Covid, i dati: 2.466 nuovi casi con 322.282 test, positività scende allo 0,76%. 50 nuove vittime, calano ricoveri (-64) e terapie intensive (-4) – Il Fatto Quotidiano


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Sono 2.466 i positivi al Covid-19 registrati nelle ultime ventiquattr’ore in Italia. Ieri erano stati 1.612. I test molecolari e antigenici, però, sono quasi il triplo: 322.282 contro i 122.214 di ieri, per un tasso di positività che scende dall’1,31% allo 0,76%, il dato più basso da molti giorni. Le nuove vittime sono 50 (ieri […]

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Cosa dicono quei numeri – Il Fatto Quotidiano

“È la somma che fa il totale”, diceva Totò. Quindi non c’è nulla di originale nell’osservare che il nuovo centrosinistra giallorosa vince solo se è unito: a Napoli con Manfredi è un po’ più contiano e dimaiano, a Bologna con Lepore è molto più pidino. A Milano i 5Stelle sono irrilevanti, come sempre, e quello di Sala (mai iscritto al Pd e proveniente dal centrodestra morattiano) è un trionfo personale e trasversale. Il vecchio centrodestra a tre punte, a trazione meloniana e non più salviniana, va male dappertutto: per ora porta a casa solo la Calabria, e più per i demeriti del centrosinistra (ben tre candidati) che per meriti propri. È secondo persino a Torino, dove il moderato Damilano era strafavorito sul pd Lo Russo. Il quale però ora deve sperare nella scarsa memoria dei 5Stelle, dopo gli insulti alla buona esperienza Appendino e il rifiuto tracotante di qualsiasi dialogo col M5S. Roma fa storia a sé. La Raggi s’è rivelata un osso molto più duro di quel che diceva la black propaganda, ma non abbastanza per qualificarsi alla finale. Lì però può succedere di tutto: la Meloni farà pesare tutto il suo consenso personale e, anche se Conte facesse l’endorsement a Gualtieri e molti elettori raggiani lo seguissero, Michetti avrebbe un ottimo serbatoio di riserva tra gli elettori di Calenda, l’altro candidato di destra (l’altra destra: quella borghese, confindustriale e tecnocratica), allergico ai giallorosa.

Tutto ciò premesso, sarebbe ridicolo confondere questa tornata amministrativa con le prossime Politiche. Chi lo fa, seguendo i soliti esperti del nulla, si condanna al suicidio. Il centrosinistra che ha appena stravinto il primo turno delle Comunali, su scala nazionale resta 10 punti sotto il pur malconcio centrodestra. Il che rende semplicemente comico il pressing dei giornaloni perché il Pd molli l’asse col M5S contiano per allearsi con non si sa bene chi. Se il Pd vince è proprio grazie alla linea Zinga-Letta sull’alleanza col M5S: la linea Renzi, alle Comunali del 2016, portò il partito alla débâcle. Anche chi vaneggia di “sconfitta dei populisti”, con Lega e FdI al 40% e gli astenuti al 46%, racconta barzellette. I non votanti – il primo partito d’Italia – sono soprattutto ex elettori 5Stelle in attesa di un’offerta credibile. È un monito soprattutto per Conte, che dovrà trovare linguaggi e contenuti di populismo gentile e competente per recuperare almeno una parte delle periferie sociali ed elettorali che non si sentono rappresentate da nessuno. Specie nel deserto del Nord. Dalla sua, ha la fortuna di essere la soluzione migliore alla penuria generale di classe dirigente: fra i vari ex premier in circolazione, è di gran lunga il più apprezzato dal “popolo”. Ma quel ricordo non dura in eterno.

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Fisco, la Lega non va al Consiglio dei ministri. Draghi: “Gesto serio, per capire le implicazioni bisogna aspettare cosa dice Salvini” – Il Fatto Quotidiano


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Il giorno dopo le elezioni amministrative che hanno segnato il sostanziale sorpasso di Fratelli d’Italia sulla Lega, il partito di Matteo Salvini è protagonista di un caso all’interno dell’esecutivo. I ministri del Carroccio non hanno preso parte alla riunione del Consiglio dei ministri che ha approvato la legge delega fiscale, che contiene anche la revisione […]

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Acquisiti i filmati sulla Lobby nera. La Procura accelera sul caso FdI


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Proseguono a ritmo serrato le indagini della Procura di Milano sulla presunta “lobby nera” di Fratelli d’Italia. Gli inquirenti hanno aperto un fascicolo

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