Coronavirus, i dati: 5.822 positivi e 26 vittime nelle ultime 24 ore. Tasso di positività all’1,33% – Il Fatto Quotidiano

Sono 5.822 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute, ieri erano stati 6.764. Sono invece 26 le vittime in un giorno (ieri 31). Il tasso di positività è all’1,33%, con 434mila tamponi, mentre ieri era risultato all’1,37 per cento. Dall’inizio della pandemia i casi totali […]

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Lardo ai giovani – Il Fatto Quotidiano

Stagione d’oro, questa, per l’archeologia. A Pompei affiora la stanza degli schiavi e a Roma risorgono gli avi. Anzi “spuntano”, come scrivono i giornaloni quando devono lanciare i candidati dei loro padroni senza farsene accorgere, con un verbo più adatto ai funghi che ai politici. Per il Quirinale sono trent’anni che spuntano Giuliano Amato e Sabino Cassese, tant’è che ci domandavamo che aspettassero i due teneri virgulti a spuntare anche stavolta. Ieri abbiamo aperto Corriere e Repubblica e oplà: sono spuntati entrambi. “Nel gioco del Colle ora spunta la carta Amato”, annuncia Rep, che sfodera tutti i sinonimi di spuntare: “Sullo sfondo, silenziosa, si staglia la sagoma del dottor Sottile”, “il nome meno pronunciato ufficialmente ma più presente nei colloqui dei kingmaker”, “prende sempre più forma”, “la sua sagoma si staglierà sino all’ultimo sul tavolo delle trattative”. Perché è “una riserva della Repubblica” (il titolare è sempre un altro), “autorevolezza super partes” (“è un professionista a contratto”, Craxi dixit), “profilo giusto” (ma pure di tre quarti non viene male), “europeista di lunga data” (da quand’è nato, sorprendentemente non in Africa o in Oceania), “solide relazioni internazionali” (fino ad Hammamet, per dire), ma soprattutto “conobbe Draghi a Washington a fine anni 80” quindi avrebbe il raro privilegio di ascendere allo “scranno più alto con la benedizione dell’ex capo della Bce” (l’art. 140 della Costituzione, quello scritto con l’inchiostro simpatico, vieta espressamente il Quirinale ai non benedetti dall’ex capo della Bce).

Non basta. Di Amato “hanno parlato Di Maio e Giorgetti in pizzeria” (quindi è fatta); “‘È un pezzo di storia della sinistra: è sul tavolo’, dice un dirigente Pd di primo livello che mantiene la consegna del silenzio” (ecco: tace, ma dice); ed “era già il candidato del Cavaliere nel 2015” in “accordo con Renzi, che poi ruppe il patto del Nazareno” (l’accordo, secondo B., includeva la grazia a Dell’Utri, ma questo è meglio non ricordarlo, sennò addio profilo). Infine, nota il Corriere, “ha una schiera folta e trasversale di ammiratori”: basta appostarsi davanti alla Consulta e notare le transenne piazzate per arginare le orde di fan che lo assediano a caccia di autografi e selfie. Il fatto che abbia soltanto 83 anni, però, potrebbe penalizzarlo, infatti il Corriere fa spuntare altri tre candidati un filino più maturi: “La seconda carta coperta del professor Cassese (86 anni)… e infine, ma non ultimo, Gianni Letta (86 anni), nome coperto per vocazione personale”. Resta da capire se, quando spunta B. (86 anni), è per farci digerire gli altri tre o se, quando spuntano gli altri tre, è per farci digerire B. In ogni caso, siamo in buone mani.

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