Nascono i Gruppi Territoriali del Movimento 5 Stelle. Aderisci anche tu! – Movimento 5 Stelle

È una vera rivoluzione organizzativa quella che da oggi parte per la comunità del MoVimento 5 Stelle. Da oltre un anno ci siamo posti l’obiettivo di perseguire un forte rinnovamento e di dotarci di una struttura organizzativa che consenta una sempre maggiore partecipazione degli iscritti ai processi democratici interni e a rafforzare la presenza dei …

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Sondaggi, Fratelli d’Italia oltre il 30%, M5S davanti al Pd. Il futuro è questo? Segui la diretta con Peter Gomez – Il Fatto Quotidiano

Sondaggi, Fratelli d’Italia oltre il 30%, M5S davanti al Pd. Il futuro è questo? Alle 16 la diretta con Peter Gomez

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M5s, Conte lancia i gruppi territoriali: “Abbiamo bisogno di alimentare la nostra azione politica con idee e proposte dal basso” – Il Fatto Quotidiano

“Oggi è una giornata importante per il M5s: prendono vita i gruppi territoriali“. Lo ha annunciato su Twitter il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte che in un video spiega che “ciascuno potrà iscriversi al gruppo territoriale della propria città e ci consentirà di piantare salde le nostre radici, nelle città, nei Paesi, nei […]

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I nuovi putiniani – Il Fatto Quotidiano

Forse sono rondini che non fanno primavera, ma segnalano che qualcosa si muove. Mentre le truppe ucraine rientrano a Kherson abbandonata da 30 mila russi, il capo di Stato Maggiore Usa Mark Milley dichiara che è ora di “afferrare l’opportunità per possibili soluzioni diplomatiche”. Biden, colto in contropiede, precisa di non aver mai concesso “assegni in bianco all’Ucraina”. Fa filtrare di aver chiesto a Zelensky di abbassare le penne anzitutto sulla Crimea, con “richieste e priorità realistiche per negoziare con la Russia”. E inizia a parlare seriamente di Ucraina con Xi Jinping. Il capo della Cia Burns incontra gli omologhi russi ad Ankara. Il capo della Nato Stoltenberg invita a “non sottovalutare la Russia” e prevede “mesi difficili per l’Ucraina”: il Generale Inverno che aiuterà i russi a riorganizzarsi per scatenare controffensive o mantenere lo stallo che ancora le avvantaggia. Già: le cose sono più complicate e pericolose di come le fa la nostra stampuccia che scambia la guerra per il derby e il ritorno a Kherson per la disfatta definitiva di Mosca. Dopo 260 giorni di combattimenti e almeno 250 mila morti fra ucraini e russi, Putin è al suo posto, la Russia non è collassata per le sanzioni (che rischiano di far collassare noi), il mastodontico invio di armi all’Ucraina – sempre più misera, ma assurta a seconda potenza militare del continente – e la sua controffensiva hanno appena scalfito il controllo russo sulle quattro regioni occupate e annesse, le opinioni pubbliche europee sono sempre più sfibrate e ostili ai sacrifici economici, militari ed energetici, mentre Biden è riuscito a pareggiare il voto di Midterm solo discostandosi dal bellicismo forsennato degli inizi.

Ma, ora che ne parlano apertamente gli americani, la parola “negoziato” trova finalmente cittadinanza anche nel nostro manicomio domestico, dove fino a ieri era sinonimo di putinismo e di resa. Noi del Fatto, anti-putiniani da sempre (dal 1999, non dal 24 febbraio ’22), ci siamo presi volentieri la taccia di “putiniani”, finendo in tutte le liste di proscrizione degli interventisti da divano, pur di dare un contributo all’informazione e alla Costituzione. Come sempre, non dovremo pentirci né vergognarci di nulla, quando finalmente il negoziato partirà. Aspettiamo invece i foreign fighter all’amatriciana che marciano da otto mesi e mezzo sui loro sofà bombardando chi osa parlare di negoziati e organizzando cortei per la guerra. Speriamo di trovarne almeno uno coerente che, quando ucraini, russi e americani si siederanno al tavolo, non scatti sull’attenti. Ma insegni a Zelensky “la distinzione fra aggressore e aggredito” e aggiorni la lista dei putiniani e dei “pacifinti” infilandoci pure Biden.

Sorgente: I nuovi putiniani – Il Fatto Quotidiano

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