Di Battista: ‘Guardate il fenomeno Draghi. Se con uno spread a 200 ci fosse stato Conte ci avrebbero aperto tutti i tg’

“Cosa significa vincere per l’Ucraina? Non lo so, qui non vince nessuno, qui perde la popolazione ucraina, perdono i nostri stati sociali”. Così Alessandro Di Battista, ospite del talk politico ‘Accordi&Disaccordi’, condotto da Luca Sommi e Andrea Scanzi, con la partecipazione di Marco Travaglio, in onda sul Nove, ha commentato la parola “vittoria”, così spesso […]

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Ucraina, Di Battista su Nove: “Draghi dimostra pavidità, poca attenzione all’interesse generale e mediocrità nella gestione geopolitica” – Il Fatto Quotidiano

“Cosa significa vincere per l’Ucraina? Non lo so, qui non vince nessuno, qui perde la popolazione ucraina, perdono i nostri stati sociali”. Così Alessandro Di Battista, ospite del talk politico ‘Accordi&Disaccordi’, condotto da Luca Sommi e Andrea Scanzi, con la partecipazione di Marco Travaglio, in onda sul Nove, ha commentato la parola “vittoria”, così spesso […]

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Andrea Scanzi ad Accordi&Disaccordi (Nove): “Chi vuole il M5S fuori dal governo? Tutti, ma Conte si chieda: ‘Perché ci stiamo ancora’?” – Il Fatto Quotidiano

“Chi vorrebbe far uscire il M5S dal governo? Tutti, ma è Conte che si deve porre una volta per tutte questo dilemma: perché sto ancora dentro a questa coalizione?”. Così Andrea Scanzi, conduttore del talk politico ‘Accordi&Disaccordi’, insieme a Luca Sommi, con la partecipazione di Marco Travaglio, in onda sul Nove, ha commentato una dichiarazione […]

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Zitti e Mosca

È uno scandalo che un governo controlli delle televisioni, perché poi i giornalisti parlano tutti a favore del governo. E contagiano anche quelli che non lavorano per le tv del governo. Infatti il Foglio, la voce dei padroni e dunque anche del governo (tanto non lo legge nessuno e non deve neppure nascondere i messaggi in codice negli annunci commerciali, come fanno le spie), annuncia trionfante la buona novella: “Ecco la nuova Rai. In un documento del governo le prossime ‘linee guida’. È la fine dei talk. Pronti nuovi volti tv”. Avete capito bene: si parla della nuova Rai, non del nuovo Sputnik o della nuova Russia Today. E il governo che decide le linee guida, la fine dei talk e i nuovi volti non è quello di Putin, ma quello di Draghi. Pare infatti che il premier, immobilizzato dal Covid a Città della Pieve, abbia visto qualche talk Rai – anzi, l’unico sopravvissuto in prima serata alle purghe berlusconiane e renziane: CartaBianca – e abbia scoperto con orrore che fa parlare anche chi critica il governo. Si dirà: embè, che problema c’è, son cose che càpitano nelle democrazie liberali? Ingenui: nelle democrazie liberali sono le tv che controllano i governi, non viceversa. Qui il governo controlla le tre tv principali. Come in Russia.

Dunque Dragov detta “la bussola strategica” di cosa deve e soprattutto non deve fare la Rai in “una riga destinata a modificare i palinsesti… a cura del ministero dello Sviluppo Economico” dell’apposito Giorgettov. Testuale: “Si rafforza l’offerta dei contenuti di approfondimento giornalistico”. Perbacco. “Il governo Draghi si immagina la Rai così” in “13 pagine di ambizioni e sfide che l’ad Fuortes deve vincere” e “Palazzo Chigi si offre” gentilmente di “aiutarlo nel compito”. E come si “rafforza l’approfondimento giornalistico”? Facendo “meno talk show”, cioè meno approfondimento giornalistico. Anzi ancora meno, visto che già oggi la Rai, diversamente da La7 e Rete4 che ne hanno quattro-cinque in prima serata, ha solo CartaBianca. L’ideona di Draghi e quindi di Fuortes è chiudere pure CartaBianca con quei brutti ospiti che criticano il governo e non garbano al Pd. Tipo Orsini, che continua a parlare anche senza contratto né compenso. Quindi le linee guida sono una: via la Berlinguer che, siccome fa ascolti record insidiando o superando DiMartedì, verrà parcheggiata “in una striscia pomeridiana”. Invece, ça va sans dire, “sono confermati Vespa e Annunziata” e nasce l’attesissima “striscia di 10 minuti di Marco Damilano” (200 mila euro l’anno): “come la vecchia Cartolina di Barbato”, ma senza Barbato. Così Draghi, dovesse mai ribeccarsi il Covid (ma il Green Pass non immunizzava dai contagi?), potrà riaccendere la tv senza brutte sorprese. Mica è Putin, lui.

 

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Trent’anni dalle stragi di mafia, nel mirino ora c’è Gratteri

(Agenzia DIRE) A trent’anni dalle stragi di Capaci e via d’Amelio, dove morirono i giudici Falcone e Borsellino, la politica italiana non dimentica. Nell’Aula Bunker di Palermo, commemorazione alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della sessione finale della Conferenza europea dei Procuratori. E proprio in queste ore, da un allarme dei […]

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