Ma mi faccia il piacere – Il Fatto Quotidiano

Johnny Lecchino. “’Travaglio e il Fatto ormai in campagna aperta per Putin e la sua guerra’. Un semplice tweet … innesca oggi l’intero editoriale Fatto a firma Travaglio. Guerra, governo, crisi gas, inflazione? No, conta di più un tweet che brucia. #soddisfazioni :)” (Gianni Riotta, Twitter, 9.10). L’intero editoriale dedicava a questo poveraccio appena tre righe. Ma a lui, per riconoscervisi, è bastato il titolo: “Scemi di guerra: il sequel”.

Libero docente. “Formigoni lascia i domiciliari: insegnerà alle suore straniere” (Corriere della sera, 12.10). Sorella, si lavicchia!

Un pesce di nome Zanda. “L’identità del Pd si è annacquata con il Conte 2” (Luigi Zanda, ex senatore Pd, Riformista, 11.10). Erano costretti a fare persino cose di sinistra.

Senti chi parla. “Giuliano Amato: ‘Astensionismo figlio del vuoto sotto i leader. La politica era partecipazione, ora c’è sfiducia nel sistema’” (Stampa, 13.10). E lui non c’entra nulla.

Senti chi pirla. “Forza Italia… l’unico partito liberale riconosciuto dal Parlamento europeo… rappresenta i valori dei partiti che ricostruirono l’Italia” (Paolo Guzzanti, Giornale, 15.10). I valori da lui stesso mirabilmente sintetizzati nel libro Mignottocrazia. La sera andavamo a ministre .

L’oracolo di Crema. “Quando la sinistra stringe al centro… vince. Quando diventa radicale, perde… Se Conte sfondasse, per il centrosinistra si annunciano tempi duri” (Beppe Severgnini, Corriere della sera, 16.10). Diversamente da Renzi e Letta che hanno stretto al centro e perso, rischierebbe persino di vincere.

Squadra che perde. “Cambiare segretario Pd è autoflagellazione, per me Letta dovrebbe andare avanti” (Luciano Violante, Stampa, 15.10). Non solo per te: anche per la Meloni.

Chi può e chi non può. “’Sì al maxi-piano di Confindustria’. Ora lo scostamento non è più tabù. Lega e sinistra: bene la proposta di Bonomi sul nuovo deficit contro i rincari”, “La settimana corta. Intesa San Paolo propone quattro giorni di lavoro, ma rimanendo in ufficio un’ora in più” (Stampa, 11.10). Se lo dice Conte è un populista, se lo dicono Bonomi e i banchieri sono dei geni.

Tanti auguri. “Oggi è il compleanno di Marco Travaglio. Come regalo, dato che so che ci teneva, il 13 ottobre ci sono in Parlamento sia Berlusconi che Renzi” (Matteo Renzi, senatore Iv, 13.10). Fortuna che almeno uno dei due s’è ritirato dalla politica nel 2016.

Il razzista buono. “La Russia è uno stato terrorista. I russi sono un popolo terrorista. Quelli che da noi ogni giorno chiedono agli ucraini (agli ucraini) di fermarsi sono volenterosi complici di Putin” (Christian Rocca, direttore Linkiesta, Twitter, 11.10). E poi c’è quella terrorista kamikaze di Darya Dugina che si fa esplodere nella sua auto.

Motore immobile. “Per il Pd la strategia migliore sarebbe stare fermo” (Giacomo Papi, Repubblica, 10.10). In effetti questo Letta si muove un po’ troppo, roba da capogiro.

Il laureato. “I pm di Firenze hanno mandato in carcere il fratello di un importante parlamentare di FdI. La misura sembra sproporzionata” (Renzi, 13.10). Purtroppo sono i gip che arrestano, non i pm: ma questo la laurea in Legge l’ha presa per corrispondenza o coi punti della Mira Lanza?

Aspesi e spera. “… l’avido Conte nei miei incubi lo vedo, quale lupo mannaro, spintonare la signora (Meloni) per affiancarla nel governo” (Natalia Aspesi, Venerdì di Repubblica, 14.10). Al prossimo incubo guarda meglio: quello è il tuo idolo Renzi.

Com’è umano lui. “Berlusconi ha fatto qualcosa di buono, e molto più di quanto gli venga riconosciuto, per esempio ha costituzionalizzato una forza secessionista e una postfascista inducendole al federalismo e a una destra repubblicana, e la sinistra non gliel’ha riconosciuto” (Mattia Feltri, Stampa, 14.10). Ci ha solo governato tre volte in dieci anni.

La benzinaia. “Che il terrorismo di stato russo in atto in Ucraina sia di monito a chi si riempie la bocca di ‘pace’, storpiando la parola più grande che c’è in una misera foglia di fico per malcelare bieca ideologia, cinismo e paura” (Nathalie Tocci, Cda Eni, Twitter, 10.10). C’è addirittura qualche panciafichista che vuole cinicamente la pace per paura di perdere il lavoro, chiudere l’azienda, finire brasato da una bomba atomica, anziché immolarsi per difendere dai russi il popolo del Donbass che è russo e vuole stare coi russi: donnicciole!

Il titolo della settimana/1. “Torna Berlusconi, fine della sopraffazione” (Piero Sansonetti, Riformista, 13.10). Interdizione, si chiama: in-ter-di-zio-ne.

Il titolo della settimana/2. “’La piazza della pace non è di Giuseppe Conte’. Parla Furfaro” (Foglio, 12.10). Beh, ubi Furfaro minor cessat.

Il titolo della settimana/3. “Philip Breedlove: ‘Se Putin usa l’atomica è perché ha perso’” (Stampa, 11.10). Ah beh allora: sono soddisfazioni.

Il titolo della settimana/4. “Ian Bremmer: ‘Ora nuova escalation. Mosca vuole coinvolgere la Nato nel conflitto’” (Stampa, 9.10). Con tutti gli sforzi che fa la Nato per tenersene fuori.

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