Le “perle” della settimana

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – BaioLetta. “Conte insiste: no ad altre armi. Letta avverte: si pesino le parole” (Corriere della sera, a 14.5). Che a pesare le armi ci pensa lui.

Recalcàzzola. “Nei talk show televisivi, seguendo il fortunato schema collaudato nella pandemia, si invitano voci dissonanti, divergenti, fuori dal coro” (Massimo Reclcati, Stampa, 11.5). Di questo passo si rischia di precipitare financo nella democrazia.

Differenza. “C’è una buona dose di spirito anti-occidentale e anti-europeo… Che senso ha la distinzione tra armamenti difensivi e offensivi?” (Luciano Fontana, Corriere della sera, 9.5). Hai presente uno spray al peperoncino e un missile ipersonico? Ecco.

Autarchia. “La giornalista: ‘Dal collega flatulenze e offese. Contro di me il mobbing della Rai’” (Corriere della sera, 14.5). Le offese sono brutte. Ma le flatulenze, col razionamento del gas, potrebbero valere oro.

Acume. “Letta: ‘Tutti uniti, l’invasore è Putin” (Corriere della sera, 9.5). Non sembra, ma il ragazzo è sveglio.

Super partes. “In breve: il futuro ha un prezzo, ci avverte Alan Friedman, attento conoscitore della penisola, con quel tanto di distacco che si conviene a un osservatore esterno, quindi neutrale rispetto alle fazioni” (Stefano Folli, Repubblica, 14.5). Soprattutto quando imita Berlusconi spolverando la sedia di Conte.

Magari. “C’è da chiedersi cosa sarebbe successo in questi mesi se, invece di Mario Draghi nei consessi europei e statunitensi fosse apparso un premier espresso dai populisti” (Massimo Franco, Corriere della sera, 14.5). L’Ue sarebbe un po’ meno debole, l’Italia non sarebbe la Bielorussia di Biden e la pace sarebbe un po’ meno lontana.

Troppo modesto/1. “Calenda: ‘Al voto da solo. Il terzo polo bloccherà populisti e sovranisti’” (Repubblica, 15.5). “Il campo largo di Letta ormai è un colabrodo. E il 5% di Calenda stravolge gli equilibri” (Dubbio, 14.5). Il Viminale, per precauzione, sta già transennando i seggi.

Troppo modesto/2. “La confessione di Renzi: ‘Avrei dovuto fare di più contro le correnti dei pm’” (Libero, 15.5). Ma no, non buttarti giù, hai già fatto abbastanza portando in Parlamento Cosimo Ferri.

Troppo spiritoso. “Prendiamo un quotidiano che non mi ama troppo, ‘Repubblica’’” (Matteo Renzi, leader Iv, Stampa, 15.5). Uahahahahah.

Mahatmario. “Il pacifista Draghi vuole riunire tutti al tavolo dei negoziati” (Domani, 12.5). Il nuovo Gandhi.

Che fai, rubli? “(La richiesta di Putin di pagare il gas in rubli) è fondamentalmente una violazione delle contrattuale, questo è bene capirlo. I contratti sono considerati violati se questa clausola viene applicata dalla Russia” (Mario Draghi, 24.3). “Scontro sul gas in rubli. La Ue: ‘Viola le sanzioni’” (Repubblica, 13.5). “Nessuno ha mai detto che i pagamenti in rubli violino le sanzioni, è una zona grigia. Il più grande importatore di gas in Germania ha già pagato in rubli e la maggior parte degli importatori ha aperto i conti in rubli” (Draghi, 11.5). Whatever it takes.

Gelosona. “La resa dei conti in Forza Italia. Gelmini: Ronzulli sfascia il partito” (Corriere della sera, 15.5). Preferisce continuare a sfasciarlo lei.

L’esperto. “Roma tra cinghiali, gabbiani e topi: 15 anni senza il termovalorizzatore” (Francesco Merlo, Repubblica, 12.5). Un inceneritore per gli animali: wow!

Colpa sua. “Morto Valerio Onida. Cartabia: ‘Il maestro che mi ha aperto la strada’” (Repubblica, 14.4). Eddài, nessuno è perfetto.

Pizzachi? “Pizzarotti: i valori M5S ormai sono morti” (Corriere della sera, 12.5). Li ha bruciati lui nell’inceneritore.

Innocente a sua insaputa. “L’incredibile serie di errori sull’arresto di Giulia Ligresti. Fu incarcerata nel 2013, dopo 16 giorni patteggiò, fu assolta nel 2019” (Libero, 11.5). Patteggiò 2 anni e 8 mesi perchè era innocente, ma non lo sapeva.

Ma tu guarda. “La Regione: ‘Abbattiamo i cinghiali’” (Corriere della sera-Roma, 10.5). Ma non erano competenza del sindaco? Ah no, era quando c’era la Raggi.

Il titolo della settimana/1. “Il senso di Draghi per la Storia” (Mario Platero, Repubblica, 15.5). Ma anche per geografia, scienze ed educazione fisica.

Il titolo della settimana/2. “Draghi, su la fiducia degli italiani: 49,2%” (Stampa, 12.5). Con una maggioranza del 90%, è un trionfo.

Il titolo della settimana/3. “Non possiamo regalare Draghi alla sinistra”, “Non lasciamo Draghi al Pd” (Pietro Senaldi, Libero, 12.5). Massì, dài, facci un giretto pure tu.

I titoli della settimana/4. “I populisti spiazzati dal premier” (Massimo Franco, Corriere della sera, 12.5). “Draghi negli Usa spiazza i suoi critici” (Stefano Folli, Repubblica, 12.5). Bibì e Bibò.

I titoli della settimana/5. “Droni, fregate e carri armati: la lista Ue per le spese militari” (Stampa, gruppo Stellantis, 14.5). Forza Iveco (gruppo Stellantis)!

Il titolo della settimana/6. “Ai 5S dico: patti chiari e basta giravolte o niente alleanza col Pd” (Dario Nardella, Pd, Repubblica, 12.5). Ora Conte dorme con la luce accesa.

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Le “perle” della settimana

Ma mi faccia il piacere

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano)

Spie russe ovunque. “L’addetta alle pulizie irrompe a RaiNews24. ‘Scusi signora, siamo in onda’” (Giornale, 1.5). E il Copasir che fa?

Autoritratto. “La fabbrica delle fake news” (Repubblica, prima pagina, 8.5). Un numero speciale autocelebrativo.

Appena Nato. “Pronti a trattare con la Russia rinunciando alla Crimea” (Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina, 6.5). “Stoltenberg: ‘Gli alleati non accetteranno mai di dare la Crimea ai russi’” (Repubblica, 8.5). Si avvicina il giorno in cui Zelensky userà le armi della Nato per liberare l’Ucraina dagli invasori della Nato.

Compra una consonante. “Il conduttore di Zona Bianca: ‘Su Lavrov nulla da rimproverarci’. Ma da Mediaset garanzie al ministro di Putin (Repubblica, 3.5). Sono abituati a Ladrov.

La neolingua. “Se il pacifismo, se è senza se e senza ma, e senza armi, sempre e comunque, per rifugiarsi in un’impassibile neutralità, rischia di diventare un pacifismo senza testa e senza cuore” (Mattia Feltri, Stampa, 6.5). Era ora che qualcuno inventasse il pacifismo armato. Seguirà il bellicismo disarmato.

Mejo de Putin/1. “Così Draghi potrebbe dover restare più a lungo a Palazzo Chigi”, “Il Colle e quell’ipotesi di Draghi premier fino a giugno 2023” (Foglio, 7.5). Dài che adesso aboliscono le elezioni.

Mejo de Putin/2. “La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso è stata la puntata del 26 aprile. Quando a Cartabianca, talk condotto da Bianca Berlinguer, oltre al solito Alessandro Orsini e alla filosofa Donatella Di Cesare, noti per un antiamericanismo venato di indulgenza per Mosca, è stata invitata Nadana Fridrikhson, giornalista della tv del ministero della Difesa russo… accolti con fastidio a Palazzo Chigi. Da qui l’accelerazione di Fuortes – anticipata mercoledì scorso in Vigilanza, dopo un incontro con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli e il capo di gabinetto Antonio Funiciello – per modificare l’attuale forma dei talk” (Giovanna Vitale, Repubblica, 8.5). Dragov è infastidito, quindi Garofolov e Funiciellov convocano Fuortov per tappare la bocca alla dissidente e ai suoi ospiti, chiudendole direttamente il programma. Ma soprattutto per insegnare ai russi cos’è la liberaldemocrazia.

Com’è umano lui. “Draghi: ‘Va superata l’unanimità Ue’” (Sole-24 ore, 4.5). Ah ecco, in Italia no.

Giustizia alla ucraina. “Torture, stupori e sevizie: le violenze contro i civili sono sistematiche” (Iryna Venediktova, procuratrice ucraina, Stampa, 6.5). “Aiutateci a trovare le prove dei crimini” (Venediktova, Corriere della sera, 6.5). Prima emette la sentenza, poi cerca le prove.

Premio Tank. “Germania, dai cortei per la pace al sì alle armi in Ucraina: i Verdi voltano pagina” (Repubblica, 5.5). Il famoso verde militare.

Premio Attila. “Realacci: ‘L’inceneritore a Roma non è tabù’” (Foglio, 4.5). Il famoso verde merda.

Gelosone. “Più che un’intervista, quella di Lavrov a Rete4 era un comizio” (Mario Draghi, presidente del Consiglio, 2.5). Pensava di avere l’esclusiva.

Propaganda Live. “‘Guarda caso, gli americani e gli inglesi sono gli unici che non avrebbero le radiazioni di una guerra atomica, mentre le radiazioni come al solito arriverebbero sulle nostre teste…’, dice Marco Travaglio a Otto e mezzo… L’analisi dei venti applicata all’opinionistica bellica mancava, ma più la guerra va avanti più ci si avventura in nuovi inesplorati campi di in comprensibile supponenza” (Diego Bianchi, Venerdì-Repubblica, 6.5). No, gioia, non sono i venti: sono le distanze. Hai presente il metro? E il mappamondo?

Rondolingua. “Elio Germano, Sabina Guzzanti, don Fabio Corazzina, Marco Tarquinio, Luciana Castellina, Michele Santoro. Ricordatevi questi nomi. Hanno scelto gli assassini, i torturatori, gli stupratori. Non lo dimenticheremo” (Fabrizio Rondolino, Twitter, 5.5). Brrr che paura.

I titoli della settimana/1. “Letta s’è stufato di Conte” (Foglio, 3.5). “Il premier è stufo dei Cinquestelle” (Pietro Senaldi, Libero, 4.5). Oh no, povere stelle, e adesso come facciamo?

I titoli della settimana/2. “Mps: tutti assolti in appello. Bye-bye Grillo e Travaglio” (Paolo Comi, Riformista, 7.5). Il primo era il pm, il secondo il gup.

I titoli della settimana/3. “L’Italia ha regalato a Putin il virus per l’affare Sputnik… gratuitamente, senza chiedere in cambio le royalties” (Andrea Casadio, Domani, 5.5). Uahahahahahah.

I titoli della settimana/4. “Il termovalorizzatore di Gualtieri è la grande occasione per Roma” (Francesco Merlo, Repubblica, 8.5). Ma soprattutto per il cancro.

I titoli della settimana/5. “Gli altolà del Movimento nascondono le debolezze” (Massimo Franco, Corriere della sera, 5.5). “I distinguo M5S segni di debolezza” (Stefano Folli, Repubblica, 5.5). Bibì e Bibò.

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Ma mi faccia il piacere – Il Fatto Quotidiano

L’Innominato. “Caracciolo diventa per Travaglio e il Fatto-Tass portabandiera dei Putinversteher con il perenne bla bla su peccato originale Occidente. Peccato davvero, ma la deriva era visibile da anni ormai” (Gianni Riotta, Twitter, 8.4). “Lucio Caracciolo è l’esempio migliore di giornalismo competente e libero” (Ezio Mauro, Twitter, 10.4). “Lucio Caracciolo ce lo ha ricordato… e solo nella parallela e patetica guerricciola delle pseudo-intelligenze tricolori questo giudizio storico basta per cucire sulla giacca di uno dei più autorevoli esperti di geopolitica internazionale la ‘Z’ infame della Brigata Putinversteher guidata dall’ineffabile professor Orsini” (Massimo Giannini, Stampa, 10.4). Secondo voi non nominano Riotta (ma Orsini, che non c’entra nulla) solo per non sporcarsi o perchè anche lui è un cavaliere Gedi?
Gli Innominati. “Russo ucciso a sangue freddo dai miliziani: ‘Non facciamo prigionieri’” (Corriere della sera, 9.4). E di che nazionalità saranno quei miliziani? Ah saperlo, nel titolo non ci stava.
Sexy Mario. “A Mario Draghi, il mio premier di riferimento, sono venute le occhiaie, il viso si è smagrito, la voce elegantemente sexy e priva delle inflessioni dialettali di chi lo infastidisce, ha avuto il primo stridio” (Natalia Aspesi, Repubblica, 10.4). Oh no, e adesso come facciamo?
La lista della spesa. “Torno da Kiev con la lista: ci chiedono più armi e gliele faremo avere” (Josep Borrell, alto rappresentante Affari esteri Ue, Corriere della sera, 10.4). Bravo pirla.
Lo stratega. “In questi giorni, per esempio, parlano dell’Ucraina e della Russia, dove non sono mai stati” (Beppe Severgnini, Corriere della sera, 10.4). “Questo è tedesco, ci parlo io: ho avuto un amico prigioniero in Germania” (Antonio de Curtis, Totò, Peppino e la malafemmina, 1956).
Il genio. “Se vincesse la Le Pen, sarebbe un successo di Putin. Allora potrebbe fermare i carri armati” (Enrico Letta, segretario Pd, 9.4). Volete la pace o Macron?

Purgato. “Andrea Purgatori, giornalista di punta di La7. Tra coloro che ci raccontano la guerra. Prima o poi cominciamo a discutere del giornalismo in Italia?” (Sofia Ventura, Twitter, 9.4). C’è sempre una prima volta.
Rovesci umani. “Via la Russia dal Consiglio Onu per i diritti umani, ma la presidenza resta all’Arabia Saudita” (Stampa, 10.4). In onore del Nuovo Rinascimento, con tanti saluti a Khashoggi.
Sogni d’oro. “Spero che Putin faccia la stessa fine di Milosevic. Da Biden parole giuste” (Carla Dal Ponte, ex procuratrice Tribunale dell’Aja, Sette-Corriere, 8.4). A 24 anni dai crimini di guerra della Nato in Serbia, a 22 da quelli in Afghanistan, a 19 da quelli in Iraq e a 11 da quelli in Libia, s’è svegliata dal letargo.
Facce ride/1. “Questo Draghi non è male. È il meno guerrafondaio” (Luca Casarini, ex leader dei ‘Disobbedienti’, Venerdì-Repubblica, 8.4). Uahahahahah.
Facce ride/2. “Amato: siamo nel tempo dei lupi, ma la Carta non vieta l’invio di armi” (Stampa, 8.4). L’Italia ripudia la guerra, ma per scherzo.
Facce ride/3. “Appello per l’embargo del gas. Per fermare Putin dobbiamo tutti fare dei sacrifici” (Roberto Esposito e Nadia Urbinati, Domani, 9.4). Tutti tranne l’Ucraina, che continua a comprare gas e prendere soldi da Putin, si capisce.
Papa Ernesto I. “Bergoglio sbaglia: critica le spese militari ma non attacca Putin” (Ernesto Galli della Loggia, Libero, 4.4). ’Sto Bergoglio dev’essere un altro che si crede il Papa.
Slurp. “Ucraina, il vicesegretario Nato Geoana: ‘La guerra potrebbe durare anni’” (Stampa, 7.4). Una speranza o una promessa?
Ciaiputin. “Anche Ciaikovski censurato. Kiev vieta i ballerini ucraini le opere di autori russi e di danzare coi colleghi di Mosca” (Verità, 9.4). “Balletto ucraino, niente opera russa al Bellini di Napoli: ‘Altrimenti ci licenziano’” (Napoli Today, 9.4). Solo balletti Nato.
In Caudo venenum. “Rettore Roma Tre, fra i candidati spunta Giovanni Caudo” (Repubblica-Roma, 10.4). Essendo imputato per abuso d’ufficio e traffico d’influenze illecite, il curriculum è a posto.
Uggetti smarriti. “Abbiamo preso davvero male la sentenza della Cassazione su Uggetti. Vicenda assurda, siamo certi della sua innocenza” (Matteo Ricci, sindaco Pd di Pesaro, Dubbio, 6.4). Tra Cassazione e Pd, decide il Pd.
Il titolo della settimana/1. “FI batte un colpo e Berlusconi torna sul palco. Nel partito tornano i giovani” (Libero, 9.4). Le solite minorenni?
Il titolo della settimana/2. “Il fantasma di Casaleggio turba il sonno dei 5Stelle” (Giornale, 4.4). Dormono tutti con la luce accesa.
Il titolo della settimana/3. “I tedeschi danno a Di Maio la patente di ‘presentabile’” (Libero, 9.4). Sono soddisfazioni.
Il titolo della settimana/4. “Giustizia, l’ultima trattativa. E Draghi sente Berlusconi” (Corriere della sera, 6.4). Finalmente un esperto.
Il titolo della settimana/5. “Tra i vari litiganti vince Damilano: a lui la striscia quotidiana su Rai3” (Stampa, 5.4). Titolo provvisorio: “Lo Sbadiglio”.

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Ma mi faccia il piacere – Il Fatto Quotidiano

La confessione. “Non siamo in guerra per seguire un destino bellico, vogliamo la pace’” (Palazzo Chigi, Twitter, 25.3). Quindi siamo in guerra? E quando la dichiari?

Pallanzani. “A rischio i dati Nato. Il giallo dell’accordo tra Spallanzani e russi” (Repubblica, 30.3). Rischiavano di scoprire le testate nucleari Nato nei pappagalli dei pazienti.

Ah saperlo. “Putin non è Bush e l’Ucraina non è l’Iraq” (Aldo Cazzullo, Corriere della sera, 2.4). Bush ne ammazzò di più.

Emma Mitra. “Sull’aumento delle spese militari sto con Draghi, da adolescenti dobbiamo diventare adulti e non difenderci sempre con l’aiuto degli Usa” (Emma Bonino, senatrice +Europa, Un giorno da pecora, Radio1, 29.3). Poveri Usa, facciamo una colletta?

Lo stratega. “Se Putin invadesse l’Italia, come reagiremmo?” (Beppe Severgnini, Corriere della sera, 29.3). Ovvio: gli scateniamo Figliuolo.

L’opera pia. “Benchè abbia condotto operazioni in Bosnia, Kosovo, Afghanistan e Libia,la Nato è un’associazione difensiva, non offensiva” (Enrico Franceschini, Venerdì- Repubblica, 1.4). Ma non è in Russia che le guerre si chiamano “operazioni”?

L’alibi di ferro. “Reggimento Azov, il comandante Kuharchuck: “Non sono nazista, ai soldati leggo Kant” (Repubblica, 25.3). Neanche i kapò dei lager lo erano: avviavano gli ebrei ai forni ascoltando Brahms.

Quelli che le fake news/1. “Conte ha firmato da premier l’accordo per portare gli investimenti della Difesa al 2% del Pil” (Massimo Giannini, Stampa, 27.3). “Conte non vuole che l’Italia rispetti gli accordi che lui stesso aveva preso con la Nato” (Francesco Merlo, Repubblica, 31.3). Diavolo d’un Conte: firmava accordi Nato già nel 2006 e nel 2014, 12 e 4 anni prima di andare al governo.

Quelli che le fake news/2. “Se un anno fa eravamo in coda alla classifica degli immunizzati e oggi siamo al secondo posto, lo dobbiamo al generale Figliuolo… E io vorrei dirgli una sola parola: grazie” (Sebastiano Messina, Repubblica, 1.4). Oggi non siamo affatto secondi: Portogallo, Danimarca, Spagna, Irlanda, Cina, Corea del Sud, Argentina, Canada, Cile, Cuba, Emirati, Qatar e Uruguay han fatto meglio di noi. E un anno fa c’era già Figliuolo, da un mese esatto. Nel gennaio del 2021 invece c’erano Conte e Arcuri e Repubblica titolava: “Vaccini: Italia prima in Europa” (7.1.2021). Ma, comprensibilmente, Messina non legge il suo giornale.

Senti chi parla. “Liceo Montale, le chat tra la preside e lo studente: ‘Per te ero solo una tacca in più sulla cintura’” (Repubblica, 30.3). “L’ultimo incontro tra l’alunno e la preside: ‘Ora sto con un’altra’. ‘Non può finire così’” (Repubblica, 31.3). “Rischio licenziamento per la preside. E il ragazzo si pente” (Repubblica sulla love story fra la preside e lo studente maggiorenne, 1.4). “Storia privata, scandalo triste. Moralisti in abito da parata alzano il dito. E alla gogna non è un caso se ci è finita solo la donna” (Concita De Gregorio, Repubblica, 3.4). Quindi è ufficiale: nemmeno la De Gregorio legge Repubblica.

Paura eh? “Giachetti (Iv): ‘La procura di Catanzaro vuol forse intimidire i deputati della Repubblica?’” (Dubbio, 26.3). Non più di quanto non siano intimiditi dal Codice penale.

La sua guerra. “Silvio rilancia la battaglia sui giudici” (Libero, 2.4). Ciascuno ha le guerre che si merita.

A carico nostro. “La Cartabia nelle ganasce dei giustizialisti” (Roberto Cota, FI, Riformista, 29.3). Lui invece sempre nelle mutande verdi a spese della Regione.

Interessi. “Casaleggio rilancia: un nuovo movimento? Nei prossimi mesi concretizzerò i miei interessi” (Corriere della sera, 2.4). Perchè, finora cos’ha fatto?

Il titolo della settimana/1. “Letta preoccupato per l’escalation dei grillini” (Stampa, 1.4). La famosa escalation di chi vuole meno armi e minaccia la de-escalation di chi vuole più armi.

I titoli della settimana/2. “La pace si fa con i missili”, “L’offensiva contro il macellaio”, “Sì, quell’uomo non può rimanere al potere”, “Respingere Putin”, “Con Putin si parla con le armi”, “Pagare la guerra a Putin? Ora basta” (Foglio, 26, 29, 31.3, 1.4). Mo’ me lo segno.

I titoli della settimana/3. “Se l’India rinnega l’Occidente” (Giornale, 2.4). Sarà mica perchè sta in Oriente?

I titoli della settimana/4. “Il rilancio di Mirafiori. Il gruppo Stellantis conferma la centralità del polo torinese”, “Il nuovo patto valorizza il presente” (Stampa, 29.3). “Il risveglio del leone nel piano Caltagirone. La svolta delle Generali”, “Sul podio europeo si torna solo se si allarga la visione” (Messaggero, 26.3). Di questo passo sorgerà persino il sospetto che La Stampa abbia qualcosa a che fare con Stellantis e il Messaggero con Caltagirone.

Il titolo della settimana/5. “Nei talk-show di Regno Unito, Germania e Francia non ci si fa la guerra quando si parla di Putin”, “Nella tv inglese non c’è spazio per i filoputiniani, né per quelli che ‘è colpa della Nato’”, “Nessun dissenso nei programmi tedeschi” (Foglio, 31.3). Che bello: pare di stare in Russia.

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Ma mi faccia il piacere – Il Fatto Quotidiano

Neolingua/1. “Escalation anti-armi del capo M5S” (Corriere della sera, 25.3). “L’escalation grillina: ‘Se il Def aumenta i fondi alla difesa, pronti a bocciarlo’” (Repubblica, 27.3). Quindi l’escalation la fa chi vuole meno armi e la de-escalation chi ne vuole di più. Orwell, dove sei?

Neolingua/2. “Pronte le nuove armi per Kiev. Draghi: ‘Cercare la pace’” (Repubblica, 25.3). “Le armi fanno vivere la pace” (Enrico Letta, segretario Pd, 27.3). È il disarmo che la ammazza.

La sfiga. “È la sfida decisiva fra democrazie e regimi” (Francis Fukuyama, storico americano, Corriere della sera, 22.3). Vince chi ne ammazza di più.

Filo-spinato. “Orsini, sociologo filoputiniano” (Domani, 24.3). “Docente filorusso” (Giornale, 24.3). “La Rai straccia il contratto del filo-Putin Orsini” (Repubblica, 25.3). “Orsini, il professore idolo dei putiniani” (Salvatore Merlo, Foglio, 25.3). ”Orsini, il sociologo filo-Putin” (Giornale, 25.3). “Orsini, il Paladino di Putin” (Francesco Merlo, Repubblica, 25.3). “La fauna da talk che piace al Cremlino. La Tass loda Orsini” (Repubblica, 26.3). Per la cronaca, Orsini non ha mai detto un monosillabo a favore di Putin in vita sua: solo durissime parole di condanna.

Turbe. “Alla Luiss c’è una fronda piuttosto nutrita di prof, nel cui novero spiccano personalità illustri come Sabino Cassese, decisamente turbati dal fatto che il collega Orsini si fregi in tv del brand Luiss” (Repubblica, 26.3). Oh no, Cassese è turbato perché un docente della Luiss risulta docente della Luiss: e adesso come facciamo?

Cerasa invade il Vaticano. “Caro Papa, la pazzia è solo quella di Putin” (rag. Claudio Cerasa, Foglio, 25.3). Francesco: mo’ me lo segno.

L’arma segreta. “E ora mettiamo Putin con le spalle al muro” (Roberto Formigoni, Libero, 20.3). Putin cambia la combinazione della cassaforte.

Il pazzo ringrazia. “Draghi ringrazia il Papa” (Corriere della sera, 26.3). Che aveva dato dei “pazzi” ai capi di governo che vogliono aumentare la spesa militare al 2% del Pil, cioè a lui. Pazzo, ma riconoscente.

Come passa il tempo. “Erdogan è un dittatore di cui però si ha bisogno” (Mario Draghi, presidente del Consiglio, 8.4.21). “Draghi vede Biden ed Erdogan” (Corriere della sera, 25.3.22). Bisogno di qualcosa?

Modestamente. “Berlusconi ha definito Salvini ‘il politico più coerente, trasparente e affidabile’” (Giornale, 21.3). Dopo di lui.

Doni. “Medvedev e Putin sono un dono di Dio per la Russia” (Silvio Berlusconi, FI, presidente del Consiglio, 11.9.2010). “Il Cavaliere definisce Marta Fascina ‘dono di Dio’” (Repubblica, 20.3). Ma non saranno troppi, ’sti doni?

Mestiere incerto. “Non ho capito quale fosse la reale missione degli ufficiali russi a Bergamo nel marzo 2020, in piena pandemia… Compiti sanitari, di intelligence? Conte potrebbe forse spiegarlo” (Concita De Gregorio, Repubblica, 25.3). Mentre lei scriveva, Conte lo spiegava al Copasir, dopo averlo già fatto in una dozzina di interviste, confermate dai vertici dei Servizi, dal sottosegretario delegato Gabrielli e dallo stesso Copasir. Ma lei fa la giornalista, mica è tenuta a saperlo.

Un vero analista. “La retromarcia dei populisti” (Giovanni Orsina, Stampa, 23.3). Meloni primo partito, Lega terzo: praticamente estinti.

Una tantum. “Fermare la guerra si può. Per il Donbass serve un accordo sul modello Trentino Alto Adige, che garantisca autonomia e libertà. L’Europa prenda una iniziativa diplomatica, non lasciamo la responsabilità del dialogo solo a Turchia o Cina. #StopWar” (Matteo Renzi, leader Iv, 8.3). Segnatevela, perché ne dice una giusta ogni dieci anni. Fino al 2032 siamo a posto.

Genny ’a Poltrona. “La querela è un atto intimidatorio e strumentale verso un giornalismo libero” (Gennaro Migliore, deputato Iv, 26.3). Ce l’ha con le querele al Fatto di Renzi e Migliore?

Parmigiano grattato. “Vignali ci riprova a Parma: rivincita su toghe e grillini. L’ex sindaco di centrodestra, costretto a lasciare a causa di un’inchiesta giudiziaria, è stato assolto e riabilitato” (Libero, 27.3). Infatti ha patteggiato 2 anni di carcere per corruzione e peculato e restituito al Comune mezzo milione di euro rubati.

È andata così. “Mascherine: la Procura grazia Arcuri” (Giornale, 26.3). È il modo garantista per dire che le accuse di corruzione e peculato sono state archiviate perché Arcuri era innocente.

Il titolo della settimana/1. “Verso un nuovo scontro di civiltà” (Paolo Guzzanti, Giornale, 27.3). Per trovarne almeno una.

Il titolo della settimana/2. “Giusto pregare, ma facciamolo armati” (Fausto Carioti, Libero, 27.3). Giusto: tutti in chiesa col bazooka.

Il titolo della settimana/3. “I valori della Nato” (Kurt Walker, Repubblica, 23.3). In dollari o in morti?

Il titolo della settimana/4. “Ecco cos’ha in testa Berlusconi” (Libero, 22.3). Catrame?

Il titolo della settimana/5. “Cari amici, sarà ora di capire cosa è stata davvero Tangentopoli?” (Giuseppe Gargani, Dubbio, 23.3). Sì: rubavano.

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