La resa dei tonti – Il Fatto Quotidiano

I pretendenti al Coglione d’Oro della campagna elettorale sono legione. Ma la palma va senz’altro ai geni della politica e dei media che, avendo scommesso sull’Agenda Draghi (il nulla cosmico) e dunque sui noti trascinatori di folle Letta, Calenda, Renzi, Bonino e Di Maio (il nulla cosmico), hanno puntato tutto contro il Reddito di cittadinanza proprio nel periodo dell’ultimo sessantennio con più italiani che non hanno lavoro o temono di perderlo. Non era stato proprio SuperMario, nell’harakiri al Senato, ad attaccare il Rdc (“non funziona”), oltre al Superbonus (“mal fatto e mal scritto”) che ha creato 630 mila posti di lavoro? Quando poi le volpi hanno letto i sondaggi e capito che stavano regalando praterie al M5S di Conte – dato per morto – non solo fra i ceti deboli del Sud, ma anche del Centro-Nord, hanno perso la testa (ove mai ne avessero una) e accusato Conte di “voto di scambio”. Cioè di un reato punito più severamente grazie alla legge Bonafede (governo Conte-1) e commesso dal candidato che promette soldi o altre utilità al mafioso in cambio di voti. Che c’entra con una misura erga omnes, esistente in tutta l’Ue, promessa dai 5Stelle nel 2013 e nel ’18 e realizzata nel ’19 appena andati al governo? Se promettere una riforma di equità sociale e mantenerla fosse voto di scambio, si arriverebbe al paradosso che chi onora gli impegni con gli elettori è un criminale e chi li truffa è un galantuomo. Le norme simili al voto di scambio sono quelle che consentono ai cittadini di violare leggi o di farla franca dopo averle violate: amnistie, indulti, condoni. E quelle di iniquità sociale: i favori miliardari alle grandi imprese (che poi finanziano i partiti che le foraggiano con soldi pubblici), la flat tax per abbassare le tasse ai ricchi, gli 80 euro mensili elargiti da Renzi a chi guadagnava fino a 24 mila euro l’anno, e non subito dopo le Politiche, ma subito prima delle Europee (dove volò al 40,8%).

E così Rep, che aveva aperto la campagna elettorale col mantra “Conte è morto, il futuro sono Letta, Calenda, Renzi, Bonino e Di Maio”, deve mestamente chiuderla con prime pagine in lievissima controtendenza: “Il Sud decide il voto. Sfida tra Meloni e Conte”. Salvo poi pentirsene con tre pagine su “Giuseppe Conte il Camaleonte”, firmate da ben nove giornalisti (come faranno a scrivere un pezzo a 18 mani?), per rivelare che ha governato con la Lega e poi col Pd (esattamente come il Pd, che ha governato col M5S e poi con la Lega), è devoto a Padre Pio e – orrore orrore – “ha pugnalato Draghi”. Resta da capire perché, se Draghi è così pop, crescono solo FdI, unica opposizione a Draghi, e i 5Stelle, unici a criticare Draghi. Ma gli esperti di Rep avranno molto tempo libero per spiegarcelo, dopo le elezioni.

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Elezioni, Conte: “Vogliamo la pace, facciamoci sentire”. E dalla piazza M5s si alza il coro – Il Fatto Quotidiano

“L’unica via d’uscita è un negoziato di pace. Pace, ripetiamolo forte tutti insieme. Lo volete capire? Vogliamo la pace, facciamoci sentire“. Così Giuseppe Conte esortando la folla a un coro unanime dal palco della piazza romana dove sta concludendo il suo intervento a chiusura della campagna elettorale. Il leader del Movimento 5 stelle ha poi […]

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Elezioni, Letta chiude la campagna elettorale del Pd, ma la piazza è semivuota: i video dell’alto – Il Fatto Quotidiano

Dopo l’evento del centrodestra a Piazza del popolo a Roma, la stessa piazza della Capitale è stata scelta dal Pd per il comizio di chiusura. Se all’inizio dell’evento conclusivo della campagna elettorale dem, alle 18.20, la piazza era semivuota, le presenze sono cresciute di poco un’ora dopo, quando alle 19.30 è stato lo stesso segretario […]

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Elezioni, M5s chiude la campagna a Santi Apostoli. Conte: “Ci davano per morti e si sono sbagliati”. Le immagini della piazza – Il Fatto Quotidiano

Circa 4000 persone in piazza Santi Apostoli per la chiusura della campagna elettorale del Movimento 5 stelle. Tra il pubblico Stefano Fassina e Loredana de Petris. Sul palco dopo il saluto di Giuseppe Conte, che parlerà in chiusura dell’evento, tra gli alti si sono succeduti il presidente della Camera Roberto Fico, Paola Taverna, e l’ex […]

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