megadirettore che conta davvero. Eppure nessuno scrive né dice nulla. Ma è solo questione di tempo. Finché la Rai rimane il servizietto privato dei Migliori, tutto va ben madama la marchesa. Ma basta aspettare che la destra vinca le elezioni e faccia quel che fanno ora i Migliori: cancellare l’opposizione dal Cda e nominare una Maria Giovanna Maglie a megadirettora galattica di tutta l’informazione. Poi vedrete che casino. Grideranno tutti al fascismo, senz’accorgersi di averlo armato loro. Diceva Lenin, a parti rovesciate: “La corda per impiccare i capitalisti ce la venderanno loro”.

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Coronavirus, 4.878 nuovi casi e 37 morti. Balzo di ricoverati e incidenza dei test molecolari – Il Fatto Quotidiano

Nelle ultime 24 ore sono stati 4.878 i nuovi casi accertati in Italia tra i 477.352 tamponi processati, di cui 369.069 test rapidi. L’incidenza è quindi all’1%, ma lievita fino al 4,1 se si considerano i soli tamponi molecolari (oltre 4.400 contagi con meno di 110mila test). I decessi sono stati 37. Per quanto riguarda […]

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