Il video dell’aggressione alla Camera: Donno (M5s) porta il Tricolore a Calderoli, il leghista Iezzi cerca di picchiarlo

Donno (M5s) porta il Tricolore a Calderoli, il leghista Iezzi cerca di picchiarlo

Surreale scena alla Camera dei deputati. L’onorevole Leonardo Donno (M5s) ha portato il Tricolore – in segno di protesta – al ministro Roberto Calderoli mentre si parlava, in Aula, di autonomia differenziata. È subito scoppiato un parapiglia: Lorenzo Fontana ha espulso Donno, i commessi sono intervenuti per separare deputati di maggioranza e opposizione, mentre Igor […]

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Rissa alla Camera: Iezzi (Lega) tenta di aggredire a Donno (M5s), il deputato 5 stelle finisce a terra, poi è portato via dai paramedici

Iezzi (Lega) tenta di aggredire a Donno (M5s), il deputato 5 stelle finisce a terra, poi è portato via dai paramedici

Caos nell’aula della Camera. Il deputato M5S Leonardo Donno ha provato, secondo quanto viene riferito da fonti parlamentari, a consegnare una bandiera dell’Italia al ministro Roberto Calderoli. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana lo ha espulso. Alcuni parlamentari della destra sono partiti dai banchi per aggredire il parlamentare dei 5 Stelle. In particolare Igor Iezzi […]

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Premierato: via libera all’articolo 5 tra le proteste, passa l’elezione diretta del premier

Il Senato ha dato il via libero all’articolo 5 del ddl sul premierato, quello che introduce l’elezione diretta del presidente del Consiglio.

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Astensione programmata

 

L’editoriale di Marco Travaglio

Astensione programmata

Evviva, “torna il bipolarismo”! FdI&Pd come ai bei tempi di B.&Prodi! Le mafie, che si portano sempre avanti, l’avevano capito da un pezzo. La Procura di Reggio Calabria ha appena scoperto che alle Regionali del 2020 e alle Comunali del 2021 la ’ndrangheta portò voti a FdI&Pd e ha indagato un consigliere regionale FdI, un consigliere regionale Pd e il sindaco dem Falcomatà per scambio politico-mafioso. Sono gli stessi partiti già finiti a vario titolo nelle inchieste sui voti sporchi in Puglia, in Piemonte, in Sicilia e nella stessa Calabria. Quelli che esultano per le vittorie alle Europee, trainate dalle valanghe di preferenze dei loro candidati. Voti per le due leader-donna e i loro big che scaldano i cuori, certo. Ma anche voti sporchi dei portatori d’acqua che non vanno tanto per il sottile, garantendosi vita eterna perché assicurano ai partiti uno “zoccolo duro” sotto cui non si scende neppure nelle crisi nere. Sono i valvassini e i valvassori dei vassalli che la Schlein scomunicò come “cacicchi” per farsi eleggere segretaria e, quando lo divenne, giurò di cacciarli. Poi li ha messi tutti in lista, e buon per lei: senza i loro voti, raccattati a qualsiasi prezzo mentre lei predicava la questione morale dalla piazza di Berlinguer a Padova, non avrebbe superato il 20%. E sarebbe nei guai come Conte (che i cacicchi non li ha perché la mannaia dei due mandati li uccide nella culla). Lo stesso fa la destra, che i pacchetti di voti se li tramanda da Dc&Psi a FI alla Lega a FdI senza neppure porsi il problema, anzi: sono investimenti.

I nomi dei titolari sono arcinoti: ogni volta che una cimice o un trojan ne immortala qualcuno all’opera, i giornali fanno la lista completa con numeri e tariffe dei voti. E tutti a denunciare il sistema marcio, ad annunciare “repulisti”, a varare “codici etici” e naturalmente a citare l’intervista di Berlinguer a Scalfari del 1981, che fa fine e non impegna. Poi però c’è sempre qualche elezione alle porte e la fame di voti vince sulla sete di legalità. Soprattutto se fra gli elettori la questione morale passa di moda per stanchezza, rassegnazione, problemi più urgenti. Guardate le Europee: quasi tutti gli impresentabili vengono eletti e negli epicentri degli scandali, da Bari a Torino, da Genova al Regno delle Due Sicilie, vincono i partiti più invischiati nel voto di scambio. Chi scambia voti vota, chi si indigna sta a casa e aumenta il valore di ogni voto scambiato. È la famosa “astensione programmata”. Ma adesso gli indignati speciali per gli scandali di un mese fa se li scordano, anzi esaltano chi vince anche col voto di scambio. Che da domenica sera si chiama “radicamento sul territorio”. Tanto, come dice l’uomo della famiglia ’ndranghetista a Falcomatà, “meno votano e meglio è”. E il sindaco Pd: “Certo, appunto”.

 

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M5s: Conte raduna gli eletti dopo la sconfitta

Ora assemblea costituente per discutere modifiche alle regole

Ha riunito deputati e senatori per annunciare “un’assemblea costituente” che modifichi le regole interne del Movimento 5 stelle, offrendo la sua “disponibilità a mettersi per primo in discussione“. Riparte così Giuseppe Conte, dopo il crollo delle Europee. A 48 ore dalla chiusura delle urne, col Movimento sceso sotto il 10%, l’ex premier ha radunato l’Assemblea […]

 

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