I Legnanesi – Il Fatto Quotidiano

Siccome la politica è la prosecuzione dei Legnanesi con altri mezzi, la Moratti nega di essere mai stata di centrodestra. E fa ingelosire Bonaccini, che giura di non essere mai stato della corrente di Renzi: infatti alle primarie del 2013 era solo il coordinatore del comitato per Renzi (che poi lo candidò a presidente dell’Emilia-Romagna) e ora è sostenuto dalla corrente renziana Base Riformista. Con cui lui, beninteso, non ha mai avuto nulla a che fare. In attesa che B. giuri sulla testa dei suoi figli di non essere mai stato berlusconiano e che la Meloni dica “Io sono Pina, sono un uomo, sono uno zio e sono avventista del settimo giorno”, a destra il più lesto nel travestitismo è Salvini. Che ieri, come vicepremier e ministro, ha firmato l’abolizione dal 2024 del Reddito di cittadinanza agli “occupabili”: cioè ai disoccupati e ai lavoratori con paghe da fame, che nel vocabolario destronzo sono sinonimo di fancazzisti. Ora, ognuno è libero di abolire le leggi che vuole, se non fossero le sue: e il Rdc è dei 5Stelle, ma anche di Salvini. Che solo tre anni fa fu determinante per approvarlo (invece il Pd, che ora lo difende a spada tratta, votò contro definendolo “fuffa e truffa”). E se ne vantò pure.

“Darò il mio sostegno a questo atto di civiltà, a questo aiuto ai disoccupati, ai bisognosi dimenticati e a tutti gli ultimi” (8.1.2019). “Sugli effetti di reddito di cittadinanza e quota 100 in posti di lavoro non diamo numeri, ma mettendo insieme gli italiani difesi e tutelati da reddito, quota 100, flat tax e pace fiscale parliamo di 10 milioni di italiani: 10 milioni che avranno un vantaggio, un aiuto, un sostegno. Fra un anno vediamo se avrò ragione io o la Fornero: io un’idea ce l’ho” (17.1.19). “Ringrazio il premier Conte e l’amico Di Maio perché tutto questo non sarebbe stato possibile senza un governo compatto e determinato che mette il lavoro al centro. Reddito e quota 100 sono solo l’inizio, ma oggi la legge è qua: sono estremamente felice e orgoglioso. È il coronamento di anni di battaglie” (29.1.19). “Sono felice dell’operazione reddito di cittadinanza, è utile mettere soldi in tasca a milioni di italiani che non hanno niente mentre l’economia rallenta: serve ai consumi e alla dignità delle persone. Il governo deve dare, non prendere” (4.2.19). “Credo nel reddito di cittadinanza perché è giusto: è uno strumento di sostegno ai disoccupati e ai poveri che in Italia sono 5 milioni. E un Paese con 5 milioni di poveri non può tornare a correre. Quei soldi, per molte famiglie, faranno la differenza” (Non è l’Arena, La7, 19.2.19). “Nel primo giorno utile per le richieste di Reddito, vedo dati molto positivi. La prima regione per richieste è la mia Lombardia, e quindi orgoglio nell’orgoglio” (7.3.19). Però i Legnanesi fanno molto più ridere.

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