Il pelo superfluo – Il Fatto Quotidiano

Siamo un popolo di ingrati. Basta leggere l’ultimo sondaggio di Pagnoncelli per il Corriere sul gradimento dei leader. Il primo è Conte (43%), come sempre da tre anni, cioè da quando lo danno tutti per morto, mentre l’ultimo è sempre Renzi (14), surclassato da Meloni (37), Speranza (34), Letta (32), Salvini e B. appaiati (30), e financo da Calenda (28), Toti (27), Bonino (25), Fratoianni (19), Lupi (18) e Bonelli (17). Eppure è il più intervistato e citato da tv e giornaloni, il che spiega perché perdono copie a rotta di collo: raccontano una realtà parallela priva di riscontri fra gli esseri viventi. Gente ingrata, appunto, che nel 2016 non apprezzò la sua Costituzione scritta a sei mani, anzi a sei piedi, con Boschi e Verdini; nel 2018 decimò il suo Pd e premiò gli odiati “populisti”; e ora che lui ci ha regalato (così almeno dice) il Governo dei Migliori, anziché premiarlo, continua a punirlo: pelo superfluo fra i leader e 2% a Iv (garanzia di estinzione nel prossimo Parlamento). Non sappiamo se il pover’uomo legga i sondaggi e come si senta dopo, ma temiamo che chi gli vuol bene (sempreché esista) glieli nasconda. Altrimenti non lo esporrebbe a figure barbine come l’annuncio in pompa magna del referendum anti-reddito di cittadinanza: a parte la bella scena di un multimilionario che becca soldi da chiunque, persino da Bin Salman, e tenta di scippare 500 euro a chi non arriva neppure a inizio mese, la raccolta firme non è mai iniziata e la petizione online ha raccolto la bellezza di 4.929 adesioni (qualcuna in più dei suoi elettori).

Dubitiamo che la cena con Miccichè, intermediata – pare – dal paraninfo Dell’Utri per creare un centrino a uso briscola con i migliori di FI & dintorni, gli restituisca i consensi perduti: anche perché mafiosi, corrotti, puttanieri, frodatori e affini sono gente seria e dei cazzari non si fidano. Ora però apprendiamo che sta tentando di salvarsi dal processo Open (finanziamento illecito per lui e Boschi, corruzione per Lotti) invocando l’immunità parlamentare. Pretende addirittura un voto del Senato per bloccare i pm di Firenze che avrebbero “utilizzato conversazioni e corrispondenza casualmente captate senza previa autorizzazione della Camera di appartenenza”. Ora, a parte il fatto che le intercettazioni “casuali”, cioè captate su utenze altrui, non richiedono alcun permesso del Parlamento, gli sfugge un altro minuscolo dettaglio: l’indagine riguarda reati commessi fino al 2018 e lui fino al 2018 non era parlamentare. Però l’idea di invocare l’immunità retroattiva non è male. Con l’arietta che tira sui politici, potrebbe regalargli un record mai toccato da nessuno nella storia dei sondaggi: quello del primo politico che riesce a scendere sotto lo zero.

Sorgente: Il pelo superfluo – Il Fatto Quotidiano

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