In Edicola sul Fatto Quotidiano del 5 Agosto: Il governo butta altri 50 milioni dal Ponte. Spreco continuo – Il Fatto Quotidiano

Il governo butta altri 50 milioni dal Ponte. Spreco continuo. Dopo il miliardo già speso per nulla. FI-Lega-Iv in festa. Giovannini parla di un “attraversamento stabile dello stretto” poi confessa: fondi dal ’23 per gli “studi”. Salini torna a sperare

Sorgente: In Edicola sul Fatto Quotidiano del 5 Agosto: Il governo butta altri 50 milioni dal Ponte. Spreco continuo – Il Fatto Quotidiano

Hits: 133

Coronavirus, i dati – nelle ultime 24 ore 6.596 nuovi casi, 215.748 tamponi e 21 morti – Il Fatto Quotidiano

Sono 6.596 i nuovi positivi al virus SarsCov2 nelle ultime 24 ore in Italia, a fronte di 215.748 tamponi processati tra molecolari e antigenici. Ieri erano stati 209.719. Lo rende noto il Ministero della Salute. Si registra, così, un aumento del tasso di positività che dal 2,3% di ieri passa al 3,05% di oggi. In […]

Sorgente: Coronavirus, i dati – nelle ultime 24 ore 6.596 nuovi casi, 215.748 tamponi e 21 morti – Il Fatto Quotidiano

Hits: 31

Cyberfaccedaculo – Il Fatto Quotidiano

Qualcuno forse ricorderà che, tra le poderose ragioni della guerra dei renziani e del resto del centrodestra al Conte-2, insieme all’imprescindibile Mes, ai tecnici del Recovery e al Ponte sullo Stretto, c’era la fondazione o agenzia pubblico-privata per la cybersicurezza, coordinata dal Dis presso Palazzo Chigi. Il progetto, nato sotto il governo Gentiloni e rimasto nel cassetto sebbene finanziato con 2 miliardi di fondi europei, serviva ad attrezzare lo Stato contro gli attacchi hacker. Ma bastò che lo riproponessero Conte e il capo del Dis Vecchione per scatenare l’allarme democratico: orrore, scandalo, abominio, chissà cosa c’è sotto di losco. Il 6 dicembre, prima di bloccare il Pnrr in Consiglio dei ministri, l’italovivo Rosato tuonò: “Guai a inserire nella legge di Bilancio la cybersicurezza”. E la sua spalla dem Delrio rincarò su Rep: “Sulla cybersicurezza, senza il parere positivo del Copasir, non si deve procedere”. Il 9 dicembre, in Senato, l’Innominabile strillò: “Così si aggira il Parlamento. Se nella legge di Bilancio ci sono norme sulla governance del Recovery e sulla Fondazione per la cybersicurezza, votiamo no” (lui che nel 2016 aveva tentato di piazzare l’amico Carrai a capo di un’Unità di missione sulla cybersecurity a Palazzo Chigi, poi stoppata da Mattarella).

Il 30 dicembre Conte insisté col progetto, anche perché l’Italia rischiava di perdere i 2 miliardi Ue. Ma, oltre ai renziani, insorse pure il Pd: Linkiesta, mai smentita, scrisse che “Zingaretti, Orlando e tutto il vertice Pd hanno notificato a Conte che questa Agenzia non si farà mai”. L’8 gennaio Conte incontrò le delegazioni di M5S, Pd, Leu e Iv per chiudere l’accordo sul Pnrr. Ma il capogruppo Iv Faraone gettò subito la palla in tribuna con i soliti Mes&cybersecurity. Una settimana dopo l’Innominabile aprì la crisi ritirando le sue ministre e tacciando il premier di “vulnus per la democrazia”. Poi arrivò Draghi e il 14 aprile Gabrielli, sottosegretario ai Servizi, annunciò un’Agenzia pubblico-privata per la cybersicurezza coordinata dal Dis presso Palazzo Chigi, finanziata con 2 miliardi Ue. Applausi scroscianti da Pd, Iv e destre. L’altroieri l’attacco hacker alla Regione Lazio. Raffaella Paita (Iv): “L’agenzia per la cybersicurezza parta subito”. E i giornali che gridavano all’attentato alla democrazia quando la voleva Conte si spellano le mani. Rep: “Siamo rimasti fermi al Giorno Zero con una sovranità digitale limitata o totalmente assente”. Giornale: “Urso: siamo in ritardo, ma ok dal Senato prima delle ferie’”. Stampa: “L’Italia in ritardo ora corre ai ripari”. Fusani (Riformista): “L’Italia, con un colpevole ritardo di tre anni, ha dato il via all’agenzia”. Peggio dei cyberpirati ci sono soltanto i cyberspudorati.

Sorgente: Cyberfaccedaculo – Il Fatto Quotidiano

Hits: 243