Ma mi faccia il piacere – Il Fatto Quotidiano

La pulce con la tosse. “Io oggi sono talmente felice del risultato che non riesco a capacitarmi di come, col risultato impressionante di Italia Viva, non ci diciate bravi” (Matteo Renzi, segretario Italia Viva, L’aria che tira, La7, 22.10). Lo portano via.

Il portafortuna/1. “Auguri di pronta guarigione al Presidente e alla First Lady” (Renzi, Twitter, 2.10). Poi, non si sa come, Donald e Melania Trump l’hanno sfangata.

Il portafortuna/2. “Alleanza Pd-M5S a Torino: si arrende anche Fassino” (Repubblica-cronaca di Torino, 4.10). Allora l’alleanza è praticamente fatta.

Spallista. “Devo dire che riservatamente parroci, frati, suore… siamo arrivati a circa 300 rosari mandati in omaggio dopo i due strappati. Tra l’altro, io non credo a certe cose, ma dopo il ‘Ti maledico, ti maledico!’ di quell’ossessa, mi è venuta l’ernia, c’ho la spalla bloccata da una settimana” (Matteo Salvini, segretario Lega, Stasera Italia, Rete4, 30.9). Tranquillo, quelle sono le famose spallate al governo.

Avanzi di Gallera. “Vaccini, Lombardia virtuosa come l’Emilia e il Veneto” (Giulio Gallera, FI, assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Corriere della sera, 7.10). Uahahahahahah.

Facci ridere. “Sulla proroga dello stato di emergenza abbiamo bisogno di verità” (Maria Elisabetta Alberti Casellati, FI, presidente del Senato, Corriere della sera, 5.10). Lei è ferma alla verità sulla nipote di Mubarak.

L’hanno presa bene. “Mi ha parecchio colpito un sondaggio di Swg secondo il quale i ragazzi fra i 18 e i 21 anni hanno votato in prevalenza No (quasi il 53%). Fosse per loro, avremmo ancora un Parlamento non mutilato” (Mattia Feltri, La Stampa, 6.10). “Un sondaggio Swg dimostra che il No presupponeva in generale – salvo eccezioni, è ovvio – una più matura coscienza delle istituzioni, soprattutto tra i giovani. Viceversa ha vinto il Sì, nonostante la crisi già in atto del M5S” (Stefano Folli, Repubblica,7.10). Ma sì, dài, la prossima volta facciamo votare solo chi la pensa come voi: salvo eccezioni, è ovvio.

Benvenuto fra loro. “… quella vera e propria faida politico-giornalistica che furono i processi a Silvio Berlusconi” (Michele Serra, Repubblica, 7.10). Sallusti, è lei?

Intervista senza domande. “Matteo Salvini, poteva andarle peggio: potevano arrestarla”, “È che lei fa ancora paura, senatore Salvini”, “Forse, Salvini, il problema è lei”, “Attorno a lei c’è ancora un cordone sanitario”, “Il Conte2 potrebbe cadere per un incidente parlamentare?” (le domande più ficcanti dell’intervista di Annalisa Chirico a Salvini, Foglio, 5.10). Scusi, ma lei come fa a essere così bravo?

Sindaco multiuso. “Si sa che i leader del centrodestra hanno offerto a Giletti di correre a Roma o a Torino: ‘Non smentisco, mi fa sorridere che mi accostino a tutte le città’, lo stringato commento a Rtl del conduttore” (Corriere della sera, 10.10). Sapessi a noi.

Sollecitudine. “Raffaele Sollecito ancora nei guai: ‘In carcere da innocente, adesso sono sul lastrico’” (Repubblica, 10.10). Può sempre chiedere i danni alla famiglia Kercher.

Incubi. “Calenda si candiderà per ridare a Roma la possibilità di sognare” (Foglio, 8.10). Che non si candidi.

Calende greche. “Calenda, i piani per correre a Roma: ‘Qualche giorno e tutti sapranno’” (Corriere della sera, 10.10). Carle’, magna tranquillo.

Secondarie. “Roma, Calenda affossa le primarie del Pd: ‘Follia farle col Covid’” (Repubblica-cronaca di Roma, 10.10). Nel caso, si sta liberando una piattaforma Rousseau. Anche a nolo.

La parola all’esperto. “Non puoi obbligare alla mascherina, devi chiedere alle persone di essere prudenti, come quando prendono un maglione se c’è freddo, l’ombrello se piove, il preservativo se vanno a scopare… ora invece ci si mette il preservativo per farsi una sega, questa è la mascherina!” (Vittorio Sgarbi, deputato FI, Quarta Repubblica, Rete4, 28.9). Montesano, è lei?

Pizzo. “Casaleggio ora nega i servizi agli ingrati grillini che non pagano più il pizzo” (Francesco Merlo, Repubblica, 4.10). Bei tempi quando la Rai renziana pagava il pizzo a Merlo.

Radicali liberi. “Palamara radiato. Lavorerà coi Radicali” (Verità, 10.10). Dopo Toni Negri, Cicciolina, Capezzone e Taradash, non si butta via niente.

Il titolo della settimana/1. “La Cassazione sbugiarda il solito Gratteri” (Riformista, 7.10). O meglio: la solita Cassazione sbugiarda Gratteri.

Il titolo della settimana/2. “Palamara affondato, giustizia ancora marcia” (Giornale, 10.10). Non ci sono più i bei Metta, Squillante e Previti di una volta.

Il titolo della settimana/3. “Salvini diventa liberale. E conviene credergli” (Pietro Senaldi, direttore di Libero, 10.10). Se no?

Il titolo della settimana/4. “Tornano le tasse” (Giornale, 5.10). Panico tra i forzisti.

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Ma mi faccia il piacere – Il Fatto Quotidiano

Lesson one. “Qual è la lezione di chi ha votato No al referendum” (Massimiliano Panarari, Espresso, 28.9). Che avete perso.

Teste. “Processo Gregoretti, Salvini: ‘Vado a testa alta’” (Corriere della sera, 2.10). Ah, l’ha poi trovata.

Culi. “Boom dei contagi: il virus salva Conte” (Giornale, 2.10). Pensa che culo.

Qui lo dico e qui lo nego. “Oggi la giornata non è iniziata benissimo: sono stato due ore attaccato al cortisone e quando mi sono alzato il medico mi ha detto: ‘Naturalmente lei ora va a casa’. Io gli ho detto: ‘Sì, tranquillo, prima vado ad Anguillara, passo da Formello e finisco a Terracina. Ma poi vado a casa’. Anche un po’ febbricitante è bello esserci e viaggiare tra le idee” (Matteo Salvini, segretario Lega, comizio a Formello, Ansa, 26.9). “Mai avuta febbre, fatto test sul Covid ieri mattina, negativo. Ho il torcicollo come milioni di italiani e ho preso il cortisone, alcuni ‘giornalisti’ evitassero di speculare e mentire sulla salute del prossimo” (Salvini, Twitter, 27.9). Comunque è chiaro che non sta bene.

Lo spirito guida. “’Contro il Sussidistan, ecco la mia Base’. Parla Marco Bentivogli” (Foglio, 29.9). “Bonomi rilancia un patto per l’Italia: ‘Non possiamo diventare il Sussidistan’” (Corriere della sera, 30.9). Resta da capire chi, tra l’ex sindacalista e il capo di Confindustria, ha copiato l’altro. Comunque, sono soddisfazioni.

Condonistan. “Concorso di colpa. Nuovo scontro fra Pd e 5Stelle sul concorso per 32mila precari della scuola che si terrà il 22 ottobre. I dem chiedono il rinvio sotto Natale. La ministra Azzolina: ‘Si farà ora’. Critici tutti i sindacati” (manifesto, 29.9). “Tutti contro la Azzolina. Anche il Pd vuole rinviare iil concorsone dei prof. Dem e FI accusano: così si svuotano le scuole” (Giornale, 29.9). “Azzolina va avanti sul concorso per i precari nonostante i dubbi del Pd” (Repubblica, 29.9). Ma questa chi si crede di essere: il ministro dell’Istruzione?

Domiciliari. “Se falliamo sul Recovery Fund andiamo tutti a casa” (Carlo Bonomi, presidente Confindustria, 29.9). Beh, allora fallire avrebbe almeno un lato positivo.

Martirio prematuro. “Assolto Cosentino: ‘É finito l’inferno” (Giornale, 30.9). “Cosentino assolto dopo 3 anni di cella. Qualcuno si vergogna?” (Riformista, 30.9). “Cosentino ancora assolto: non è colluso coi Casalesi” (Libero, 30.9). “Le scuse che non troverete su Cosentino” (Foglio, 30.9). “Cosentino e il sorry di Saviano (?)” (Claudio Cerasa, Foglio, 1.10).

“Hanno assolto Cosentino (non ditelo a Travaglio). Il Fatto in questi anni ha scritto 532 volte di Cosentino camorrista. Sì: 532. Ora sappiamo che è innocente. E Saviano che dice? E gli altri giornali? Censura” (Piero Sansonetti, Riformista, 1.10). Purtroppo l’assoluzione in un processo, peraltro ancora in attesa di conferma in Cassazione, non cancella le due condanne: una in primo grado a 9 anni nel processo principale per concorso esterno in camorra (ancora in attesa di appello) e una definitiva a 4 anni per corruzione. Attendiamo le scuse di chi dice che è stato assolto da tutto.

Il vero scandalo. “Scene inedite dal conclave dei ministri del M5S in agriturismo. Cinquanta euro di mancia” (Foglio, 30.9). Ecco: 50 euro di mancia ai camerieri. Questi sono i veri delinquenti. E poi dicono di Cosentino.

Coup de foudre. “Alberoni si è innamorato delle Regioni” (Libero, 29.9). Deve aver visto Fontana e Gallera.

L’esclusiva/1. “Gli Usa avvertono la S. Sede: mollate i cinesi, vogliono spiarvi” (Verità, 1.10). Fatevi spiare solo da noi.

L’esclusiva/2. “Esposto Atlantia alla Consob: ‘I ministri fanno crollare il titolo’” (Messaggero, 2.10). Giusto: come si permettono i ministri di far crollare qualcosa, rubando il lavoro ai Benetton? E’ concorrenza sleale.

Mes in piega. “Mes, ecco il piano Speranza” (Stampa, 29.9). Purtroppo nel pezzo e né Speranza né il suo piano né l’articolista nominano mai il Mes. Ma ormai è un intercalare.

Fate la carità. “Tre milioni di fannulloni incassano il reddito grillino”, “Il sussidio grillino ci costa 10 miliardi. Misura da abolire” (Libero, 18.9 e 2.10). Giusto, diamoli a Libero della famiglia Angelucci, che di sussidi pubblici dal 2003 a oggi ha incassato appena 55 milioni.

Italia Morta. “Decisivi in Toscana per la vittoria di Eugenio Giani: anche stavolta Salvini lo abbiamo fermato noi. Orgogliosi del coraggio e dell’impegno dei nostri candidati nelle regioni. Se ora c’è uno spazio politico alternativo a populisti e sovranisti è perché lo ha aperto Italia Viva” (Luciano Nobili, deputato Iv, Twitter, 21.9). Risultato: Giani vince in Toscana con 8 punti di distacco, Italia Viva si ferma al 4,5 e Nobili si conferma il più grosso pelo superfluo della politica italiana.

Il titolo della settimana/1. “RENZI VUOL FARE IL SEGRETARIO NATO” (Verità, 29.9). Meglio nato che morto.

Il titolo della settimana/2. “Ventimiglia, il sindaco in tv parla di sicurezza e gli rubano la giacca con fascia tricolore in diretta” (titolo di Riviera24.it sul sindaco di centrodestra Gaetano Scullino, scoperto da @nonleggerlo.it, 29.9). Però dài, ci sta lavorando.

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Le mascotte. “Caro direttore, votare oggi No al referendum per il taglio dei parlamentari è una scelta coerente con la nostra Costituzione per scampare dallo strapotere di sedicenti leader improvvisati e per mandare a casa questo governo di azzeccagarbugli e dilettanti allo sbaraglio” (Luigi Bisignani, ex P2, ex P4, pluripregiudicato per finanziamento illecito ai partiti e associazione per delinquere con 10 capi di imputazione, Il Tempo, 20.9). “La gara degli anticasta ci porta verso il Sud America. Se il taglio dei parlamentari verrà approvato il nostro Paese potrebbe imboccare una deriva populista. Non a caso il M5S sosteneva Maduro” (Antonio Del Pennino, ex deputato Pri, tre patteggiamenti a 2 anni e 2 mesi per Tangentopoli, Il Riformista, 18.9). “Tra Pd e 5Stelle è pactum sceleris. Ridurre il numero dei parlamentari è un attentato alla democrazia” (Stefania Craxi, Il Riformista, 16.9). “Lega divisa, anche Fontana per il No” (Corriere della sera, 14.9). “Io voto ‘No’. Una scelta netta e precisa, contro la demagogia, a difesa dei cittadini” (Giulio Gallera, FI; assessore Sanità e Welfare Regione Lombardia, 17.9). Grazie, ragazzi: siete stati decisivi.

Harahiri. “Votate contro gli inadeguati” (Silvio Berlusconi, presidente FI, intervistato da Alessandro Sallusti, il Giornale, 19.9). Ormai si fa campagna contro.

Galeotti. “Chi ha scritto la Costituzione? Un gruppo di ex galeotti. Marco Travaglio giustamente sottolinea le condanne ricevute da molti socialisti del No. Ma c’è di peggio: moltissimi autori della Carta erano avanzi di galera. E – non sbagli mai – erano anche socialisti” (Piero Sansonetti, il Riformista, 17.9). Sì, ma per le loro idee anifasciste, non per i loro furti con scasso.

Festival di Sanscemo. “Adesso, a distanza di anni, molti mi dicono che avevo ragione sul referendum. Però mi sento un po’ come quello che non vince il Festival di Sanremo, ma riceve il premio della critica” (Matteo Renzi, senatore e segretario Iv, Rtl, 15.9). Ma se lo dà da solo.

Salvo complicazioni. “Qui al San Raffaele hanno fatto migliaia di esami e io sono risultato tra i primi cinque per forza del virus… Il mio tampone ha una carica virale da record: è la conferma che resto il numero no!” (Berlusconi all’uscita dall’ospedale, 8.9). “Allarme degli esperti: ‘Il virus attacca anche il cervello’” (Repubblica, 15.9). Ah ecco.

Attentato! “Il fatto avvenuto a Marina di Bibbona è grave e proietta un’altra ombra cupa sul Beppe Grillo di questa stagione, già assediato da tanti problemi di varia natura… Ieri mattina Francesco Selvi, inviato da Rete4 a cercare di raccontare l’attuale fase politica del Movimento, ha raccontato di essere stato aggredito e spinto all’indietro dal cofondatore del partito di maggioranza in parlamento, Grillo, grande sponsor del governo Conte tra M5S e Pd. Selvi è caduto sulle scale dello stabilimento e ha riportato una distorsione al ginocchio, come da referto medico. La dinamica della caduta avrebbe potuto avere conseguenze più gravi, visto che è stata all’indietro, di nuca e con il ginocchio girato. In parole povere: un giornalista che stava facendo il suo lavoro, delle semplici domande, quando Grillo – oggi considerato ormai un padre nobile dai teorici Dem dell’alleanza M5S-Pd si è spazientito e ha reagito… ‘Questa spinta mi butta per degli scalini all’indietro… e il ginocchio mi si gira. Potevo tirare una botta con la testa sul legno, per fortuna la testa cade sulla sabbia… Non so cosa farò adesso. Ora rimetto a posto il ginocchio’. Ieri ci sono state le denunce dell’Ordine dei giornalisti e della Fnsi. La condanna indignata da parte della candidata leghista Ceccardi e una nota del presidente della Toscana, il democratico Rossi. Silenzio imbarazzante del segretario del Pd” (Jacopo Iacoboni, ricostruzione smentita dal video della telecamera di sicurezza, La Stampa, 8.9). Pare che il putribondo figuro indossasse anche dei calzini turchesi.

Ammazza che fusti. “Big bang nel M5S: cinque pesi massimi sfiduciano la sindaca. Sono presidenti di commissioni chiave e hanno disertato il ritiro di Ostia” (Repubblica, 15.9). “Stefàno si candida contro Raggi” (Corriere della sera, 15.9). Già transennati seggi con nove mesi d’anticipo.

Innocente a sua insaputa. “‘Quanto fango su di me e Parma. Ma per il pm ero innocente’. L’ex sindaco Pietro Vignali racconta il suo calvario giudiziario dopo 10 anni di accuse: ‘Così hanno offuscato i miei meriti’” (il Giornale, 15.9). Infatti nel 2015 Vignali patteggiò 2 anni di carcere per peculato e corruzione, cioè per aver derubato il suo Comune, che s’impegnò a risarcire con mezzo milione di euro. Si vede che era innocente, ma si credeva colpevole.

Triage. “Questo governo sull’economia non sta capendo più nulla” (Giovanni Tria, ex ministro dell’Economia del governo Conte 1 in quota Lega, Libero, 14.9). Parla quello che andò in Europa a promettere un deficit a + 1,6%, poi tornò per dire che, ops!, era al + 2,4%. Però lui capiva tutto.

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Sambuca e De Luca. “Attorno al No si coagula una coalizione di voci che non potrebbero essere più eterogenee… A conti fatti un po’ tutti, progressisti e moderati, si ritrovano nella sintesi dello scrittore Erri De Luca: ‘Dobbiamo sempre e solo difendere quel nobile pezzo di carta che si chiama Costituzione’” (Maurizio Molinari, direttore di Repubblica, 13.9). Infatti Erri De Luca vota Sì.

La mascotte. “Se vince il No, Conte va a casa” (Roberto Formigoni, pregiudicato per corruzione agli arresti domiciliari, Libero, 13.9). Mo’ me lo segno.

Lo smemorato di Cologno. “Se il presidente Berlusconi cade, bisogna andare alle elezioni per rispetto della gente” (Alessandro Costacurta, allora calciatore del Milan, dopo la caduta del primo governo B. per la sfiducia della Lega, Repubblica, 22.12.94). “Renzi è il nuovo Berlusconi, ha coraggio, vuole cambiare la via normale di fare politica e lavorare per il bene del Paese, come un tempo accadde a Berlusconi. Alle primarie del Pd lo sosterrò, anche se io ho sempre votato dall’altra parte” (Costacurta, 1 e 3.11.2011). “Voto No. Non sono mai stato berlusconiano” (Costacurta, Repubblica, 9.9.2020). Mi sarà scappato un pro, ma sempre stato anti.

Facce ride. “Il mio No convinto al referendum. Vogliono uccidere il Parlamento. Gli assassini vengono da lontano” (Fausto Bertinotti, ex leader di Rifondazione, ex presidente della Camera, il Riformista, 12.9). Buono, Fausto, adesso viene l’infermiera e ti dà la pastiglia.

Modica quantità. “Salvini nervoso e contestato in piazza: ‘Su due dei tre commercialisti arrestati garantisco io” (Repubblica, 12.9). Non vorremmo essere nei panni del terzo. Ma neppure dei primi due.

Congiuntivite. “Torno a mettere la mascherina, prima che il ministro mi rimprovera!” (Nunzia De Girolamo, ex ministra e deputata FI, ora conduttrice Rai, Instagram, beccata da @nonleggerlo.it, 4.9). Fantocci, è lei?

Compagni che votano. “Svolta di Giorgetti: voto No al referendum”, “Il colpo di Giorgetti alla linea del leader: ‘Al referendum un No convinto’” (Repubblica, 12.9). “Parlare di una fronda nella Lega non è corretto. Basti pensare che si sono schierati per il No, oltre a Giorgetti, anche Borghi, Siri e Centinaio” (Repubblica, 13.9). E sono soddisfazioni.

Si scopron le tombe. “Il nostro è un No liberaldemocratico e progressista in cui si riconosceranno molti elettori che sulla Costituzione non vogliono confondersi con i populisti a 5 Stelle che amano Chavez” (Emma Bonino, senatrice Pd e leader +Europa, Repubblica, 12.9). Qualcuno avverta la Bonino, quella che nel ’94 si fece eleggere con Berlusconi, Previti e Bossi, che Chavez è morto da sette anni.

Il tirapiedi. “’L’opzione Draghi non è tramontata’. La rivelazione di un consigliere di Mattarella al leghista Tiramani” (Augusto Minzolini, il Giornale, 12.9). Ah beh, allora è fatta.

Insaputismi. “Se l’insulto o lo spintone arrivasse da Trump o da Salvini ecco che scatta l’allarme democratico da titolone in prima pagina con commento sdegnato di Gad Lerner, Roberto Saviano, Marco Travaglio… Se il fetentone è invece il leader del partito che regge la maggioranza di sinistra (Grillo, ndr), ecco che la cosa non ha alcun risalto” (Alessandro Sallusti, il Giornale, pag.1, 9.9). “Lerner spara su Grillo: ‘Si scusi con il cronista’” (il Giornale, pag. 12, 9.9). Se ne deduce che Sallusti non legge il suo Giornale. Il che – intendiamoci – gli fa onore.
Poche idee, ma confuse. “Bonaccini: Renzi e Bersani rientrino nel Pd” (Corriere della sera,13.9).Finalmente un po’ di chiarezza.

Mamma mia che impressione. “Il talk senza pubblico ora spaventa i leader populisti” (Corrado Formigli, conduttore di Piazzapulita, Repubblica, 10.9). Brrr che paura.

Pirlinas. “Niente nuovi contagi se Conte mi ascoltava” (Christian Solinas, presidente Regione Sardegna, Libero, 7.9). Cioè se tu non riaprivi le discoteche.

Heather. “Per Roma serve un grande progetto. Raggi? Vediamo se i romani sono così masochisti’” (Stefano Parisi, consigliere regionale centrodestra nel Lazio, Corriere della sera, 5.9). Ha paura che votino per lui, ma non c’è pericolo.

Il titolo della settimana/1. “La serie A non è pronta” (Libero, 12.9). Tutta colpa della Azzolina e di Arcuri.

Il titolo della settimana/2. “Topi in piazza San Babila a Milano, i roditori escono dai cespugli vicino alla fontana” (ilfattoquotidiano.it, 13.9). Raggi, dimettiti.

Il titolo della settimana/3. “La sinistra ce l’ha fatta: Salvini picchiato” (il Giornale, 10.9). Tranquilli, ragazzi: se fosse stata la sinistra, si sarebbe picchiata da sola.

Il titolo della settimana/4. “Scuola: banchi in ritardo, l’ansia del Quirinale” (Corriere della sera, 7.9). Mi sa che Mattarella ha la sindrome di Peter Pan.

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L’amuleto. “Berlusconi se ne frega del virus e lavora anche con febbre e dolori. Il leader azzurro dà l’esempio, rimboccandosi le maniche si batte il Corona: farò campagna elettorale. Silvio rassicura tutti: ora sto meglio” (Renato Farina, poche ore prima del ricovero di Berlusconi al San Raffaele per polmonite bilaterale, Libero, 4.9). E niente, l’agente Betulla è proprio il suo portafortuna.

L’ossimoro. “Sul sito di Repubblica nasce TrUE per combattere le fake news” (Repubblica, 23.6). Uahahahahahah.

Fratelli d’Itaglia. “(Travaglio a Conte) sulla Russia farà domande dure e spietate! Qual’è la sua marca preferita di vodka? Cosa pensa del caviale russo? Perché Gazprom non fa pubblicità su qualche quotidiano italiano?” (Guido Crosetto, FdI, Twitter, 5.9). Ma soprattutto: perché Crosetto non chiede notizie della Russia ai suoi compari Berlusconi e Salvini, ottimi amici di Putin, e notizie di come si scrive “qual è” a qualcuno che conosca la lingua italiana?

Sardine che scrivono. “…In ultimo i toni, direttore: basta con questo paternalismo spicciolo, figlio di una presunta superiorità di cui, francamente, non se ne ravvede la necessità e l’urgenza…” (lettera aperta delle Sardine ad Antonio Padellaro, reo di averle criticate sul Fatto, 4.9). Di cui non se ne ravvede (che poi sarebbe ravvisa)?! Va bene cambiare la politica, ma lasciateci almeno la lingua italiana. Grazie.

Prendete nota/1. “Io voto No. Il taglio è un favore ai padroni dei partiti” (Giuseppe Guzzetti, ex senatore D, ex presidente della Regione Lombardia, ex presidente della Fondazione Cariplo, Repubblica, 6.9). Parola del padrone delle banche.

Prendete nota/2. “’Il taglio è un attacco alla democrazia, altro che maggiore efficienza’. Il Parlamento è come la salute, si apprezza quando non c’è… Di qui il mio No” (Paolo Cirino Pomicino, due volte condannato per Tangentopoli, Il Riformista, 2.9). La nostalgia è una cosa tenera: la prima tangente non si scorda mai.

Prendete nota/3. “La svolta di Berlusconi: ‘Referendum demagogico. Riduce la libertà e la democrazia’” (il Giornale, 31.8). Grazie, Silvio, di aver dissipato i nostri ultimi dubbi.

L’Apocalisse. “Prevedo l’autunno più infernale di sempre. Il governo scricchiola. Pd e M5S danno l’idea di fare cose da pazzi. La nostra democrazia è dentro uno stagno. Sento aria di elezioni” (Paolo Mieli, La Verità, 2.9). E le cavallette niente?

L’intrepido. “Il coraggio di dire No” (l’Espresso, copertina, 6.9). In effetti ci vuole un bel coraggio a sostenere una tesi così scomoda e censurata dall’intera stampa nazionale, a parte l’Espresso, la Repubblica, La Stampa, il Secolo XIX, il Giornale, Libero, Il Messaggero, il Mattino, il Gazzettino, il Giorno, la Nazione, il Resto del Carlino, il manifesto, il Riformista, il Dubbio e pochi altri.

Qualificazioni. “Io dico: riduciamoli i parlamentari! Se ne parla da anni. Ma cerchiamo di metterci persone qualificate” (Iva Zanicchi, ex eurodeputata di FI, Repubblica, 31.8). Lei, per dire, era talmente qualificata che l’abbiamo esportata in Europa.

La differenza. “Taglio dei parlamentari. Tutto il potere così finisce in mano ai capi e ai padroni” (Aldo Tortorella, ex Pci, Il Riformista, 1.9). Ora invece, com’è noto, decidono tutto i cittadini.

Poveri Draghetti. “Conte, la risposta sbagliata. La rivalità con Draghi… vista la sua battuta maliziosa e gratuita sulla stanchezza del presunto rivale… Una risposta non proprio nel merito e non molto elegante, tradisce un certo nervosismo” (Stefano Cappellini, Repubblica, 6.9). “Quei giorni della proposta all’ex governatore buttata un po’ a caso… l’idea di un premier dal peso non rilevante…” (Francesco Verderami, Corriere della sera, 6.9). Povere stelline, si sono offese tutt’e due per conto Draghi: e adesso come facciamo?

Lacrime. “Ma quanto ho pagato quelle lacrime!” (Elsa Fornero, ex ministro del Lavoro del governo Monti, Sette-Corriere della sera, 4.9). Pensa noi.

Numeri civici. “I manifesti di Salvini per Roma. Centrodestra, caccia al civico” (Repubblica-cronaca di Roma, 2.9). Ricomincia a citofonare?

Giovanno d’Arco. “Sgonfiate tutte le accuse alla Lombardia” (Attilio Fontana, Lega, presidente Regione Lombardia, Libero, 31.8). Pover’uomo, ora sente le voci e ha pure le visioni.

Degno erede. “Ho dato la mia disponibilità per correre da sindaco a Varese se non si troverà qualcuno di giovane e capace” (Roberto Maroni, Lega, ex ministro, ex presidente Regione Lombardia, Corriere della sera, 2.9). Dopo Fontana, a Varese non si butta più via niente.

Il titolo della settimana. “La condanna di Raggi. A ottobre parte il processo d’Appello che può cambiare la corsa elettorale a Roma”, “Raggi condannata, Pd e Ms sognano la soluzione giudiziaria per le comunali” (il Foglio, 2.9). Il processo parte a ottobre, ma il Foglio ha già la sentenza. Miracoli dal garantismo.

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