I fatti e le chiacchiere – Il Fatto Quotidiano

Da due settimane, dopo la falsa emergenza rave party, i media non parlano d’altro che della batracomiomachia Italia-Francia su migranti e Ong: Meloni attacca, Macron contrattacca, Mattarella chiama Macron (o viceversa), La Russa fa il poliziotto cattivo, Tajani quello buono, Piantedosi quello tonto. Sdegno della sinistra politico-giornalistica: oddio, i sovranisti razzisti ci isolano e spaccano l’Europa, che fino a ieri era un’isola felice (infatti ogni Paese Ue si fa i fatti suoi su guerra, energia, tassi, fisco, migranti e Ursula e Michel si fanno i dispetti). Risultato: per i migranti non cambia nulla, visto che né in Italia né in Francia né in Europa si intravede alcunché di risolutivo. Solo sceneggiate e controsceneggiate, chiacchiere e controchiacchiere. Intanto, nel sondaggio Swg per Mentana, le tre destre guadagnano l’1,6% (e vanno al 46%) e il M5S lo 0,2, il Pd resta al palo, i rossoverdi perdono lo 0,2 e Ollio & Ollio lo 0,4. Si ripete paro paro lo spettacolo quotidiano del Conte-1: tutti inseguivano le sceneggiate e le chiacchiere di Salvini – maggior produttore mondiale – e lui si gonfiava nei sondaggi come la rana di Esopo. Ma allora c’era almeno una logica in quella follia: pompare la Lega per affossare i 5Stelle, sperando che chi li aveva votati tornasse all’ovile Pd. Ora le tre destre al governo crescono tutte, mentre le opposizioni calano (a parte Conte). Geniale.

Qualche lettore ci domanda perché il Fatto, in prima pagina, si occupa di guerra e negoziati, bollette, tetto al cash, Rdc, Superbonus, autonomia differenziata anziché di Giorgia che fa la bua a Emmanuel (o viceversa): perché sono chiacchiere, non notizie, e dovremmo tutti imparare la distinzione. A proposito: ieri uno svalvolato fratello d’Italia che naturalmente è sottosegretario alla Salute, tal Gemmato, ha detto che non è provato il contributo dei vaccini contro il Covid: una scemenza assoluta, che nulla ha a che vedere con le sacrosante critiche all’obbligo vaccinale e al Green pass per lavorare. Ma pure quella è una chiacchiera, una sceneggiata per lanciare messaggi a chi sperava di vedere alla Salute non il rettore vaccinista Schillaci, ma Enrico Montesano. Cambierà qualcosa nella lotta al Covid e nelle nostre vite dopo la sparata di Gemmato? Nulla. I vaccini resteranno e chi avrà perso tempo, fiato e inchiostro a indignarsi per Gemmato li sprecherà per le nuove sparate di altri svalvolati al governo. Tutto pur di non occuparsi della realtà: per esempio, il fallimento delle quarte dosi per i fragili over 60, che vedono l’Italia all’ultimo posto in Europa. Colpa di Gemmato? No, del governo Draghi, che negli ultimi sei mesi esisteva solo sui giornaloni. Infatti oggi non ne parlerà nessuno: molto meglio lo svalvolato.

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