Lorenzo Dirimente – Il Fatto Quotidiano

Le masse stavano in pensiero: cosa dirà Lorenzo Guerini, ministro fortunatamente uscente della Difesa, detto Guerrini per via dell’elmetto e della sciaboletta, ora che torna in borghese? Fortuna che c’è il Corriere col retroscenista Verderami, già celebre come collezionista di sospiri della buonanima di Alfano e di Giorgetti, che ausculta le ultime volontà del Guerini e le condivide col grande pubblico: “Con un aggettivo, Guerini traccia la linea di confine sulla guerra e il ruolo dell’Italia: ‘Dirimente’”. Perbacco, che aggettivo. E sentite il resto del “convincimento”: “Quanto è successo resta elemento politico dirimente. Come dirimente è la postura da tenere sul conflitto, lì dove si sono manifestate invece gravi ambiguità”. Ohibò: posto che la postura dirimente è a 90 gradi, chi sarà mai il fellone delle gravi ambiguità? Ah saperlo. Verderami vorrebbe chiederglielo, ma parlare con Dirimente è impresa ardua.

Tutto ciò che sa di lui l’ha appreso da fonti top secret per dirimenti ragioni di sicurezza nazionale: “Raccontano che abbia apprezzato…”; “spiega ai compagni di partito…”; “dice a un collega di governo…”, anzi di “gabinetto Draghi” (appena i Migliori se ne vanno, finiscono subito nel cesso). O l’ha captato dalle dirimenti sensazioni degli “esponenti Pd che sono andati a trovarlo mentre rileggeva i dossier” e lì, senza che aprisse bocca (stava rileggendo i dossier), “hanno avvertito” che “rispetta opinioni e sensibilità diverse” (e questo rinfranca), ma “non accetta certi ragionamenti capziosi di pacifisti à la carte che criticano l’assenza di iniziative per fermare il conflitto” (e questo addolora). Per dire quante cose riesce a dire questo fenomeno senza fiatare, perché “il suo ruolo gli impedisce di replicare pubblicamente a quanti si improvvisano diplomatici”. Tipo lui che sta dove sta perché era consigliere comunale a Lodi e ora discetta di guerra mondiale: “Putin non ha mai manifestato una reale volontà di trovare un’intesa”, altrimenti gli avrebbe telefonato. E – prosegue Verderami – “il governo non è neppure certo che si terrà il faccia a faccia Biden-Putin al G20” (sennò i due avrebbero già chiesto a Dirimente se ha qualcosa in contrario). Ergo “le condizioni militari e diplomatiche hanno fatto dire al ministro della Difesa” un’altra frase storica, non sappiamo a chi: “La fase è delicata e la trattativa complessa”. Per dire il genio che stiamo perdendo. “Tra pochi giorni Guerini passerà all’opposizione, fiducioso che il futuro esecutivo terrà fede alla linea di confine ‘dirimente’”, tant’è che non si capisce perché la Meloni non lo lasci lì. Lui comunque “non farà mancare il suo contributo”. Ma alla sua maniera: non dirà una parola e il Corriere ci riempirà paginate intere, una più dirimente dell’altra.

Sorgente: Lorenzo Dirimente – Il Fatto Quotidiano

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