L’alternativa del Nano – Il Fatto Quotidiano

A tre settimane dal voto dobbiamo già scegliere fra il peggio e il peggio: alla Giustizia preferiamo Casellati o Nordio, calcolando che la seconda ipotesi prevede l’on. avv. Sisto vicepresidente del Csm? Casellati sarebbe una Guardasigilli voluta da B. e abolirebbe la legge Severino (votata nel 2012 sia da lei sia da B.) perché glielo chiede B.. Nordio viceversa sarebbe un Guardasigilli non voluto da B. e abolirebbe la Severino perché pensa che sia un abominio escludere i pregiudicati dal Parlamento. L’una lo farebbe per convenienza, l’altro per convinzione, ma invertendo l’ordine dei fattori il prodotto non cambierebbe. Se non per il fatto che, nel secondo caso, l’organo di autogoverno della magistratura sarebbe guidato dall’ex avvocato di B. nel processo di Bari per induzione a tacere del suo pappone Gianpi Tarantini sulle mignotte a domicilio. La scelta fra due opzioni che producono un risultato pessimo era nota come “L’alternativa del Diavolo” nel romanzo di Frederick Forsyth. Ora è “L’alternativa del Caimano”. E la dobbiamo agli elettori e agli eletti di destra che non riescono a trovare dei ministri normali; ma anche ai vertici del Pd che li hanno aiutati a vincere. Ci avevano raccontato che la destra ci avrebbe trascinati fra le braccia di Putin e Orbán, invece in politica estera non cambierà nulla. È sulla giustizia che riusciranno nell’ardua impresa di fare ancor peggio di Draghi&Cartabia.

Dobbiamo solo scegliere che faccia avrà il peggio. Quella della Serbelloni Casellati Vien Dal Mare (e pure dall’Aria: è madrina ad honorem del personale viaggiante), arciconvinta che B. pensasse davvero che l’egiziano Mubarak avesse una nipote marocchina? O quella dell’ex pm veneziano, che si scordò per quattro anni nel cassetto il fascicolo su D’Alema e Occhetto lasciandolo prescrivere perché aveva altro da fare (cosa?), e nel 2003, da magistrato, banchettò da “Fortunato al Pantheon” con Previti un mese prima che fosse condannato per corruzione di giudici perché “è simpatico e brillante e non è un mio imputato”? E B. ci aveva pure avvertiti con l’unico discorso serio che conosce: una barzelletta. “Gheddafi chiede a Berlusconi di inviare una delegazione in Libia e lui manda due sfigati: Cicchitto e Bondi. Questi cadono nelle mani dell’unica tribù ribelle e finiscono legati a un palo. Attorno a loro i guerrieri danzano urlando ‘bunga bunga’. Lo stregone domanda a Cicchitto: ‘Morire o bunga bunga?’. Cicchitto risponde: ‘Bunga bunga’. E tutti i guerrieri profittano di lui. A quel punto lo stregone si rivolge a Bondi: ‘Morire o bunga bunga’? Bondi, vista la fine che ha fatto Cicchitto, dice: ‘Morire’. E lo stregone: ‘Sì, bene morire, ma prima un po’ di bunga bunga’”. Ecco, gli sfigati siamo tutti noi.

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