Il Paese di Sottosopra – Il Fatto Quotidiano

Nel Paese di Sottosopra, una ministra vota alla Camera contro il suo governo con due partiti della maggioranza, che va in minoranza; ma il premier, anziché salire al Quirinale, fischietta. Nel Paese di Sottosopra tutti applaudirono Renzi quando fece fuori tutti i partiti dalla Rai tranne il suo; oggi, per coerenza, applaudono Draghi perché fa fuori un solo partito, quello che ha vinto le elezioni, per spartirsi la Rai con tutti gli altri, quelli che le hanno perse; e la colpa è del leader dell’unico escluso. Nel Paese di Sottosopra, le Regioni sabotano i centri pubblici per l’impiego che dovevano attivare con 1 miliardo dello Stato; il governo, anziché obbligarle a farlo o riprendersi il miliardo, licenzia i navigator dopo averli formati e s’affida alle agenzie di Confindustria; Chiara Saraceno, consulente del governo, dice che “la stretta del governo sul Reddito non si basa su dati, ma su una narrazione fantasiosa e ideologica sui beneficiari nullafacenti”.

Nel Paese di Sottosopra il governo annuncia per mesi che cercherà “casa per casa” i 3,5 milioni di over 50 non vaccinati (che rischiano più dal Covid che dal vaccino); poi, siccome non riesce a convincerne uno, prova a farlo imponendo il Green Pass per lavorare; ma i non vaccinati, non essendo obbligati dal governo, non si vaccinano e si fanno i tamponi; allora il governo, per fare numero, minaccia di vaccinare i bambini (che rischiano più dal vaccino che dal Covid). Nel Paese di Sottosopra, quando il governo impone il Green Pass per lavorare, le imprese fanno notare che perderanno manodopera con gravi danni all’economia; allora il governo non fa i controlli (mille multe in due mesi), così i No Pass continuano a lavorare senza neppure il fastidio del tampone; ma tutti restano convinti che lavori solo chi ha il Green Pass e l’Italia sia un modello per il mondo intero (che però si guarda bene dall’imitarla). Nel Paese di Sottosopra, deve avere il Green pass chi lavora da solo in un ufficio di 100 mq o a distanze siderali dai colleghi, o viaggia su un vagone Frecciarossa o Italo semivuoto (sennò l’intero convoglio viene fermato in aperta campagna); invece non deve averlo chi si ammucchia nei carnai di bus, metro e treni per pendolari e studenti; e a scuola il metro di distanza è obbligatorio “ove possibile”. Nel Paese di Sottosopra, alcuni spostati che si fanno chiamare “governatori” o “ministri” chiedono il “lockdown per i non vaccinati” (ideona già fallita in Austria), come se questi fossero fosforescenti, distinguibili a occhio nudo dalle decine di milioni di vaccinati, ergo facili da scovare e rinchiudere ai domiciliari. Nel Paese di Sottosopra, questa allegra brigata di buontemponi viene chiamata “Governo dei Migliori”.

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Coronavirus, 11.555 nuovi casi e 49 morti. Oltre 100 posti letto in più occupati in 24 ore – Il Fatto Quotidiano

Nelle ultime 24 ore sono stati individuati 11.555 nuovi casi di infezione da Sars-Cov-2 tra i 574.812 tamponi processati, di cui 418.803 test rapidi. L’incidenza resta quindi al 2%, mentre considerando i soli tamponi molecolari è del 6,5. I morti sono stati 49. Si registra un nuovo incremento importante dei ricoverati con sintomi, con 105 […]

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Nomine Rai, la Casta estromette i Cinquestelle. Ma ovviamente la colpa è sempre loro – Il Fatto Quotidiano

La giustizia e l’informazione, ancora una volta e più che mai, in vista dell’elezione del capo dello Stato e di un temutissimo ma non impossibile voto anticipato, ritornano come negli anni ruggenti del berlusconismo ad essere al centro dell’interesse della casta ricompattata trasversalmente da destra a sinistra per tutelare la sua sopravvivenza. Garantire, sempre e […]

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I partiti si spartiscono i Tg della Rai. E danno dei lottizzatori ai 5S

Questione di metodo. Ma soprattutto di correttezza istituzionale. I Cinque Stelle sono rimasti fuori dalle nomine della nuova Rai targata Carlo Fuortes

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In Edicola sul Fatto Quotidiano del 20 Novembre: “Incontro con Draghi sul caso Rai e il resto” – Il Fatto Quotidiano

“Incontro con Draghi sul caso Rai e il resto”. Intervista a Conte: “Sulla tv Grillo e io siamo d’accordo”. Parla il capo M5S: “Il mio vice Turco era a palazzo Chigi? Sì, chiamato a cose fatte soltanto per dargli la lista dei nominati”

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