M5S, Di Battista: «Mi siederei al tavolo con Conte se uscisse dal governo prima dell’estate» – SilenzieFalsita

La scissione del M5s «mi interessa poco» perché «il movimento è stata una parte importante della mia vita. Ma ho già passato la fase della delusione. In queste ore io sono a Mosca, e mi scrivono attivisti da ogni parte d’Italia». Così Alessandro Di Battista, intervistato da Luca Telese per TPI. L’ex deputato non sa […]

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Insieme per il bromuro – Il Fatto Quotidiano

Giornata frenetica per Luigi Di Maio, all’indomani della scissione di “Insieme per il Futuro” dai 5Stelle.

Ore 9. Conferenza stampa per ribadire quanto affermato fin dal 2017: “Oltre ai furbetti del cartellino, abbiamo i voltagabbana del Parlamento. Un vero e proprio mercato delle vacche che va fermato. Per il M5S, se uno vuole andare in un partito diverso da quello votato dagli elettori, si dimette e lascia il posto a un altro, come in Portogallo e nella civilissima Gran Bretagna. In Italia se ne fregano: una volta che sono in Parlamento, gli elettori non contano più nulla, conta la poltrona, il mega-stipendio, il desiderio di potere. Molti governi si sono tenuti in piedi e hanno fatto le peggiori leggi proprio grazie ai voltagabbana. Da Monti a Letta a Renzi a Gentiloni, le leggi più vergognose della storia della Repubblica si sono votate grazie ai traditori del mandato elettorale: Fornero, Jobs Act, Buona scuola. Chi non vuole più stare nel Movimento va a casa. Se non lo fa tradisce gli elettori, causa un danno e deve risarcire. Chiamatelo come volete: vincolo di mandato, serietà istituzionale, rispetto della volontà popolare. Hai il diritto di cambiare idea, ma se lo fai torni a casa e ti fai rieleggere”. Di Maio saluta i cronisti dandosi del “voltagabbana traditore”.

Ore 10. Di Maio incontra Mattarella e Draghi per dimettersi da ministro degli Esteri.

Ore 11. Di Maio incontra Fico per dimettersi da deputato.

Ore 12. Di Maio scrive a Di Maio per rammentargli la regola da lui fissata nel 2016: “Vieni eletto e cambi partito? Devi pagare 150 mila euro”.

Ore 16. Dopo la pausa pranzo, Di Maio riceve la lettera di Di Maio e scende in banca per bonificare 15 rate mensili da 10 mila euro al M5S.

Ore 17. Di Maio deposita due ddl costituzionali da lui sostenuti fin dal 2016. Il primo per importare l’“art. 160 della Costituzione del Portogallo: perdono il mandato i deputati che si iscrivano a partiti diversi da quello per cui si sono presentati alle elezioni”. Il secondo per “il vincolo di mandato, sacrosanto per fare politica onestamente: i traditori non potranno più vendersi al miglior offerente. Capisco il terrore dell’élite che tollera Renzi quando s’accorda con Verdini o Alfano. Gente abituata a svendere i propri valori per una poltrona o una penna”.

Ore 18. Apericena con Draghi, Giorgetti, Brunetta e Gelmini: risate su quei pirla che avevano approvato dl Dignità, Reddito di cittadinanza, Spazzacorrotti e Superbonus 110%.

Ore 20. Ospite degli amici di Mediaset, Di Maio conferma l’annuncio del 2017: “Dopo il secondo mandato lascio la politica”.

Ore 21. Visita fuori orario da uno specialista in disturbi della personalità multipla.

Sorgente: Insieme per il bromuro – Il Fatto Quotidiano

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Scissione M5S, Travaglio: «Se i Cinque Stelle ritirassero i loro ministri, lasciando solo Di Maio e i suoi, avrebbero le mani libere senza più essere ricattati» – SilenzieFalsita

«Di Maio è uscito dopo aver votato la mozione insieme ai suoi ex compagni del Movimento 5 Stelle. Si è arrampicato sugli specchi per inventarsi che il suo movimento era diventato filoputiniano, anti europeo e anti nato». Così Marco Travaglio parlando della scissione del Movimento 5 Stelle martedì scorso a Cartabianca, trasmissione condotta da Bianca […]

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M5s si è liberato dei sabotatori interni. Di Maio? L’obiettivo è salvare se stesso alle prossime elezioni – Il Fatto Quotidiano

È un momento di chiarezza per il M5S, in cui i sabotatori interni della nostra azione politica sono usciti allo scoperto e fuori dalla nostra casa. Ora i i cittadini potranno finalmente vedere la nostra azione, ancora più incisiva, per l’acqua pubblica, il salario minimo, il sostegno ai lavoratori a basso reddito, il sostegno all’imprenditoria […]

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Con l’addio di Di Maio, Conte può recuperare consensi e salvare il M5s. Ecco perché – Il Fatto Quotidiano

Luigi Di Maio, lasciando il M5S e portandosi dietro i parlamentari più draghiani (un modo per dire europeisti, atlantisti e centristi con una parola sola), risolve quell’ambiguità che a ragione ha definito come la causa del crollo di consensi del Movimento, certificato alle ultime elezioni amministrative. Restare nel governo e attaccarlo a giorni alterni, come […]

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