Ma mi faccia il piacere – Il Fatto Quotidiano

Preliminari. “L’abbraccio tra Landini e Draghi è una svolta?”. (Claudia Fusani, Riformista, 12.10). Per ora siamo al petting, poi da cosa nasce cosa.

La lingua del Merlo. “Che cos’è l’effetto Draghi? È l’imitazione che, si sa, celebra l’originale, ma mai lo riproduce in copia. Così in musica, in pedagogia, in filosofia… e nell’antropologia della leadership italiana. Da Manfredi a Sala, da Lepore a Da Milano (sic, ndr), da Gualtieri a Calenda, in tutti i vincenti delle amministrative l’effetto Draghi è ‘il balenare dell’aspetto’, l’identità nelle differenze, il lampo di Paul Klee sulla politica che produce somiglianze. I nuovi italiani somigliano a Mario Draghi allo stesso modo in cui ‘a un certo punto – la frase è di Merleau-Ponty – si è iniziato a vedere le donne come le dipingeva Matisse’…” (Francesco Merlo, Repubblica, 11.10). Qui invece – la frase è sempre di Merleau-Ponty – siamo già al cunnilingus.

Caruso Dragosky. “Nino Aragno è di fatto l’editore del nostro premier Mario Draghi. Ha pubblicato una rarità fuori commercio. Si tratta del ‘Discorso per il Premio Cavour 2016’ ricevuto da Draghi a Santena il 23 gennaio del 2017. Era già un programma di governo, un modo di guidare forze contrapposte alla maniera di Cavour” (Carmelo Caruso, Foglio, 16.10). Questo è proprio sesso sfrenato.

Calendami tutto. “Gli obiettivi di Azione: formula Ursula con Draghi” (Carlo Calenda, europarlamentare Azione, Corriere della sera, 16.10). Un giochino a tre?

Vergogne. “Salvini scalda Latina: ‘Non vergogniamoci del nostro passato’” (Stampa, 14.10). Basta e avanza il presente.

A grande richiesta. “Dietro gli squadristi una rete alimentata dalle fake news russe” (Repubblica, 15.10). Un grande ritorno dopo le ferie: stagione autunno inverno.

Modellistica. “Il Green Pass diventa un modello europeo” (Claudio Tito, Repubblica, 16.10). Da non imitare.

Lui può tutto. “SuperMario schiaccia pure il dissenso sul Green Pass” (Dubbio, 16.10). “Qualche urlo e poi tutti a casa. Draghi sgonfia la piazza No Vax” (Riformista, 16.10). È tornato San Francesco che ammansisce il lupo di Gubbio.

Amorosi sensi. “Vince l’Italia che lavora” (Libero, 16.10). “Vince la voglia di lavorare” (Enrico Letta, segretario Pd, Repubblica, 16.10). Sono soddisfazioni.

Noi ce l’abbiamo Durigon. “Io fascista? Sono di famiglia Dc e stavo nella gioventù francescana” (Claudio Durigon, deputato Lega ed ex sottosegretario Economia, comizio elettorale a Latina, 14.10). Infatti voleva intitolare il parco Falcone e Borsellino e san Francesco e santa Chiara.

Nanoparticelle. “Diciamoci la verità: il dato delle Amministrative ci consegna l’immagine di un partito molto più in forma e radicato di quanto immaginavamo. Sommiamoci un dato di fatto oggettivo, indubitabile: noi con la crisi di governo di gennaio abbiamo salvato l’Italia” (Matteo Renzi, assemblea Italia Viva, 1.10). Fa piacere sapere che almeno lui si è votato.

Dracula all’Avis. “Nelle venti grandi città al voto nessuna donna eletta perché prima di tutto c’era una minor presenza di candidate donna e non sempre le candidate donna hanno dimostrato di essere all’altezza del ruolo che dovevano svolgere, penso al caso di Roma” (Elena Bonetti, Iv, ministra delle Pari Opportunità, The Breakfast Club, Radio Capital, 15.10). Figurarsi che hanno fatto ministra persino la Bonetti.

L’esperto. “Sprint di Berlusconi per Michetti sindaco: ‘Per il caos rifiuti è pronto Bertolaso’” (Giornale, 16.10). Per aggravarlo.

Moderati. “Salta il blitz dei moderati: Mario per ora salva il reddito. Draghi difende il sussidio 5S dalle critiche di Lega, Fi e Iv” (Giornale, 16.10). Diconsi “moderati” quelli che guadagnano 18 mila euro al mese e vorrebbero scipparne 500 a chi non guadagna nulla.

L’ultimo a sapere. “Basta insulti e fango, non tornerà la Fornero” (Matteo Salvini, segretario Lega, 16.10). Poverino, non l’hanno ancora informato che Elsa Fornero è già tornata tre mesi fa come consulente del governo Draghi di cui fa parte la Lega.

La biblista ripetente. “Davigo recita la Bibbia, ma il suo discorso su Caino è anticristiano” (Tiziana Maiolo, Riformista, 15.10). Infatti Cino e Abele sono nell’Antico Testamento e il cristianesimo nel Nuovo.

Il titolo della settimana/1. “Giustizia, Cartabia assolve i referendum: non ostacolano le mie riforme” (manifesto, 16.10). Porcata più, porcata meno.

Il titolo della settimana/2. “Movimento 5 Stelle in stand by. Sembra le foglie di Montale…” (Aldo Torchiaro, Riformista, 15.10). Il titolo invece non sembra italiano.

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