Ma mi faccia il piacere: 27-05-2024

L’editoriale di Marco Travaglio

Ma mi faccia il piacere: 27-05-2024

La vera vittima. “La voce di Luciano Benetton è ferma. Ha sempre avuto uno sguardo positivo… Persino il sopportare la tragedia del ponte Morandi…” (Daniele Manca, Corriere della sera, 25.5). Povera stella, quei 43 fottuti morti non gli hanno ancora chiesto scusa.

Prima e dopo la cura. “Numero contagi e morti continua a salire… Il virus non va inseguito ma anticipato. Bisogna chiudere tutto salvo farmacie, alimentari e servizi essenziali” (Giorgia Meloni, leader FdI, dopo il lockdown già indetto da 12 giorni dal governo Conte, 21.3.2020). “Noi limitiamo la libertà? Voi avete chiuso in casa le persone durante il Covid, noi contrari” (Giorgia Meloni, premier FdI, 25.5.2024). Chissà se le due Meloni si conoscono.

La Via della Sega. “Il perno saudita. Riad è di nuovo un partner per provare a dare stabilità al medio oriente” (Vittorio Emanuele Parsi, Foglio, 22.5). Dev’essere il perno della sega elettrica di bin Salman.

Liberi e Forti. “L’abbraccio, le lacrime, l’applauso dei vicini a Chico Forti in trasferta dal carcere nel Veronese: ‘Non ci speravo’” (Stampa, 23.5). “‘Chico trattato da star’. Per gli altri prigionieri gode di molti privilegi: dal vitto agli abbracci col deputato FdI Di Giuseppe” (Repubblica, 23.5). Fanno ancora in tempo a candidarlo.

Ha stato Putin. “L’Ue e l’Ucraina non vogliono negoziare? Ecco gli atti ostili di Putin per continuare la guerra” (Foglio, 23.5). Ma non era Putin a non voler negoziare?

Soddisfazioni. “Mai dare per spacciato un ucraino: l’incredibile vittoria del pugile russofono che si batte per la sua patria” (Antonio Polito, Corriere.it, 20.5). “Ucraina, vittoria sul ring. Usyk re dei pesi massimi di boxe diventa un simbolo di guerra” (Anna Zafesova, Stampa, 20.5). Quindi è fatta.

La Nona. “Il no di Zelensky alla tregua olimpica unica strada per tutelare l’Ucraina. Con che coraggio Macron chiede il cessate il fuoco, senza considerare i danni per Kiev? Sarebbe una concessione militarmente sbagliata che renderebbe solo i russi più offensivi” (Nona Mikhelidze, Stampa, 23.5). Putin: “Contenti voi…”.

Le parole per dirlo. “L’Ucraina è stanca fra imboscati e bombe di Mosca” (manifesto, 23.5). Ma non erano pacifisti obiettori di coscienza?

En amitié. “Lupi: “Redditometro, giusto fermare tutto. Noi siamo per un Fisco amico e collaborativo” (Corriere della sera, 23.5). Giusto: i carabinieri inizino a fare amicizia con i ladri, i rapinatori e i truffatori per una proficua collaborazione.

Ballometro. “Giorgia smonta il redditometro. Delusione per Visco e compagni” (Libero, 23.5). Il famoso compagno Leo.

Il pool stragista. “Il ricordo malato della morte di Falcone. In quei giorni non c’erano solo le stragi dei corleonesi, ma anche un altro tipo di bomba, quella lanciata dal pool Mani Pulite” (Tiziana Maiolo, Riformista, 23.5). Vergogniamoci per lei.

 

Non più di tre. “Tre assoluzioni non bastano? Mori ora è indagato per le stragi mafiose del ‘93” (Dubbio, 22.5). Ma perché, c’è un numero chiuso sulle indagini?

Slurp. “La normalità di Tajani, ex monarchico, rivoluzionario con garbo. Rispetta le istituzioni, ama la mediazione e ora si parla di lui al posto di von der Leyen” (Fabrizio Roncone, Sette-Corriere della sera, 24.5). Ernesto Che Tajara.

L’ostaggio. “Se a Toti non verrà restituita la libertà e con essa l’agibilità politica, non si può più parlare di arresto bensì di sequestro di persona e di ricatto da parte di un organo dello Stato” (Alessandro Sallusti, Giornale, 24.5). Ma infatti.

Il partigiano Johnny. “Giovanni Toti resiste, ma è solo: il centrodestra lo abbandona e i pm festeggiano” (Unità, 25.5). Fortuna che gli resta Sansonetti.

Da Noemi a Marta. “Stregata da Silvio leader fin dai tempi del liceo. Incantata da lui da quando avevo 14 anni” (Marta Fascina, deputata FI, Giornale, 20.5). E non era neanche l’unica.

Il titolo della settimana/1. “La riforma del fisco secondo Matteotti. Rigore e giustizia contro i populisti” (Domani, 23.5). I famosi populisti della Belle Èpoque.

Il titolo della settimana/2. “I mandati di arresto richiesti dal procuratore capo della Corte penale internazionale… fanno malissimo alla pace. L’allontanano” Stefano Stefanini, Stampa, 23.5). Parla del mandato per Putin e della pace in Ucraina, ovviamente.

Il titolo della settimana/3. “Scurati, la presidente Rai nega censure. Il Pd attacca: ‘Perché adesso ritratta?’” (Stampa, 23.5). Magari ha letto le carte. O il Fatto, per fare prima.

Il titolo della settimana/4. “Lucia Annunziata: ‘Sulle armi un bene avere idee diverse. Significa che nel Pd c’è dibattito’” (Stampa, 25.5). No, significa che il Pd truffa gli elettori.

Il titolo della settimana/5. “I detenuti di Verona: ‘Chico Forti è innocente e per noi è un esempio’” (Libero, 24.5). Ha già iniziato a dare lezioni.

Il titolo della settimana/6. “Toti come Craxi” (Paolo Macry, Riformista, 25.5). Ah, quindi è colpevole anche lui.

Il titolo della settimana/7. “Toti, 8 ore davanti ai pm” (Repubblica, prima pagina, 24.5). Dietro, pareva brutto.

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