Mica siamo in Russia – Il Fatto Quotidiano

L’altra sera, a Otto e mezzo, il pompierino della sera Massimo Franco ha rischiato la sincope a causa della pacifista Martina Pignatti, che osava citare quel putiniano del Papa, e l’ha accusata di stare con Salvini (quindi i pacifisti devono diventare guerrafondai per evitare che una mattina Salvini si svegli e dica eccezionalmente qualcosa di sensato). Poi ha deplorato “la sfasatura fra la linea molto coerente filo-atlantista e filo-occidentale di Mattarella e Draghi e pezzi di maggioranza che fanno appelli al cessate il fuoco e al dialogo avulsi dalla realtà”. Purtroppo i “pezzi di maggioranza” rei di “sfasatura” pro dialogo sono 5Stelle e Lega, i due partiti più rappresentati in Parlamento, senza i quali non esiste maggioranza. E spetta a loro dare la linea al governo in Parlamento, casomai Mattarella e Draghi si ricordassero che ne esiste uno. L’unica volta che lo interpellò sul decreto sulle armi, Draghi raccontò “un intervento di sostegno e assistenza al popolo ucraino” con “la cessione di mezzi materiali ed equipaggiamenti militari”. Ora scopriamo dai pissipissi di palazzo che – autorizzato non si sa da chi – invierà carri armati e altre armi pesanti incompatibili con gli “equipaggiamenti militari” per difendere il popolo ucraino, mentre i nostri padroni Biden e Johnson teorizzano una guerra di anni, non più per difendere gli ucraini, ma per “sconfiggere Putin”, destituirlo (“non può restare al potere”), “fiaccare la potenza militare russa” e – dulcis in fundo – “attaccare la Russia sul suo territorio”. Ma per Franco il problema non è un premier che viola la Costituzione, umilia il Parlamento, ignora i suoi due principali alleati e se ne infischia della maggioranza degli italiani. Ma sono i 5Stelle (e forse, a giorni alterni, la Lega) che osano dissentire e fare politica. Ergo, fra Draghi mai eletto da nessuno e i leader dei due partiti che hanno vinto le ultime elezioni, prevale Draghi, come se ce l’avesse portato la cicogna. Verrebbe da domandarsi se siamo in Russia, se non fosse che Putin qualche voto l’ha preso: Draghi no.

Intanto, su Rep, Giovanna Vitale racconta nei minimi dettagli l’incontro “riservato” fra Conte e Orsini, “avvenuto all’inizio della scorsa settimana”. Il prof di “simpatie filo-Putin” ha dispensato “consigli” al leader M5S, che ha risposto testuale: “Caro professore, io apprezzo il suo pensiero laterale” (meno, invece, quello frontale). Poi “tra il serio e il faceto, avrebbe buttato lì la disponibilità a candidarlo. Proposta che Orsini, ribattezzato URSSini dai detrattori, non avrebbe respinto. Anzi”. Tutto meraviglioso, a parte il fatto che Conte e Orsini non si sono mai visti né sentiti in vita loro. Verrebbe da domandarsi se siamo in Russia, se non fosse che le fake news di Putin mescolano fatti veri e fatti falsi: quelle di Rep solo falsi.

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Nuove armi all’Ucraina, Travaglio su Nove: “M5S e Lega sono contro questa escalation. E senza di loro Draghi va a casa” – Il Fatto Quotidiano

“E’ o non è un problema che i due partiti più rappresentati in Parlamento, M5S e Lega, siano contro questa escalation e contro l’invio di carri armati e di armi offensive all’Ucraina? Senza di loro Draghi va a casa“. Con questa domanda Marco Travaglio nel suo intervento ad ‘Accordi&Disaccordi’, il talk politico in onda su […]

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Armi all’Ucraina, Codacons fa ricorso a Tar: “Decreti italiani violano Costituzione” – SilenzieFalsita

I decreti legge con cui l’Italia ha deciso di fornire armi all’Ucraina “sono illegittimi perché violano gli articoli 11 e 78 della nostra Costituzione, e pertanto saranno impugnati dal Codacons al Tar del Lazio”. Lo afferma l’associazione dei consumatori che, dopo il via libera al decreto firmato dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, insieme a […]

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Vieni avanti Cremlino – Il Fatto Quotidiano

Problema: malgrado la stragrande maggioranza dei partiti e dei media sia favorevolissima a imbottire di armi l’Ucraina, non più per aiutarla a difendersi, ma per aiutare Biden e BoJo ad attaccare la Russia, la stragrande maggioranza degli italiani resta contraria. Analisi (della stragrande maggioranza dei partiti e dei media): se gl’italiani non ci seguono, non è perché rappresentiamo gli americani e gli inglesi, ma perché sono subornati da Orsini e dai giornalisti russi. Soluzione: abolire Orsini e i giornalisti russi. Problema: così sembra di stare in Russia. Analisi: bisogna inventarsi una censura che non sembri censura. Soluzione: dire che sono tutti spie russe. Problema: Orsini è nato a Napoli e pare non sia mai stato in Russia (ergo la Tocci gli disse che non ne poteva parlare). Analisi: a Cartabianca Orsini ascoltava senza insultarla (come fanno tutti gli altri) la giornalista russa Nadana Fridrikhson, che lavora a Zvezda, tv controllata dal governo russo. Soluzione: mandare in Vigilanza i renziani Romano (Pd) e Anzaldi (Iv), che non possono perdere la faccia perché l’hanno già persa, a insinuare che Nadana sia una spia russa e tirare in ballo il Copasir, che si porta su tutto; al resto pensa il sito di Repubblica titolando “Giornalisti russi o spie nei talk Rai?” con la foto di Orsini, spia russa per contagio.

Problema: qualcuno obietterà che anche la Rai è controllata dal governo e domanderà cosa spìano esattamente i giornalisti collegati da Mosca coi talk italiani. Analisi: buttarla in caciara funziona sempre. Soluzione: dire Orsini scrive sul Fatto, come pure altri ospiti di Cartabianca, Scanzi e Di Cesare, quindi se i 5Stelle li difendono è per “salvare i loro cachet” (Anzaldi), anche quello di Orsini che partecipa gratis; senza contare che “Conte avrebbe incontrato Orsini”, la cui “candidatura sarebbe qualcosa di più di un’idea” (Corriere); quindi a doversi discolpare non sono i partiti che censurano, ma il M5S che si oppone. Problema: qualcuno obietterà che gli ospiti dei talk li scelgono i conduttori, non i partiti. Analisi: bisogna trovare qualche fenomeno che dica il contrario. Soluzione: il Corriere trova subito Maurizio M’annoi, pronto a tutto pur di svelenare su Bianca Berlinguer, anche a dire che “gli ascolti dei talk stanno precipitando” (riferendosi al suo: gli altri vanno benone) e “non accade in nessun’altra azienda del mondo” che “il conduttore decida chi invitare e che linea dare al programma” (parlando delle aziende metalmeccaniche, tessili e alimentari) per “attirare più telespettatori” (escludendo se stesso, che notoriamente li respinge). Problema: qualcuno potrebbe ricordare una frase di Leonardo Sciascia: “Quando gli imbecilli si alleano coi furbi, il fascismo è alle porte”.

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