Il bugiardo sincero – Il Fatto Quotidiano

Il 15 luglio, quando Draghi provò a svignarsela, dimettendosi dopo la fiducia di entrambe le Camere, ma senza il voto dei 5Stelle sul dl Aiuti+inceneritore, il Fatto titolò: “Il Papeete di Draghi: s’è sfiduciato da solo”. Poi Mattarella lo rispedì in Parlamento. Ma lui il 20 luglio fece di tutto per non farsi fiduciare da M5S, FI e Lega, e ci riuscì. Il Fatto titolò “Sono sempre i Migliori quelli che se ne vanno. Draghi si autoaffonda: prende a calci M5S e Lega, che non lo votano”. Per quei due titoli fummo linciati da un ampio stuolo di paraculi che negavano l’evidenza: Draghi non vedeva l’ora di fuggire prima che scoppiasse la bomba sociale aggravata dal suo dolce far nulla dopo la trombatura quirinalizia. Ora Renzi rivela che le cose andarono proprio così: furono il Pd e Draghi a opporsi al Draghi bis senza i 5Stelle, ormai superflui dopo la scissione Di Maio.

Narra l’Innominabile che il 20 luglio, in Senato, aveva convinto la Lega: “Salvini mi fa segno con la testa che lui sul Draghi bis c’è e Giorgetti scende a confermarlo… E se c’è la Lega, FI non può che starci”. Resta da convincere il Pd: “Fermo Franceschini, lo vedo scettico: ‘A noi conviene lasciare che sia la destra a intestarsi la fine di Draghi. E si va a votare. Noi faremo una campagna elettorale tutta impostata sul rivendicare Draghi e lasceremo che Di Maio svuoti i 5Stelle”. Come no. Renzi parla in segreto anche a Draghi: “Mario… ti dimetti senza attendere il voto… Si fanno le consultazioni e la maggioranza delle forze politiche indica il Draghi bis per 10 mesi, da qui a maggio 2023… con i grillini all’opposizione”. Ma “Draghi non mi sembra per nulla convinto”. Anche perché ha appena preso a pesci in faccia i 5Stelle e il centrodestra per esser certo che non gli votino la fiducia. E, ottenuto lo scopo, va tutto giulivo a dimettersi, senza che Mattarella possa più trattenerlo. Né Draghi né Salvini né Giorgetti né Franceschini hanno smentito la ricostruzione: quindi dev’essere vera. Resta da capire perché Renzi, avendo saputo (anzi fatto) quelle cose, la sera stessa disse: “Questa crisi grottesca e assurda l’han voluta i 5Stelle. Il primo colpevole è Conte che l’ha aperta, il secondo Salvini che l’ha portata a termine. E anche FI si è accodata ai grillini”. E l’indomani: “Ieri eravamo riusciti in un mezzo miracolo: avevamo convinto il premier a tornare sui suoi passi e a fare i suoi ultimi dieci mesi… Draghi si era convinto… Ma la sua serietà è stata messa in crisi dall’incompetenza e dal populismo del duo Conte-Salvini”. Non solo: “Il Pd e Speranza volevano convincere il M5S a votare la fiducia per fare il Conte-ter giallorosso con Draghi, buttando fuori la Lega”. Cinque o sei versioni dello stesso fatto: per restare bugiardo anche l’unica volta che (forse) dice la verità.

Sorgente: Il bugiardo sincero – Il Fatto Quotidiano

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