Ma mi faccia il piacere – Il Fatto Quotidiano

Giggino ‘a Cadrega. “Non possiamo stare dalla parte sbagliata della Storia” (Luigi Di Maio, ministro degli Esteri ex M5S, 21.6). Quella senza poltrone.

Giggino ‘a Coerenza. “Di Maio fa sapere di non essere in alcun modo interessato al progetto centrista con Renzi, Sala e Calenda. Ai suoi ha recapitato un messaggio: ‘Io resto nel Movimento. Conte si farà il suo partito personale’” (Giornale, 20.6). In psichiatria, si chiama “proiezione”.

I partiti dell’amore. “In queste ultime ore di campagna elettorale lasciamo l’odio agli altri, noi andiamo avanti con il sorriso” (Silvio Berlusconi, leader FI, Twitter, 20.4.2018). “All’odio noi rispondiamo con un sorriso” (Matteo Renzi, senatore Pd, 18.5.2019). “Auguri Silvio, alla rabbia e all’odio rispondiamo col sorriso” (Matteo Salvini, leader Lega, 4.9.2020). “A chi sparge odio contro Insieme per il futuro rispondiamo con il sorriso” (Luigi Di Maio, leader Ipf, 23.6.2022). Sono soddisfazioni, per tutti e quattro.

Meno asse per tutti. “Asse Draghi-Macron. Gas, l’Europa punta al tetto sul prezzo. E l’Olanda ora apre. Spinta di Italia, Francia, Spagna e Grecia” (Messaggero, 24.6). “L’intesa Roma-Parigi. Ue, pressing di Draghi sul tetto al prezzo del gas” (Repubblica, 24.6). “Asse con Mcron, disco verde da Scholz. Draghi spinge per il summit sul gas (probabilmente a luglio). L’opposizione dell’Olanda potrebbe allentarsi sotto il peso di un via libera di Berlino” (Corriere della sera, 24.6). “Al Consiglio Ue di luglio il tetto al prezzo del gas voluto da Draghi” (Sole 24 ore, 24.6). “Tetto al gas, la Ue rinvia a ottobre. Draghi: ‘Potrebbe essere tardi’” (Repubblica, 25.6). Che strano, tra un asse e l’altro era fatta: ma al Consiglio Ue non li leggono i giornaloni?

Ripieghi. “Io ho nel cuore il calcio. Mi porta via troppo tempo. E il sindaco di Milano è un impegno totale, giorno e notte” (Adriano Galliani, senatore FI, Sette-Corriere della sera, 18.6). Meglio il Parlamento: per non fare una mazza, ti pagano benino.

Transennate i seggi/1. “Il centro @CarloCalenda @matteorenzi sembra ben vivo e, ove riuscisse a metter da parte i personalismi eccessivi dei leader, potrebbe animare a sorpresa la scena politica. Tanti ora sottovalutano effetto Mattarella e Draghi, ma anche i due presidenti peseranno sul dopo voto” (Gianni Riotta, Twitter, 14.6). Il terzo e il quarto a briscola.

Transennate i seggi/2. “Pronti a fare il partito per Draghi premier” (Carlo Calenda, leader Azione, Messaggero, 22.6). “Per il Grande Centro un solo leader: Draghi” (Claudia Fusani, Riformista, 25.6). Anzi no, il tressette col morto.

Il misirizzi. “Sei un dipendente? E allora che cazzo parli? Mettiti in proprio! No, non parli,il microfono ce l’ho io e comando io!” (Renato Brunetta, ministro FI della Pa, a un lavoratore che lo contesta durante un comizio a Mira, 16.6). La prossima volta passerà da uno a zero spettatori e terrà i suoi comizi direttamente in bagno sullo sgabello dello specchio.

Il propulsore. “Ha tradito chi è rimasto. Il M5S non arriva al voto. La forza propulsiva del Movimento è finita” (Vincenzo Spadafora, coordinatore Ipf, Messaggero, 25.6). Dev’essere stato quando il propulsivo Spadafora piazzò il noto propulsore Di Mare a direttore di Rai3.

La propulsora. “Lasciare i 5Stelle una scelta dolorosa. Ma non c’erano più visione e obiettivi” (Laura Castelli, sottosegretario Ipf al Mef, Corriere della sera, 23.6). La sua ultima visione fu il condono fiscale e le cose belle, si sa, durano poco.

I fascioliberali. “E’ finita Cartabianca e, in tutta sincerità, spero non torni più” (Aldo Grasso, Corriere della sera, 25.6). L’intrepido critico televisivo del Corriere (gruppo Cairo) reclama la chiusura del talk show di Rai3 concorrente di quello di La7 (gruppo Cairo). Chissà come s’incazza Cairo.

B(ugiard)ucci. “Se fosse per Pd e M5S non ci sarebbe il nuovo ponte autostradale” (Marco Bucci, sindaco di Genova, Verità, 20.6). Infatti il nuovo ponte di Genova fu deliberato e finanziato
dal governo Conte-2 (M5S-Pd- Iv-Leu), che nominò commissario un certo Bucci.

Il giornale di sinistra. “Ma le vittorie dei populisti non aiutano l’America Latina” (Moses Naim sulla vittoria della sinistra in Colombia, Repubblica, 21.6). Non ci sono più i bei golpe di una volta.

Il titolo della settimana/1.
“Draghi blinda Di Maio agli Esteri: pronto a difenderlo in Senato. Draghi pronto a ribadire la stima per un ministro ‘impeccabile’ (e insostituibile)” (Foglio, 21.6). Ora è come lui: non rappresenta nessuno.

Il titolo della settimana/2. “Ritirata da Severodonetsk. I militari di Kiev cambiano strategia” (Messaggero, 25.6). Ecco cosa fu la ritirata di Caporetto: un cambio di strategia.

Il titolo della settimana/3. “Aiuti militari a Kiev, la Nato cerca l’intesa. Il ruolo dell’Italia nell’addestramento” (Corriere della sera, 25.6). A piegarci a 90 gradi siamo addestratissimi.

Il titolo della settimana/4. “Giovani traditi dal lavoro” (Stampa, 25.6). Ah ecco, non dagli imprenditori: dal lavoro. Quel cattivone.

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