Ma mi faccia il piacere – Il Fatto Quotidiano

Pussy Riot. “La propaganda russa riattiva i social. Interrogazione del Pd sulle chat dei No Vax convertite alla controinformazione” (Repubblica, 1.3). “Da Fusaro al No Green Pass Mattei: la rete trasversale che difende lo Zar” (Repubblica, 1.3). “Destra, sinistra e no Green Pass: identikit dei putiniani d’Italia” (Gianni Riotta, Repubblica, 3.3). “Ucraina, profughi No Vax e No Tamp” (Repubblica, 4.3). Qualcuno avverta Riotta: ormai è circondato.

Problemi tecnici. “E dunque anche di Ucraina e del vertice della prossima settimana hanno parlato Macron, von der Leyen, Michel e Scholz alla cena organizzata all’Eliseo con i rappresentanti degli industriali europei per discutere di sovranità economica. Il premier Mario Draghi non ha potuto partecipare fisicamente né collegarsi, come inizialmente era previsto, per problemi tecnici” (Corriere della sera, 1.3). Si era temuto che non gli funzionasse Skype, né Zoom, né Facetime, né Whatsapp. Poi s’è scoperto che il problema tecnico era più serio: non l’avevano invitato.

Arma letale. “Non prevedo l’invasione dell’Ucraina. Sarebbe molto azzardato che i russi continuassero a spingersi oltre il Donbass, sarebbe una mossa disastrosa per loro stessi spingersi oltre un certo limite. Credo che sia molto azzardata la mossa di andare verso Kiev o addirittura a Leopoli, che è l’ultima città verso la Polonia” (Piero Fassino, deputato Pd, Ottoemezzo, La7, 24.2). “Armi nucleari da parte della Russia? No, non credo che convenga, in primis, proprio a Putin: il mondo si può distruggere una volta sola. È questo che vuole? Non penso. Putin bleffa” (Fassino, Il Piccolo, 1.3). Il mondo è spacciato. Addio.

Senti chi parla. “Marcello Foa è da anni vicino a testate giornalistiche filoputiniane (Sputnik News e Russia Today)” (Paolo Berizzi, Repubblica, 4.3). E ringrazialo, visto che fino a sei anni fa Russia Today (per gli amici Russia Oggi) usciva come inserto mensile di Repubblica e contribuiva a pagarvi lo stipendio.

Prossimamente. “Cortocircuito in Libia: due governi paralleli e rischio guerra civile. Tripoli non riconosce il voto di Tobruk. La strada verso la stabilizzazione sempre più in salita” (Repubblica, 4.3). Impicciarsi nelle guerre altrui mandando armi funziona sempre una bellezza.

Il gasista. “Gas italiano finito? Fake del ‘Fatto’. Se siamo a secco è per colpa del M5S” (Aldo Torchiaro, Riformista, 1.3). Però ci restano le tue flatulenze.


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Manco in Russia. “Boicottaggio bipartisan per far dimettere Petrocelli, presidente 5S della Commissione Esteri: ha votato contro la risoluzione che sostiene militarmente l’Ucraina” (Repubblica, 4.2). “Il leghista Lucidi: ‘Petrocelli? Tanti vogliono la sua testa’” (Libero, 5.3). Bravi, Putin farebbe come voi ed è fiero di voi.

A saperlo. “Fossero state consegnate due settimane fa, probabilmente i russi avrebbero rinunciato all’invasione. Perché le armi che l’Europa vuole fornire adesso all’Ucraina sono perfette per creare un’armata partigiana, praticamente invincibile… Con questi strumenti l’intero territorio del Paese si può trasformare in una fortezza inespugnabile, dove ogni casa diventa un bastione e ogni bosco una trappola” (Gianluca Di Feo, Repubblica, 4.3). Ma tu guarda, bastava un niente. Bastava prevedere l’attacco. A proposito: ma non s’era detto che avevano previsto tutto?

Carneade chi era costui? “Nel solco della maggioranza del vecchio governo gialloverde, che degli ultimi governi è stato quello ‘più in asse’ con la Russia di Putin” (Tommaso Labate, Corriere della sera, 2.3). Invece i governi Berlusconi, notoriamente, erano anti.

The Genius. “Quando l’Italia era protagonista e un vero leader era al governo, Nato e Russia stringevano Patti, voluti da Berlusconi a Pratica di Mare. Oggi invece la Russia invade l’Ucraina. Se ci fossero leader saggi in Occidente la pace prevarrebbe su guerre assurde e devastanti per gli ucraini e anche per tutti i popoli che subiranno conseguenze” (Maurizio Gasparri, senatore FI, Instagram, 26.2). Ecco perché Putin ha attaccato: perché non c’è più B. e leccargli il culo.

Chi si firma è perduto. “Il Tar: la paura di firmare blocca le amministrazioni. Flick: ‘Il problema si può risolvere solo abolendo l’abuso d’ufficio’” (Messaggero, 3.3). Così poi tutti firmeranno di tutto.

Il titolo della settimana/1. “Il mea culpa di Renzi sul Sistema delle toghe: ‘L’ho sottovalutato’” (Giornale, 1.3). Non pensava che facessero ancora delle indagini.

Il titolo della settimana/2. “Renzi: ‘Per la giustizia una riforma non basta’” (Libero, 1.3). Bisogna proprio abolirla.

Il titolo della settimana/3. “Questa guerra colpisce i valori dell’Europa” (Paolo Gentiloni, Pd, commissario Ue agli Affari Economici, Repubblica, 28.2). Solo che non mi ricordo più quali sono, forse perché li abbiamo esportati tutti.

Il titolo della settimana/4. “Carcere duro, il mito utile oscurare le radici della mafia” (Stefano Musolino, segretario Magistratura democratica, Dubbio, 5.3). Che notoriamente si recidono col carcere molle.

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