Corea del Nordio – Il Fatto Quotidiano

Il cosiddetto ministro della Giustizia Carlo Nordio lancia nuovi anatemi a grappolo contro il mestiere che faceva (così almeno pare) fino all’altroieri: il magistrato. Via l’azione penale obbligatoria, che tutela ogni pm da interferenze interne ed esterne e assicura ai cittadini il diritto di rivalersi dei torti subiti: meglio far decidere alla politica i reati da perseguire e da ignorare (indovinate quali). Via la Spazzacorrotti, perché le pene alte e la galera sicura non sono un deterrente: lo è semmai abbassare le pene e assicurare che siano finte. Però Nordio vuol dare l’impunità i corruttori che denunciano i corrotti e viceversa: ottima idea, ma se non rischiano di finire dentro (con la Salva-corrotti Zanettin il carcere torna finto), non si vede perché dovrebbero denunciarsi a vicenda. Tantopiù se non rischiano neppure di essere scoperti: Nordio vuole smantellare pure le intercettazioni, “strumento micidiale di delegittimazione personale e politica”, “violazione blasfema della Costituzione”, minaccia “alla riservatezza e all’onore” (dei delinquenti: gli onesti non hanno nulla da temere). Si pensi che oggi “si intercetta su semplici sospetti”, mentre andrebbero intercettati solo i condannati definitivi, sempreché ne resti qualcuno. C’è persino qualche pm pazzo che “intercetta persone non indagate”: tipo i famigliari di un sequestrato, i primi a cui telefona l’Anonima Sequestri che, essendo anonima, nessuno conosce. E poi, signora mia, “in Italia le intercettazioni costano troppo e sono troppe rispetto alla media dell’Ue e dei Paesi anglosassoni”.

È la solita chiacchiera da bar dei governi di B. e i suoi derivati. Purtroppo l’ha già sbugiardata nel 2006 uno studio comparativo della commissione Giustizia del Senato: l’Italia aveva ogni anno 100 mila bersagli intercettati (utenze, non persone, che possono usare più schede), per l’80% in indagini di mafia, cioè molte meno che nelle altre democrazie, dove però è impossibile contarle. Qui si sa quante sono perché la magistratura deve autorizzarle tutte, anche quelle dei Servizi; negli Usa sono diversi milioni, opera esclusiva di Servizi, Fbi, polizie statali e locali, Sec, persino pompieri; e anche in Francia, Spagna, Germania e Uk la polizia, i Servizi e altri enti amministrativi intercettano chi vogliono senza passare dal giudice, quindi il numero è incontrollabile. Il Senato concluse che “le garanzie che il nostro sistema legale assicura al cittadino non hanno l’eguale… in alcun’altra democrazia occidentale”. Lo sapeva anche Nordio, che solo nell’inchiesta sul Mose del 2014 ottenne 35 arresti e indagò 100 persone in base a migliaia di intercettazioni. Oppure già allora la pensava come oggi. Nel qual caso, sorge un dubbio atroce: chi faceva le indagini che lui firmava?

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Giustizia, Travaglio a La7: “Nordio vuole ridurre intercettazioni? Torniamo allora alle indagini di Sherlock Holmes con la lente di ingrandimento” – Il Fatto Quotidiano

“Nordio, da magistrato, ha fatto migliaia di intercettazioni, come nel caso dell’inchiesta sul Mose, con 35 arresti e centinaia di indagati tra politici e imprenditori. O quell’inchiesta non l’ha fatta lui, ma qualcun altro e lui ha firmato tutto, oppure ha cambiato idea. Io non ho mai visto un ex magistrato odiare così tanto non […]

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Ticket restaurant – Il Fatto Quotidiano

La manovra Meloni è già stata bocciata da Bankitalia e Corte dei Conti, Istat, Cnel e Upb, docenti e studenti, sanitari e pazienti, sindacati e Confindustria, cattolici e atei, pensionati e giovani ma anche gente di mezza età, Ue e italiani, Nord e Sud. E sta sulle palle persino a Meloni (“il tetto al Pos può scendere”). Ma almeno a due categorie piace: gli evasori fiscali e Ollio&Ollio, alias Renzi&Calenda. La coppia più comica del momento aveva chiesto i voti per il Draghi-2, previsto al massimo in primavera perché “Meloni cadrà in sei mesi”. Ora i pochi elettori che se l’erano bevuta vedono il capocomico Carletto, travestito da Caligola sovrappeso, cazziare FI perché non sostiene Meloni e sostenerla lui al posto loro. Intanto la spalla rignanese annuncia che “nel 2024 farò cadere Meloni e saremo il primo partito”. È “il polo della serietà”. Si aprirebbe un certo spazio per l’opposizione vera, ma il Pd ha il “percorso costituente precongressuale” che richiede tempo perché – si era detto – “prima le idee e poi i nomi”. Purtroppo le idee non si sono trovate (le stanno cercando 87 “saggi”, con rabdomanti e sanbernardo). E si parla solo di nomi. Nomi avvincenti però, che scaldano il cuore degli elettori passati, presenti e futuri. Molto vari, ecco.

Bonaccini è un renziano sostenuto dai renziani. Ricci era renziano, ma piace alla sinistra interna (a quella esterna, meno). De Micheli era sottosegretaria dei renziani Renzi e Gentiloni, ma ce l’ha con Renzi. Schlein è la vice del renziano Bonaccini in Emilia-Romagna ed è appoggiata da Franceschini e Orlando, ex ministri del governo Renzi, però è la più antirenziana su piazza, anche perché non è iscritta al Pd che si candida a guidare. Poi c’è Nardella, renziano al Plasmon e sindaco di Firenze per grazia renziana ricevuta: pareva si candidasse pure lui, poi fu in corsa per un “ticket” con Schlein per alleviarne l’antirenzismo, invece farà ticket con Bonaccini per incrementarne il renzismo: è come il ficus, dove lo metti sta. L’idea del “ticket” è arrapante, anche se nessuno sa cosa voglia dire: in 15 anni il Pd ha avuto 10 segretari che sbagliavano da soli, mai in coppia. Quindi che succede se vince Bonaccini? Fa un po’ per uno con Nardella? O Nardella, oltre al sindaco a tempo perso, fa il presidente del Pd? Ma il presidente del Pd non conta nulla: l’ha fatto pure Orfini. L’attuale, Valentina Cuppi, nessuno sa chi sia: nemmeno Letta, che s’è pure scordato di farla eleggere. Ora Renzi intima al Pd di appoggiare Moratti in Lombardia e di ritirare Majorino, che deve “accettare il ticket con lei”: cioè le porterà caffè e cornetto ogni mattina. Il fatto che Majorino combatta Moratti da quando aveva i calzoni corti è un dettaglio superabile: “Ticket” è la parola magica che fa evaporare le idee. E gli elettori.

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