Salis & tabacchi

L’editoriale di Marco Travaglio

Salis & tabacchi

È difficile parlare del nuovo caso Salis senza essere confusi con la stampa di destra, che tratta chi occupa case come un pendaglio da forca e beatifica frodatori fiscali, amici dei mafiosi, corrotti, corruttori e ultimamente pure assassini tipo Chico Forti. Ma ci proviamo lo stesso, perché il berlusconismo di sinistra che ha portato Fratoianni e Bonelli a far eleggere spensieratamente Ilaria Salis e poi a sposarne l’apologia delle occupazioni abusive di case popolari, fino a proporne la depenalizzazione, rischia di disarmare le opposizioni sul tema cruciale della legalità. I reati non sono tutti uguali, né tutti immorali: chi non ha un tetto e viola le legge per averne uno (ma non è il caso della Salis, che pure deve all’Aler 90 mila euro di indennità per un immobile occupato) non è un mascalzone. Ma i leader di Avs dovrebbero spiegare alla loro eurodeputata che non è più una semplice attivista del movimento pro casa: ora rappresenta il popolo italiano in Europa per fare e cambiare le leggi, non per istigare a infrangerle. E le leggi che impongono agli indigenti di mettersi in fila per le case popolari secondo graduatorie basate sulle reali esigenze di ciascuno non le ha fatte il fascismo, né Orbàn: le ha fatte uno Stato democratico che, come tutti, non può tollerare le scorciatoie di minoranze prepotenti o violente armate di tronchesi o grimaldelli che passano davanti a tanta brava gente in attesa da anni, per prendersi ciò che non è loro: è un bene pubblico, cioè dei cittadini. Sennò chi rispetta le regole e aspetta pazientemente le liste d’attesa passa per fesso. Le procedure di assegnazione sono lente, inique e inefficienti? I parlamentari vengono eletti e profumatamente pagati per renderle spedite, eque ed efficienti: non per legalizzare l’illegalità di chi le calpesta.

Con che faccia Fratoianni e Bonelli torneranno a invocare (come fino a ieri) lo sgombero di Casapound dall’edificio occupato a Roma? Diranno che le occupazioni abusive possono farle solo i centri sociali amici loro e quelli di destra no? E, a proposito di doppiopesismi: se qualche picchiatore fascista italiano fosse arrestato in giro per l’Europa per aver menato manifestanti di sinistra e FdI o la Lega lo facessero eleggere per farlo evadere, da che pulpito l’opposizione contesterebbe la follia tutta berlusconiana di candidare impresentabili per meriti penali e spacciare i voti per un lavacro che cancella i reati? Gli attivisti hanno tutto il diritto di contestare le leggi, anche violandole per obiezione di coscienza ed esponendosi alle conseguenze. I parlamentari che le scrivono e le votano devono essere i primi a rispettarle. Sennò diventano una parodia dei rivoluzionari, quella immortalata da Leo Longanesi: “Il sogno degli italiani è fare la rivoluzione d’accordo con i carabinieri”.

 

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