Ma mi faccia il piacere – Il Fatto Quotidiano

La confessione. “Non siamo in guerra per seguire un destino bellico, vogliamo la pace’” (Palazzo Chigi, Twitter, 25.3). Quindi siamo in guerra? E quando la dichiari?

Pallanzani. “A rischio i dati Nato. Il giallo dell’accordo tra Spallanzani e russi” (Repubblica, 30.3). Rischiavano di scoprire le testate nucleari Nato nei pappagalli dei pazienti.

Ah saperlo. “Putin non è Bush e l’Ucraina non è l’Iraq” (Aldo Cazzullo, Corriere della sera, 2.4). Bush ne ammazzò di più.

Emma Mitra. “Sull’aumento delle spese militari sto con Draghi, da adolescenti dobbiamo diventare adulti e non difenderci sempre con l’aiuto degli Usa” (Emma Bonino, senatrice +Europa, Un giorno da pecora, Radio1, 29.3). Poveri Usa, facciamo una colletta?

Lo stratega. “Se Putin invadesse l’Italia, come reagiremmo?” (Beppe Severgnini, Corriere della sera, 29.3). Ovvio: gli scateniamo Figliuolo.

L’opera pia. “Benchè abbia condotto operazioni in Bosnia, Kosovo, Afghanistan e Libia,la Nato è un’associazione difensiva, non offensiva” (Enrico Franceschini, Venerdì- Repubblica, 1.4). Ma non è in Russia che le guerre si chiamano “operazioni”?

L’alibi di ferro. “Reggimento Azov, il comandante Kuharchuck: “Non sono nazista, ai soldati leggo Kant” (Repubblica, 25.3). Neanche i kapò dei lager lo erano: avviavano gli ebrei ai forni ascoltando Brahms.

Quelli che le fake news/1. “Conte ha firmato da premier l’accordo per portare gli investimenti della Difesa al 2% del Pil” (Massimo Giannini, Stampa, 27.3). “Conte non vuole che l’Italia rispetti gli accordi che lui stesso aveva preso con la Nato” (Francesco Merlo, Repubblica, 31.3). Diavolo d’un Conte: firmava accordi Nato già nel 2006 e nel 2014, 12 e 4 anni prima di andare al governo.

Quelli che le fake news/2. “Se un anno fa eravamo in coda alla classifica degli immunizzati e oggi siamo al secondo posto, lo dobbiamo al generale Figliuolo… E io vorrei dirgli una sola parola: grazie” (Sebastiano Messina, Repubblica, 1.4). Oggi non siamo affatto secondi: Portogallo, Danimarca, Spagna, Irlanda, Cina, Corea del Sud, Argentina, Canada, Cile, Cuba, Emirati, Qatar e Uruguay han fatto meglio di noi. E un anno fa c’era già Figliuolo, da un mese esatto. Nel gennaio del 2021 invece c’erano Conte e Arcuri e Repubblica titolava: “Vaccini: Italia prima in Europa” (7.1.2021). Ma, comprensibilmente, Messina non legge il suo giornale.


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Senti chi parla. “Liceo Montale, le chat tra la preside e lo studente: ‘Per te ero solo una tacca in più sulla cintura’” (Repubblica, 30.3). “L’ultimo incontro tra l’alunno e la preside: ‘Ora sto con un’altra’. ‘Non può finire così’” (Repubblica, 31.3). “Rischio licenziamento per la preside. E il ragazzo si pente” (Repubblica sulla love story fra la preside e lo studente maggiorenne, 1.4). “Storia privata, scandalo triste. Moralisti in abito da parata alzano il dito. E alla gogna non è un caso se ci è finita solo la donna” (Concita De Gregorio, Repubblica, 3.4). Quindi è ufficiale: nemmeno la De Gregorio legge Repubblica.

Paura eh? “Giachetti (Iv): ‘La procura di Catanzaro vuol forse intimidire i deputati della Repubblica?’” (Dubbio, 26.3). Non più di quanto non siano intimiditi dal Codice penale.

La sua guerra. “Silvio rilancia la battaglia sui giudici” (Libero, 2.4). Ciascuno ha le guerre che si merita.

A carico nostro. “La Cartabia nelle ganasce dei giustizialisti” (Roberto Cota, FI, Riformista, 29.3). Lui invece sempre nelle mutande verdi a spese della Regione.

Interessi. “Casaleggio rilancia: un nuovo movimento? Nei prossimi mesi concretizzerò i miei interessi” (Corriere della sera, 2.4). Perchè, finora cos’ha fatto?

Il titolo della settimana/1. “Letta preoccupato per l’escalation dei grillini” (Stampa, 1.4). La famosa escalation di chi vuole meno armi e minaccia la de-escalation di chi vuole più armi.

I titoli della settimana/2. “La pace si fa con i missili”, “L’offensiva contro il macellaio”, “Sì, quell’uomo non può rimanere al potere”, “Respingere Putin”, “Con Putin si parla con le armi”, “Pagare la guerra a Putin? Ora basta” (Foglio, 26, 29, 31.3, 1.4). Mo’ me lo segno.

I titoli della settimana/3. “Se l’India rinnega l’Occidente” (Giornale, 2.4). Sarà mica perchè sta in Oriente?

I titoli della settimana/4. “Il rilancio di Mirafiori. Il gruppo Stellantis conferma la centralità del polo torinese”, “Il nuovo patto valorizza il presente” (Stampa, 29.3). “Il risveglio del leone nel piano Caltagirone. La svolta delle Generali”, “Sul podio europeo si torna solo se si allarga la visione” (Messaggero, 26.3). Di questo passo sorgerà persino il sospetto che La Stampa abbia qualcosa a che fare con Stellantis e il Messaggero con Caltagirone.

Il titolo della settimana/5. “Nei talk-show di Regno Unito, Germania e Francia non ci si fa la guerra quando si parla di Putin”, “Nella tv inglese non c’è spazio per i filoputiniani, né per quelli che ‘è colpa della Nato’”, “Nessun dissenso nei programmi tedeschi” (Foglio, 31.3). Che bello: pare di stare in Russia.

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